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30 aprile 2011
Ruby andò ad Arcore facendo l' autostop?
E' iniziato lo scaricabarile tra Minetti, Fede e Mora. In una sua memoria difensiva di pochi giorni fa, la consigliera regionale si era autossolta dall' accusa di aver portato una minorenne (Ruby) ad Arcore per indurla a prostituirsi, addossando la colpa su Fede e Mora. Oggi, o meglio ieri, dopo aver detto che la Minetti necessita di una perizia psichiatrica, Fede ha sostenuto che manco lui c' entra, perché a portare la ragazza da Berlusconi fu Lele Mora. Aspettiamo ora di sapere su chi scaricherà la colpa Lele Mora. Magari dirà che Ruby ad Arcore ci andò da sola, facendo l' autostop.

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28 aprile 2011
Maggioranza nel pallone
Prima Silvio giura che l' Italia non prenderà mai parte attiva alla guerra contro Gheddafi. Poi dà il via libera ai bombardamenti senza manco consultare Bossi, il quale giustamente s' incazza temendo un' invasione di profughi. Intanto il Giornale accusa Tremonti di aver aizzato i leghisti contro Berlusconi, per aver quest' ultimo dato il via libera all' opa francese su Parmalat mentre Giulio voleva restasse italiana. Decisamente la maggioranza è nel pallone. Di buono c' è che i leghisti hanno preteso, e ottenuto, che sia il parlamento ad autorizzare l' intervento dell' aviazione. Ma perché rinviare il voto alla settimana prossima? E dato che i nostri aerei stanno già bombardando non sarebbe meglio fermarli in attesa del via libera del parlamento?

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25 aprile 2011
Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana
LUIGI MASCHERPA, contrammiraglio
nato a Genova il 18-4-1893
torturato e poi fucilato a Parma il 14-5-1944 dalla Guardia Nazionale Repubblicana

Frida mia,
sii forte e coraggiosa. Iddio ti proteggerà. Ti abbraccio con tutta l' anima e con te mia madre, i miei fratelli, la nonna, tutti.
Prega per me nelle tue preghiere come io dall' alto, dove Dio vorrà mettermi, ti seguirò sempre. Ti lascio un nome intemerato che ha una sola colpa: aver amato la Patria!
Addio Fida mia, perdonami dei dolori, di tutti i dolori che ti ho dato nella vita.
Il padre, Abate De Vincentis, mi ha assistito fino all' ultimo, ti dirà di me.
Coraggio ancora Frida mia Iddio ti farà sopportare tutto. Un ultimo bacio terreno del tuo
Luigi

TOMMASO MASI, contadino
nato a Castelnuovo B. il 10-2-1925
fucilato a Siena il 13-3-1944 dalla GNR

Cari genitori e famiglia,
datevi coraggio ormai mi era destinata non si scancella io vi chiedo perdono che rimarrete dispiacenti.
cari genitori ora vi dico addio ci rivedremo in paradiso ora baci a tutta la famiglia.
per fortuna mi ha sistito il mio capellano
il vostro figliolo
Tommaso

ALDO MEI, sacerdote
nato a Lucca il 5-3-1912
fucilato a Lucca il 4-8-1944 dai tedeschi

Babbo e Mamma,
state tranquilli, sono sereno in quest' ora solenne. Solamente ho amato come mi è stato possibile. Son condannato a morte:
1° per aver protetto e nascosto un giovane giudeo a cui volevo salvare l' anima
2° per aver amministrato i sacramenti ai partigiani, e cioè per aver fatto il prete.
Lascio il breviario a mio fratello Natalino. Ad Americo e agli altri carissimi tutti di casa non ho in questo momento solenne nulla da lasciare all' infuori di un immenso amore.
Non piangete o mamma cara, non piangete amatissimo babbo; presto ci rivedremo e godremo il gaudio ineffabile del cielo fuori dagli spaventi di questa lacrimosissima terra.
A rivederci vi dico, inviandovi un bacio e una benedizione
vostro Aldo

