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Gianni' s own logbook

28 febbraio 2007
Bollettino della vittoria
Comando Supremo dell' Unione, addi 28 febbraio, ore 21

Compagni!
La lotta  per ottenere la fiducia che, sotto l' alta guida di S.E. Romano Prodi, duce supremo, le schiere dell' Unione, inizialmente inferiori per numero e mezzi, iniziarono il 27 febbraio 2007 e con fede incrollabile e tenace valore condussero ininterrotta ed asprissima, è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata oggi in Senato, alla quale han preso parte 62 senatori dei Ds, 39 della Margherita, 27 di RC, 11 di Insieme con l' Unione, 4 dell' Idv, più altri di formazioni minori coadiuvati dal valoroso drappello di senatori a vita capitanati dal barone Oscar Luigi Scalfaro, è finita.

Lo schieramento cidiellino è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell' accanita resistenza delle prime ore, finendo per lasciare nelle nostre mani un paio di senatori, ciuffi del riporto di Schifani e la dentiera di Gustavo Selva.

I galoppini internettiani di quella che fu una delle più potenti coalizioni politiche del mondo, stanno abbandonando in disordine e senza speranza quei forum e blog lungo i quali erano discesi con orgogliosa sicurezza.

Firmato Guelfi

In anteprima per i lettori del blog, la prima pagina di Libero di domani









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28 febbraio 2007
Conta più la prassi o la Costituzione?
Sentiamo Mastella:

GOVERNO: MASTELLA, CON MARINI LA MAGGIORANZA C'E'

27-02-2007 11:40

(ASCA) - Roma, 27 feb - Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, durante la presentazione della riforma del diritto societario spiega che a suo avviso ''una maggioranza politica gia' c'e' ed e' doppia, e' quella dell'investitura popolare per la quale Marini non vota ma potrebbe anche votare'': ''Non esiste una maggioranza politica o una numerica - ha spiegato il ministro - esiste una maggioranza al Senato secondo il regolamento del Senato. Peraltro voglio ricordare che una maggioranza politica gia' c'e' ed e' doppia, e' quella dell'investitura popolare per la quale Marini non vota ma potrebbe anche votare. E' soltanto una prassi, che secondo me andrebbe cambiata fino a quando rimane questo maledetto bipolarismo all'italiana''.


Sappiamo quanto la destra si opponga al voto dei senatori a vita (non però l' altro giorno, quando Cossiga, Andreotti e Pininfarina votarono contro Prodi). Ma sappiamo anche che la Costituzione non distingue tra senatori a vita e senatori eletti. Tutti hanno eguale diritto di voto. Però la prassi che il presidente del Senato non partecipi al voto è, appunto, solamente tale. Non c' è alcuna legge, men che meno costituzionale, che vieti al presidente del Senato di votare. Solo la "prassi". Quindi Mastella ha ragione da vendere, nessuno impedisce all' Unione di cambiarla.
E' dal lontano 1994, quando il primo governo Berlusconi impose suoi uomini alla seconda e terza carica dello Stato, prima era invalso l' uso di affidarne una all' opposizione, che i presidenti delle camere, specialmente quello del Senato, non son più di garanzia ma parte integrante di quello spoils system inaugurato proprio dal Polo.
E allora cosa aspettiamo? Mandiamo la prassi in soffitta e facciamo votare Marini. Strilleranno che le regole non si cambiano unilateralmente ma vanno fatte assieme? Forse che l' ultima legge elettorale la fecero assieme al Csx?

