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La farsa della democrazia diretta grillina.

Su Repubblica di oggi Sebastiano Messina fa notare come Grillo trovi sempre il tempo di indire consultazioni tra gli iscritti quando vuole cacciare uno dei suoi, e quasi mai quando c' è da chiedere il parere ai suoi elettori su questa o quella legge in via d' approvazione. Nessuno li ha consultati per sapere se erano a favore o meno del jobs act, dell' Italicum, della riforma del senato o di quella della scuola. Si dirà che il no era scontato, tuttavia non è una buona scusa per soprassedere e comunque sarebbe stato interessante conoscere le percentuali.

Ma non solo sulle leggi, nemmeno sull' alleanza con Farage o sui nomi da mandare alla Consulta, al CdA Rai o al CsM è stato chiesto agli iscritti cosa ne pensassero.
Ne consegue che la famosa democrazia diretta in salsa grillina, dei parlamentari a 5 Stelle meri esecutori dei voleri del popolo, non esiste e quando c' è è una farsa. Perché sono i due caporioni a decidere se e su cosa consultare gli iscritti. Alla faccia del popolo.

Pubblicato il 30/12/2015 alle 14.42 nella rubrica Diario.

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