FRANCO BALBIS, capitano d' artiglieria
nato a Torino il 16-10-1911
torturato e fucilato a Torino il 5-4-1944 assieme ad altri 7, dalla GNR

Mamma adorata,
è il tuo Franco che torna a te nel momento supremo per porgerti il suo bacio e per vivere sempre in ispirito nel tuo abbraccio.
E' questo il tuo figlio a cui hai dato, con la vita, il tuo sangue, il tuo cuore, la tua anima.
Mi hai allevato nella fede, nell' amore, nella rettitudine, nell' onestà.
Ti ringrazio mamma cara, per tutto quello che hai fatto per me e ti chiedo oggi perdono per quanto ti ho fatto di male, per i dolori e le ansie che ti ho procurato.
Mamma colla tua forza d' animo, vincendo momenti difficili della vita, mi fosti sempre d' esempio e di guida; ti chiedo lo sforzo supremo, oggi, di fare altrettanto: non disperarti completamente e rimani serena.
Iddio terrà conto del tuo sacrificio. Il più grande tormento della mia nuova vita sarebbe quello di sapere che, per causa mia, tu non potessi aver pace.
Nel momento supremo il tuo nome sarà nel mio cuore e sul mio labbro. Ti abbraccio e ti stringo a me per sempre nella vita e per la morte e mi è bello pensare che arriverò a Dio col tuo perdono e col tuo bacio
tuo Franco

LUIGI PIEROBON, studente
nato a Cittadella (Pd) il 12-4-1922
fucilato il 12-4-1944 a Padova dalle Brigate nere con altri 12

A mamma e papà,
nell' ultimo momento un bacio caro, tanto caro. Ho appena fatto la SS Comunione. Muoio tranquillo. Il Signore mi accolga tra i suoi in cielo. E' l' unico augurio che mi faccio. Pregate per me.
Saluto tutti i fratelli, Paolo Giorgio, Fernanda,Giovanni, Alberto, Giuliana. Saluto lo zio Giovanni, tutti gli zii e le zie.
Un bacio a tutti.
Il padre qui presente che mi assiste vi dirà i miei ultimi desideri.
Un bacio caro
Luigi Pierobon

LUCIANO PRADOLIN, insegnante
nato a Tramonti di S. (Ud) il 28-2-1921
fucilato a Udine l' 11-2-1945 con altri 22 dai fascisti

Carissimo Rino,
come vedi tutte le speranze sono svanite. Questa è la sorte di quelli che hanno un idea.
Ma è proprio fatale che tutti coloro che hanno un ideale debbano fare questa fine?
O miseri, o codardi figlioli, cosi dice ormai il Leopardi.
Unica cosa che mi sostiene è la fede in Dio e la sicurezza che la mia copscienza è pura e che il mio ideale è sacro.
Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me, lo so che mi volevi bene e io altrettanto
ciao
Luciano

GIANCARLO PUECHER PASSAVALLI. dottore in legge
nato a Milano il 23-8-1923
torturato e fucilato all' isola d' Elba il 21-12-1943 dalle Brigate nere
Figlio di Giorgio, deportato al campo di Mauthausen e ivi deceduto.

Muoio per la mia Patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato. Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e ai miei compagni. Iddio mi ha voluto...accetto con rassegnazione il suo volere.
Non piangetemi ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono.
Viva l' Italia.
Raggiungo con cristiana rassegnazione la mia mamma che mi educò e mi protesse per i vent' anni della mia vita.
L' amavo troppo la mia Patria: non la tradite, e voi tutti giovani d' Italia seguite la mia vita e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale.
Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non sanno che l' uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia.
A te Papà l' imperituro grazie per ciò che mi permettesti di fare e mi concedesti.
Gino e Gianni siano degni continuatori delle gesta eroiche della nostra famiglia e non si sgomentino di fronte alla mia perdita.
I martiri convalidano la fede in un Idea. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà.
Baci, Giancarlo

DOMENICO QUARANTA, studente, tenente di complemento
nato a Napoli il 3-10-1920
seviziato e fucilato dalla GNR con altri 5 a Cairo Montenotte il 16-4-1944