g



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27 febbraio 2007
Il richiamo della lavanderia
 Non c' è nulla da fare, loro provano a reprimerlo, a soffocarlo. Ma quando meno se l' aspettano, il richiamo della lavanderia rispunta prepotentemente fuori da un' altra parte. Ed essendo incapaci di resistervi, cosi come Buck trovava difficile resistere a quello della foresta, eccoli precipitarsi in massa a fare il bucato con gli stracci. E' più forte di loro.
Mi riferisco alla tendenza assai diffusa tra gli azzurri a volare basso, imbastendo polemiche di infimo livello su avvenimenti innocui, quando non inventati di sana pianta.
Come quella sulla liberazione delle due Simone nella passata legislatura. Per settimane, anzi per mesi blog e forum della destra furono sommersi da messaggi di  lavandaie scandalizzate: "Non hanno ringraziato Silvio!" (ed invece lo avevano fatto prima ancora di scendere dall' aereo che le aveva riportate in Italia, lo dichiarò lo stesso Berlusconi alla Stampa)

Oggi ci risiamo con il caso della moglie di Follini, riconfermata nel suo incarico dall' attuale governo (fu nominata una prima volta dall' Ulivo nel 2001 poi riconfermata dalla Cdl nel 2004). Su blog e forum della destra le stracciarole inviperite giurano che quello è il prezzo pagato per indurre il marito a passare nel campo dell' Unione. A nulla vale ricordare che il reincarico alla signora Spitz in Follini risale al 2 febbraio u.s., 20 giorni prima dell' apertura di una crisi che nessuno poteva prevedere.
E a nulla vale ricordare che se c' è uno la cui vita imprenditoriale prima e politica poi è stata caratterizzata all' insegna del mercimonio questi è proprio Berlusconi.
"E' la ricompensa del tradimento!" ululano in coro le lavandaie, sollevando il capo tra un' insaponatura di una mutanda e una risciacquatura di un pedalino.

g



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26 febbraio 2007
Buffoni, mille volte buffoni







 Ecco qua sopra solo alcune delle molte volte che nell' autunno del 2005  i politici della sx , e non pochi della dx tra i quali  l' allora presidente del senato Pera, misero in guardia sui pericoli a cui si andava incontro con la nuova legge elettorale, in special modo al senato con il suo astruso calcolo del premio di maggioranza.
Chiunque fosse uscito vincente dalle urne, si argomentò, avrebbe avuto serie difficoltà alla Camera Alta
Sul Riformista il prof. Quagliariello, senatore di F.I., si spinse sino a profetizzare che i senatori a vita sarebbero diventati arbitri della situazione. Profezia avverata, come sappiamo.
Ma i caporioni della CDL non si curarono di quegli avvertimenti e nel novembre di quell' anno approvarono la legge, salvo ammettere tre mesi dopo, alla vigilia delle elezioni, che si trattava di una porcata.



 Oggi ce li ritroviamo tutti in tv ad ammonire la sx che con due o tre voti di maggioranza è impossibile governare, e quindi il Prodi-bis sarà cosi debole che finirà per galleggiare rimandando all' infinito il varo delle riforme. Raccontano che al reincarico avrebbero preferito un governo di larghe intese, con il compito di varare un' altra legge elettorale per poi chiamare il Paese a nuove elezioni. Dimenticano che per far ciò occorrerebbero comunque 6/7 mesi. Si finirebbe per votare a settembre-ottobre. Un altro mese se ne andrebbe prima di vedere il nuovo governo nella pienezza dei poteri, cioè non prima di novembre. Sette mesi buttati, proprio ora che per dirottare un po' della ripresa internazionale verso l' Italia abbiamo bisogno di un governo che governi. Sette mesi in cui i problemi del Paese peggiorerebbero ulteriormente.

Ma anziché scusarsi con gli italiani per aver architettato una tale schifosa legge elettorale, i caporioni della CDL accusano la sinistra di essere attaccata al potere e di non avere a cuore l' interesse dei cittadini perché vuole andare avanti con Prodi..
Buffoni, mille volte buffoni

g



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24 febbraio 2007
Gli adoratori del fuoco
Bene, ora che con il ritorno di Prodi a palazzo Chigi ho la certezza che morirò comunista, si perché ora che abbiamo riacchiappato il potere non lo lasceremo più per altri 50 anni, lasciate che torni alla mia occupazione preferita, quella di cazzeggiare.

Un pomeriggio di tanti anni fa bighellonavo per le strade di Malabar hill, a Bombay. Oggi Mumbai.
La collina di Malabar è il quartiere dei ricchi. Si trova ad una estremità della spiaggia a forma di mezzaluna di Back bay. All' altra estremità, c' è la punta di Colaba con i grattacieli dell' Air India e dell' Oberoi Sheraton.
Me ne andavo dunque a spasso tra graziose ville, villette e villone in predominante stile colonial-vittoriano, con qualche orrendo inserto simil-hollywoodiano, quando giunsi ad una cancellata inserita in un alto muro di cinta. All' interno intravvidi un magnifico parco e tre tozzi edifici di forma cilindrica, senza tetto o copertura alcuna, che sapevo vuoti all' interno se non per dei graticci infissi nelle pareti a varie altezze dal suolo. Sono le famose Torri del silenzio, il cimitero dei Parsi.
I Parsi dell' India sono i discendenti degli antichi persiani fuggiti dalla loro patria, all' epoca impero sassanide, durante le invasioni arabe. In tutto il subcontinente indiano sono circa 120 mila (una goccia nel mare dei 900 milioni), 70 mila dei quali abitano a Bombay.
Sono quasi tutti benestanti: grossi commercianti, professionisti affermati, uomini politici. Il noto direttore d' orchestra indiano Zubin Mehta è un parsi cosiccome la dinastia industriale dei Tata (hanno da poco stipulato un accordo con la Fiat). Professano una religione chiamata zoroastrismo, da Zoroastro. Lo Zarathustra di Nietzsche e Strauss. Un profeta messianico vissuto 4000 anni fa. Prima di Budda, Gesù e Maometto dunque. Lo zoroastrismo era la religione ufficiale dell' impero sassanide.
Gli insegnamenti del profeta impongono ai fedeli, tra le altre cose, il rispetto e l' adorazione della natura e i suoi elementi: terra, acqua, aria, ma sopratutto il fuoco, simbolo di ordine e giustizia.Gli zoroastriani pregano sempre in presenza di un fuoco.
E dal momento che adorano gli elementi non sotterrano i loro morti come noi cristiani né li bruciano come gli indù, al fine di non inquinare la terra o l' aria.
Utilizzano invece costruzioni come quelle torri all' interno delle quali espongono i cadaveri su dei graticci, affinché gli avvoltoi possano cibarsene.
Considerano ciò l' ultimo atto d' amore verso la natura e le sue creature.

Storia macabra ma interessante, nevvero?

g

Essendo tutt' ora in uso, foto delle Torri del Silenzio di Mumbai non ne esistono. Ho però trovato una foto di quelle, oggi non più in uso, di Yazd, città santa degli zoroastriani in Iran.








Ecco da Google earth la foto con il parco di Bombay ove sono situate le due torri. Una è quella specie di piccolo colosseo in basso a dx. L' altra s' intravede in alto al centro, seminascosta dagli alberi 











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23 febbraio 2007
Abbiamo i numeri! Abbiamo i numeri!
La voce corre già da cellula a cellula, da sezione a sezione, da commissario politico a commissario politico: abbiamo i numeri per fare il Prodi bis!
E' successo che i leader dei partiti che compongono la maggioranza, dopo essersi guardati negli occhi, han deciso che dove si mangia in nove, tanti sono i partiti dell' Unione, si può benissimo mangiare anche in undici.
E quindi esulti pure la classe operaia, il potere è nostro e guai a chi ce lo tocca.
 
Bocche cucite però tra i capataz della Sinistra sui nomi di quel paio di senatori che han deciso di abbracciare il comunismo contribuendo cosi ad ingrossare le fila di coloro che odiano. Probabilmente li scopriremo solo il giorno in cui Prodi si presenterà in aula, a chiedere la fiducia. Finisce cosi, per il bene del Partito e della Sinistra tutta, una delle più brevi crisi nella storia della Repubblica.