Carissimi,
sono morto facendo il mio dovere fino all' ultimo. Avrei desiderato continuare a servire la mia Patria e il mio Re, ma se Dio cosi ha voluto significa che il mio sacrificio valeva più della mia opera futura. Sono quindi contento di aver donato alla Grande Madre il mio corpo, come donai a te Mamma fin dal primo vagito. la mia anima immacolata acciocché Tu la custodissi cosi come Essa da oggi custodirà in eterno i miei resti mortali.
Sono fiero di aver lottato con le armi in pugno per la gloria del mio Re, come lottai sui libri per dare a Te, mio amatissimo Babbo, quelle soddisfazioni che avrebbero dovuto ricompensare le amarezze e i sacrifici patiti per me.
A Te Mamma resta il mio spirito che in te vivrà, fin che Tu vivrai; a te Babbo ho dato la più grande soddisfazione, l' orgoglio di poter dire mio figlio è caduto per la libertà della Patria.
Il dolore che proverete per la mia fine sarà inenarrabile, lo so.
Sono il vostro unico figlio, l' unico scopo della vostra vita!
Avete spiati i miei primi passi, mi avete guidato, mi avete sorretto; e di ciò vi ho sempre espressa la mia gratitudine sconfinata, vi ho sempre ammirati, vi ho sempre adorati.
Consolate però questo dolore col pensiero che vostro figlio ha mantenuto il suo giuramento di fedeltà.
Nella vita si giura una sola volta.
Io giurai di essere fedele al Re e di combattere per il bene della Patria. Ciò ho fatto e ne sono fierissimo.
I miei ultimi pensieri sono stati per la Patria, per il Re, e per Voi.
I mie ultimi baci sono stati per il Santo Tricolore e per Voi.
Addio
Mimmo

GIUSEPPE SALMOIRAGO, commerciante
nato a Varallo Sesia il 15-5-1903
fucilato senza processo a Vico Canavese con altri 6 il 15-10-1944
dai tedeschi

Cara moglie e bambine,
non piangete e siate orgogliose del vostro caro marito e padre.
A 18 anni feci 18 mesi di carcere e ora a 41 do la mia vita per il miop ideale e per la libertà della nostra patria.
Vi mando il mio ultimo saluto, il mio forte abbraccio, a te moglie mia cara, alla piccola Iucci e a te cara Adriana;
falle tanto coraggio alla mamma
vostro padre e marito
Giuseppe Salmoirago

REMO SOTTILI, vicebrigadiere dell' Arma dei Carabinieri
nato a Reggello (Fi) il 23-8-1911
imprigionato dai fascisti della Muti, inviato in Germania fugge dal campo di lavoro presso Monaco. Catturato e fucilato senza processo con altri due compagni di fuga il 29-8-1944

Liliana cara,
in fretta e furia ti posso scrivere queste righe dopo tanto silenzio.
Per molto tempo certamente non ci vedremo perché sono in carcere.
Fatti quindi coraggio, non avvilirti, sii forte e trova conforto nei due bimbi che hai con te. Cerca di cusotodirli meglio che puoi e che pensino al babbo lontano.
Ti amo tanto Liliana. Baci a te e ai bimbi, al babbo e alla mamma.
Ciao, prega per me che ne ho bisogno
Tuo Remo

FRANCA LANZONE, casalinga
nata il 28-9-1919 a Savona
fucilata con altri 4 senza processo l' 1-11-1944 dalle Brigate Nere nella fortezza ex Priamar a Savona

Caro Mario,

sono le ultime ore della mia vita, ma con questo vado alla morte senza rancore delle ore vissute. Ricordati i tuoi doveri verso di me, ti ricorderò sempre

Franca

Cara mamma, perdonami e coraggio. Dio solo farà ciò che la vita umana non sarà in grado di adempiere. Ti bacio. La tua

Franca

VITTORIO TASSI, carabiniere
nato il 1-5-1903 a Radicofani (Si)
comandante partigiano
torurato e fucilato dai tedeschi il 17-6-1944 presso Chianciano

Cara Olga,
oggi 17 alle ore 7, fucilati innocenti. La mia salma si trova di qua dal fiume di qua dalla scuola o cantoniera dove sta Albegno.
Cara Olga ti raccomando i nostri figli confortali e vogliali bene quanto gliene volevo io.
Come ti ripeto tu puoi prendere la mia salma anche a mezzogiorno di quest' oggi stesso, io mi son tanto raccomandato ma è stato impossibile intenerire questi cuori.
Perdonami se qualche volta sono stato cattivo con te ma ti faccio presente che ti ho sempre voluto tanto bene.
tuo Vittorio

GUERRINO SBARDELLA, tipografo
nato a Colonna (Roma) il 4-1-1916
condotto il 2-2-1944 a Forte Bravetta per esser fucilato.
Poiché il plotone della PAI (Polizia Africa italiana) spara a terra, viene ucciso con un colpo alla nuca da un ufficiale tedesco.

Mia adorata moglie,
ti scrivo pochi istanti prima di morire chiedendoti perdono per questo grande dolore che ti reco, perdonami e prega per l' anima mia. Insegna ai miei figli a pregare per me il Signore Misericordioso.
Baciami tutti i giorni i miei bambini dicendo loro quanto bene gli abbia voluto e amali anche per me.
Ricordati che io ti ho amata e morrò amandoti
Tanti baci dall' anima mia
Guerrino

IRMA MARCHIANI, casalinga
nata a Firenze il 6-2-1911
fucilata a Pavullo da plotone tedesco il 26-11-1944

Mia adorata Pally,
sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno.
Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nome della nostra famiglia.
Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto.
Ora sono qui...fra poco non sarò più, muoio sicura di aver fatto quanto era possibile affinché la libertà trionfasse.
Baci, baci dal tuo e vostro paggetto
Irma
p.s. vorrei essere seppellita a Sestola.


PAOLO BRACCINI, docente univ.                                                                                                    nato a Viterbo, 16-5-1907
fucilato il 5-4-1944 a Torino dalla Gnr
Medaglia d' oro al valor militare

Gianna, figlia mia adorata,                                                                         

è la prima ed ultima lettera che ti scrivo e scrivo a te per prima, in queste ultime ore, perché so che seguito a vivere in te.Sarò fucilato all'alba per un ideale, per una fede che tu, mia figlia, un giorno capirai appieno.                                                                                       

Non piangere mai per la mia mancanza, come non ho mai pianto io: il tuo Babbo non morrà mai. Egli ti guarderà, ti proteggerà ugualmente: ti vorrà sempre tutto l'infinito bene che ti vuole ora e che ti ha sempre voluto fin da quando ti sentì vivere nelle viscere di tua Madre. So di non morire, anche perché la tua Mamma sarà per te anche il tuo Babbo: quel tuo Babbo al quale vuoi tanto bene, quel tuo Babbo che vuoi tutto tuo, solo per te e del quale sei tanto gelosa.Riversa su tua Madre tutto il bene che vuoi a lui: ella ti vorrà anche tutto il mio bene, ti curerà anche per me, ti coprirà dei miei baci e delle mie tenerezze. Sapessi quante cose vorrei dirti ma mentre scrivo il mio pensiero corre, galoppa nel tempo futuro che per te sarà, deve essere felice. Ma non importa che io ti dica tutto ora, te lo dirò sempre, di volta in volta, colla bocca di tua Madre nel cui cuore entrerà la mia anima intera, quando lascierà il mio cuore.

tuo Babbo

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fonte "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana" Einaudi, Torino

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22 aprile 2011
Silvio, ricordati che dopo Scilipoti devi sistemare anche Noemi!
"Non so cosa farò da grande. Mi piacerebbe fare l' attrice, la ballerina o la modella. Oppure essere eletta in Parlamento. Deciderà papi."