Poiché molti vorrebbero averne l' onore, ancora non s' è deciso a chi toccherà il compito di dare la lieta novella al compagno Napolitano. E chissà che stasera, in segno di giubilo, il compagno Presidente non decida di issare la rossa bandiera falcemartelluta sul pennone più alto del Quirinale. Sarebbe una bella rivincita per noi classe lavoratrice, dopo tutte le pernacchie che ci son giunte da destra nelle ultime ore.

g



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22 febbraio 2007
Ecco l' elegante commento di Libero alla crisi


E' la famosa satira della destra. Se non gli disegni qualche culo non si divertono.

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21 febbraio 2007
Chi ha problemi di coscienza non si candidi al parlamento

Verso chi deve sentirsi responsabile, a chi deve render conto un parlamentare quand' è nell' esercizio delle sue funzioni, alla sua coscienza o a chi lo ha eletto?
Me lo chiedo perché ogni giorno che passa spunta un deputato o senatore il quale fa sapere che non voterà questa o quella legge, questo o quel provvedimento, perché la sua coscienza glielo vieta. Cosi abbiamo i teodem che voteranno no ai Dico e i pacifisti che voteranno no al rifinanziamento della missione afgana. E chi li ha votati perché avevano aderito a un preciso programma il quale prevede e l' uno e l' altra? Si attacchino al tram, la coscienza dei singoli parlamentari ha la precedenza su quello che credono o vogliono i loro elettori.

Naturalmente il programma di una coalizione di governo, non essendo scolpito sulla roccia, può sempre esser modificato nel corso della legislatura. E i luoghi deputati a farlo sono i consigli dei ministri o le riunioni dei gruppi parlamentari. Ma una volta che la maggioranza dei presenti ha preso una decisione, a quella ci si deve uniformare anche se contraria ai nostri principi. Se le anime belle proprio non se la sentono ogni volta che entrano in parlamento di lasciare in anticamera la loro coscienza cattolica e/o pacifista, se proprio non ce la fanno a zittirla, allora rassegnino le dimissioni da parlamentari e non si candidino più alle elezioni. La politica non è il regno fatato delle cose desiderabili, ma il luogo amaro delle cose fattibili.

g




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18 febbraio 2007
"Strips and stripes" forever
La delusione che traspare dai commenti della destra per il pacifico svolgimento della manifestazione vicentina è evidente.
Speravano tanto in qualche vetrina rotta, in qualche bandiera a Stelle e Strisce bruciata sulla pubblica via per poter gridare al pericolo rosso, invece niente. Tutto si è svolto in maniera regolare e tranquilla. Un grazie quindi agli organizzatori, alle Forze dell' ordine e alle decine di migliaia di partecipanti. Le manifestazioni di piazza, le proteste della popolazione, quando civili e pacifiche, sono il segno di una democrazia sana quindi sono sempre benvenute. Sia che prendano di mira le tasse, gli inceneritori o le basi militari.
Ciò non toglie che poi tocchi al governo prendere una decisione. E Prodi l' ha presa da settimane, dando via libera all' ampliamento della base e rifiutando di ritirare le truppe dall' Afghanistan.

Checché ne dicano i pacifisti ad oltranza, la missione afgana è ben diversa da quella irachena. A Baghdad andammo sulla scia di un' invasione dichiarata illeggittima dalla stessa ONU, venendoci per di più a trovare nel bel mezzo di una guerra lungi dall' essere terminata. A Kabul siamo andati su istanza delle Nazioni Unite e dietro richiesta del legittimo governo Karzai. Inoltre non ci sono conflitti in corso nell' area assegnata alle nostre truppe, la stessa dove sono dispiegati spagnoli e tedeschi.
Quindi, a meno di un precipitare della situazione, restare è un obbligo.