Ecco cosa disse due anni fa Noemi Letizia a un giornalista che l' intervistava. Ebbene, quel giorno è arrivato. Lei è pronta. Le foto qua sotto tratte dal numero in edicola di Oggi, dimostrano che è diventata una maggiorata. Ha gonfiato seno e labbra e ritoccato il fondoschiena. Le caratteristiche che papi apprezza maggiormente in una donna (del resto non si vive di soli Scilipoti). Perciò lui deve mantenere la promessa, pensare a sistemarla, decidere cosa farle fare. La meteorina da Fede? La comparsa in qualche cinepanettone? O direttamente la sottosegretaria? Chi vivrà vedrà.





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19 aprile 2011
Nella foto, i parlamentari della maggioranza in attesa delle disposizioni del padrone.



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16 aprile 2011
Silvio? Falso come la banconota da un euro



Ecco cosa disse Berlusconi nell' ottobre di due anni fa, presentando a Milano la nuova normativa anticorruzione (poi finita in un cassetto e ancora in attesa di approvazione). E il vicesindaco Di Corato, li presente, specificò meglio: "Che fosse cosi mi pare sia stato accertato. Era la politica che faceva da tosatore."
Ebbene, dimentico di quella sua affermazione
, oggi invece il Premier si è scagliato nuovamente contro i magistrati accusandoli di golpismo per aver fatto fuori, cito "socialisti, la Democrazia cristiana, i repubblicani e un leader politico come Bettino Craxi."

Quando gli fa comodo ammette che la corruzione vi fu, in caso contrario accusa quei magistrati di eversione. Che dire di un tale personaggio se non che è un bugiardo di professione e falso come una banconota da un euro?

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 QUI  l' articolo integrale del Corriere



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15 aprile 2011
Vergognosi manifesti equiparano i magistrati alle BR
Già aveva provveduto Berlusconi a fare l' insultante equiparazione tra PM milanesi e BR. Oggi per le strade di Milano sono apparsi manifesti di una fantomatica "associazione dalla parte della democrazia" con la scritta via le BR dalle procure. Bene ha fatto Bruti Liberati a ricordare che negli anni di piombo le Br in tribunale c' erano per davvero, ma stavano li per ammazzare i magistrati. E pensare che giusto l' estate scorsa i magistrati milanesi, sotto la direzione di Ilda Boccassini, avevano fatto arrestare 15 appartenenti alle nuove BR, mentre progettavano attenati a una villa di Berlusconi, Mediaset e Libero.
Ecco  la notizia riportata dal Giornale QUI

Questi i manifesti per le strade di Milano


 
Manifesti a Milano: 'Via le Br dalle Procure'



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15 aprile 2011
Ma il ddl Finocchiaro era ben diverso dalla porcata di Ghedini/Alfano
Siti e blog della destra affermano che la porcata della prescrizione, e del processo, breve testé approvati dalla maggioranza, sarebbe in tutto e per tutto simile al ddl su prescrizione e giusto processo presentato da alcuni parlamentari della sinistra, tra i quali la sen. Finocchiaro, nel 2004 e poi ancora nel 2006. Al fine di dimostrarlo confondono, scientemente o meno, la durata della prescrizione del reato con quella del processo.

Cosa prevedeva il ddl del PD? L' aumento degli anni di prescrizione che la legge ex Cirielli aveva ridotto per alcuni tipi di reato, in particolare uno che interessava Berlusconi, e l' abrogazione della legge stessa. Contestualmente fissava tempi certi per il procedimento penale (nota: procedimento e processo penale non sono la stessa cosa! Il procedimento inizia quando, pervenutagli una notitia criminis, il Pm avvia l' azione penale. Il processo è susseguente e ha inizio col dibattimento in Tribunale). Quei tempi erano: max 2 anni per avviare l' azione penale, max altri 2 per arrivare al dibattimento e gli ultimi 2 per arrivare al primo grado. Per il giudizio d' appello erano previsti 2 anni e altri due per la Cassazione. Il procedimento poteva quindi durare 10 anni e solo se si oltrepassava quel limite veniva prescritto.
La porcata invece si limita a fissare i tempi del processo. Ossia 3 anni per arrivare al primo grado, due per l' Appello e 18 mesi per la Cassazione. Totale 6 anni e mezzo, dopo di che il processo si estingue.