Proprio in queste settimane il nostro Paese si è fatto promotore al Palazzo di Vetro di una moratoria sulla pena capitale. Con quale speranza di successo potremo raccogliere i consensi necessari all' iniziativa se, nel frattempo, ci ritiriamo da una missione voluta dall' Onu? E se per i nostri partners diventiamo inaffidabili e quindi ininfluenti, quale contributo potremo dare alla pace in Medioriente? Se ci ritiriamo dalla Nato, ché questo vorrebbe dire smantellare le basi militari, chi ci ascolterà quando chiederemo la messa al bando di armi quali le clustr bombs o il fosforo bianco?
Meditate compagni, meditate.


g

P.S.
Il virgolettato del titolo è una citazione da un discorso tenuto in America dal nostro ex premier.



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16 febbraio 2007
Sciogliamo i matrimoni sterili
Non c' è alcuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili

Parole della parlamentare azzurra Mara Carfagna. Come sappiamo è un' opinione largamente condivisa non solo dalla maggioranza del Cdx, ma sopratutto dalla Cei.
A sentire i vescovi, infatti, sarebbe proprio quello lo scoglio, l' ostacolo insormontabile che impedisce il riconoscimento delle coppie gay: non prolificano.
Ebbene, se questa è la ragione principale alla base del non possumus cosa dovremmo farne allora delle coppie etero regolarmente sposate, magari in chiesa, le quali non riescono a far figli perché uno dei due è sterile?
Sciogliamole. Se entro un certo numero di anni, diciamo 5, non fanno figli si consideri nullo e non avvenuto il matrimonio. Tanto più che oggi una legge, sponsorizzata proprio dal Cdx e dalla Cei, vieta la fecondazione eterologa. Non v' è alcun motivo per cui lo Stato debba continuare a garantire diritti quale la pensione di reversibilità, a spese di noi contribuenti prolifici, a coppie incapaci di figliare perché costituzionalmente sterili.
Se la legge sui Dico non passerà, il Csx proponga di sciogliere i matrimoni sterili iniziando da quelli religiosi. Vedremo cos' avranno da obiettare le Loro Eminenze.

g



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15 febbraio 2007
Mia popolarità sul web in costante ascesa!
Provate anche voi, amici. Digitate il vostro nome o nick su Google e scoprite cosa si dice di voi e del vostro blog in giro per il web. Io l' ho fatto e questi qua sotto sono i risultati, leggete e stupite.
E' una bella soddisfazione, no? 
"Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono" mi verrebbe da dire citando il Figaro rossiniano
:

Una lettura superficiale indurrebbe a considerare gianni guelfi un vecchio rincoglionito, ma ad una lettura più profonda dei suoi scritti e della sua vita, possiamo concludere che rincoglionito lo è sempre stato, adesso è anche vecchio.
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GUELFI SEI PROPRIO UN CRETINO E DI UNA BASSEZZA MORALE STRABILIANTE
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Il commento di Gianni Guelfi, più noto come "velino rosso" o "la voce del botteghino", è totalmente estraneo all'argomento del post
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....gianni va a cagher!
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Ma c' è il babypensionato Gianni Guelfi anche qui? Si vede proprio che i baby pensionati hanno tempo da perdere...
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con l'ironico semideficiente Gianni Guelfi ed altri
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...e si recita un incantesimo per trasformare Gianni Guelfi in un rospo, ecchecavolo
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Proposta: riapriamo le case di cura x gianni guelfi
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ma cacciate Gianni guelfi da questo sito
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caro gianniguelfi, allahaffanculo anche a te, post-vetero qualunqista
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Postalo nel sito di quel coglione di Gianniguelfi
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dai guelfi, vai fuori dai maroni!
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La presenza qua di Gianniguelfi, è la dimostrazione lampante dell' affossamento del dossier Mitrokin, altrimenti starebbe marcendo nelle segrete di Castel Gandolfo; essendo ormai noto a tutti che come spia del KGB, ha vissuto tanto a Mosca come a Praga, diventando esperto di quanto legato al mondo sovietico (ne parla lui stesso ampiamente), inoltre frequentando certi ambienti nostrani ha imparato l' arte del parlare e mai lavorare (a botteghe oscure, e dove altrimenti).
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Levate il vino a gianniguelfi
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Noi facciamo i salti mortali per pagare le tasse, per stare a galla, per poter continuare a lavorare ma gianniguelfi ha già risolto il suo problema
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Mi sa che Gianniguelfi prende piu cantonate che altro.
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UN SALUTO A GIANNIGUELFI. L' UNICO UOMO DI SINISTRA AL MONDO CON UN NOME ALL' INTERNO DEL QUALE CI SONO DUE PARTITI DEL CENTRO DESTRA (AN E FI) AHAH