Qualcuno si domanderà perché aumentare la prescrizione per alcuni crimini, se poi si fissa un limite al procedimento. Il motivo è semplice: mentre alcuni reati vengono scoperti quasi subito, ad esempio l' omicidio perché si è in presenza di un cadavere, altri, ad esempio la corruzione, talvolta solo dopo alcuni anni. E poiché la prescrizione di tutti i reati inizia dal momento in cui si commettono e non quando si scoprono, era necessario allungarne i tempi che la ex Cirielli aveva ridotti.
Al tempo stesso era doveroso A) concedere ai pm tempo bastevole per fare le indagini, arrivare al dibattimento e quindi al primo grado (e 10 anni sono tempo sufficiente) B) porre al riparo i processi e le parti lese dai tentativi dilatori di avvocati di clienti facoltosi dei tempi processuali, finalizzati al raggiungimento della prescrizione del reato, e quindi del processo.
La porcata invece accoppia processo breve a prescrizione breve. Perché fissa un limite di due soli anni per arrivare al primo grado e accorcia ancor più i tempi di prescrizione dei reati, già corti, della ex Cirielli. Però solo per gli incensurati! obietterà pierino.
E' vero, ma la quasi totalità di corrotti e corruttori, specie se pubblici ufficiali e Lui tra questi, sono incensurati.


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QUI  Il testo del processo e della prescrizione breve cosi come approvato dalla Camera.
QUI  Il testo del ddl Finocchiaro.



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14 aprile 2011
"Firmigoni" ha barato, nella sua lista centinaia di firme false
Dunque i radicali avevano ragione nel denunciare che centinaia di firme raccolte dal listino "Per la Lombardia" del governatore Formigoni, erano non valide perché scritte dalla stessa mano e i nomi erano di persone che hanno negato di aver firmato per quella lista.
Infatti la Procura non si è basata sulla perizia calligrafica per scoprire la truffa, ma ha convocato uno ad uno tutti i circa 750 nominativi la cui firma risultava sospetta perché troppo simile a decine di altre, e tutti hanno negato di aver mai sottoscritto quei moduli.
Giudicando "granitiche" le prove, la Procura ha quindi inviato a decine di consiglieri comunali e provinciali del Pdl, coloro che hanno il compito di autenticare le firme, l' invito a comparire. Il reato ipotizzato è falso ideologico e la pena prevista va da due a sei anni.
Ultima annotazione: poiché il numero minimo di firme richiesto per poter partecipare alle elezioni era di 3500 e la lista "Per la Lombardia" ne raccolse 3800, se 700 di queste risultassero effettivamente false Formigoni non avrebbe manco potuto candidarsi.
Qui sotto, dal sito www.radicali.it/firmigoni, alcuni esempi di firme chiaramente scritte dalla stessa mano
:






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13 aprile 2011
Vogliono salvare anche i criminali dall' Aquila
PD CHIEDE OK A EMENDAMENTO L' AQUILA, MA MAGGIORANZA RESPINGE
Roma, 13 apr. (Adnkronos) - Il Pd chiede ai parlamentari della maggioranza di sostenere l'emendamento al processo breve che stralcia dal provvedimento i reati legati a stragi come quella dell'Aquila. "C'e' l'occasione evitando di votare contro questo emendamento o non partecipando al voto, di stralciare almeno i reati commessi da chi ha causto la morte di cittadini innocenti a L'Aquila. Fatelo per i cittadini dell'Aquila", ha detto il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, in aula. L'emendamento e' stato sottoscritto anche da Idv e Fli. Ma l'invito non e' stato seguito dalla maggioranza che ha bocciato l'emendamento.




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10 aprile 2011
Silvio chieda all' amico Putin di ospitare i tunisini
Quando un partito al governo, la Lega, per anni dice tutto il male possibile dell' Europa, quando un politico, Frattini, si dimette da un doppio, prestigioso, incarico di vicepresidente della UE e commissario alla giustizia e sicurezza europee per correre a fare il ministro in Italia, quando il presidente del Consiglio dimostra di tenere maggiormente all' amicizia con Putin che a quella con l' Europa, allora non ci possiamo poi lamentare se quando siamo noi ad avere bisogno di loro, gli europei ci rispondono picche.
Perché prima di concedere ai tunisini un permesso di soggiorno temporaneo, Maroni non si è consultato coi suoi omologhi europei mettendoli invece di fronte al fatto compiuto, convinto che a quel punto avrebbero dovuto accoglierli per forza? Non ha pensato che la trovata equivalesse a un ricatto? E come farà a rispedirli indietro, ora che col permesso di soggiorno non sono più giuridicamente dei clandestini?

Siamo governati da delle mezzecalzette, dei dilettanti, degli improvvisatori buoni solo a combinare guai. Degli scalzacani che ora, per ritorsione,  minacciano addirittura di uscire dall' Europa. Sarà meglio però non insistere troppo su questo tasto. Dato che lo stato dei nostri conti minaccia la tenuta dell' euro, rischiamo che colgano l' occasione per sbatterci fuori per davvero. Una soluzione al problema però c' è: vista l' amicizia e la simpatia che nutre per Puntin, molto più salda di quella che ha per l' Europa, Berlusconi può sempre chiedere al caro amico Vladimir di ospitare lui qualche migliaio di tunisini. Vediamo cosa gli risponde.


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9 aprile 2011
All' estero a farsi prendere per i fondelli


Impareggiabile Altan!

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7 aprile 2011
La Lega ticinese: "Padani? Föra di ball"
Si è sempre meridionali di qualcuno. Rispetto agli svizzeri del Canton Ticino ad esempio, anche i nostri i padani sono solo dei terroni. Cosi, mentre da noi Bossi vuol mandare i tunisini fuori dalle balle, il suo omologo svizzero leader della Lega ticinese, chiede di mandarci i circa 45 mila stranieri, quasi tutti lombardi, che ogni giorno attraversano il confine per andare a lavorare nella Confederazione. Perciò per le elezioni di domenica prossima, i leghisti ticinesi hanno preparato una serie di manifesti dove, accanto allo slogan Balairatt (ballano i topi) e alla percentuale sui reati commessi dagli stranieri, i frontalieri sono disegnati come topi intenti a farsi delle grandi scorpacciate di formaggio svizzero. Mentre ai locali non toccherà manco la crosta, suppongo. Dei tre roditori, due hanno il tricolore ben visibile sulla maglietta, mentre il terzo con i colori europei simboleggia i lavoratori dell' est da poco entrati in Europa.







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6 aprile 2011
Facce da fessi o da servi?
Ecco le facce dei 21 ministri (mancava solo Maroni, trattenuto a Tunisi) che col loro voto di ieri hanno dimostrato di credere alla fandonia di Ruby nipote di Mubarak. Lecito concludere che siano dei fessi oppure dei servi. In entrambi i casi indegni del ruolo che ricoprono.

             
  Rotondi                Fitto               Alfano          Fazio           Bossi          Brambilla      Brunetta     

           
Calderoli                   Carfagna     Frattini         Galan               Gelmini        La Russa     Tremonti    

           
Matteoli        Meloni                        Prestigiacomo  Vito         Romani        Romano              Sacconi

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5 aprile 2011
Senatori del PDL vogliono abrogare la legge che vieta la ricostituzione del partito fascista
Ci mancava anche questa: senatori del PDL presentano un ddl costituzionale per l'abolizione della norma transitoria e finale che vieta la "riorganizzazione del disciolto partito fascista". Le reazioni sdegnate non si son fatte attendere. Non solo da parte dell' opposizione e della comunità ebraica, ma anche, fortunatamente, del presidente Schifani. I firmatari del ddl però ancora non hanno ritirato la proposta. Probabilmente scommettono sul parere positivo di colui che sosteneva Mussolini gli oppositori li mandasse in villeggiatura.

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