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15 febbraio 2007
Abbasso le dittature del proletariato
 Scoprire che nel 2007 c' è ancora gente la quale trama per instaurare una dittatura del proletariato, provoca prima una sonora risata e poi un moto di schifo. Schifo per degli squallidi personaggi ai quali la storia fatta di lutti ed oppressioni delle varie dittature del "proletariato" sorte in passato un po' in tutto il mondo, due delle quali ancora vive e vegete, pare non aver insegnato nulla.
Il virgolettato qua sopra ha intento ironico poiché in quei paesi i proletari non contavano un bel nulla. Anzi, era loro negata la libertà di opinione, di associazione, di stampa, persino di movimento entro i confini dello Stato, mentre il vero potere era tutto in mano ad una casta di alti papaveri del Partito Unico. Ma naturalmente gli squallidi personaggi di cui sopra, in una dittatura siffatta, riserverebbero per sé la carica di Alto Papavero. Pazzi ma non scemi.
Appoggiamo quindi senza riserve, e tutti insieme destra e sinistra, l' operato degli inquirenti e delle Forze dell' ordine. Vigiliamo nei posti di lavoro, nel sindacato, nelle università, su blog e forum internettiani, affinché tali idee aberranti vengano denunciate e messe alla porta. Cosi fu sconfitto il terrorismo degli anni 70, con l' unità d' intenti degli uomini liberi e delle istituzioni democratiche di questo Paese.

g

P.S.
Piccolo reminder a proposito dell' unità d' intenti tra i sinceri democratici dei vari partiti e dell' appoggio incondizionato da dare agli inquirenti: ricordo che 3 anni fa, mentre la Bocassini indagava su chi pianificava attentati a Berlusconi, questi pensava bene di ridurle la scorta tra il plauso dei bloggers
 della destra.



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13 febbraio 2007
Le inspiegabili omissioni di Napolitano

Solo oggi son potuto tornare alla base, cari amici. Mi scuserete quindi se commento il discorso di Napolitano con un paio di giorni di ritardo.

Ha usato parole forti il nostro Presidente nella "Giornata del ricordo" in commemorazione delle migliaia di italiani infoibati dagli jugoslavi: "crimine contro l' umanità", "pulizia etnica", "odio sanguinario". Parole forti ma corrette perché spiegano bene quel che accadde dal 1943 in poi alla frontiera italo-jugoslava.
Peccato però che Napolitano non abbia speso una sola parola per ricordare anche l' antefatto, ossia i ventanni di soprusi e discriminazioni patite per mano fascista, e quindi italiana, dalla minoranza slava in Istria e Dalmazia. Soprusi che allo scoppio della guerra si tramutarono in veri e propri crimini: deportazioni, fucilazioni, campi di concentramento. Per non parlare dell' occupazione fascista, e quindi italiana, della Slovenia senza manco uno straccio di dichiarazione di guerra. E' tutto scritto qua
http://www.criminidiguerra.it/Itinerari.htm nella sezione sulla Jugoslavia.
Gli orrori delle foibe sono figli di quei crimini. E' a causa di quei campi di concentramento, di quelle fucilazioni che gli jugoslavi poi si vendicarono con le foibe.
Ma Napolitano non vi ha accennato manco di sfuggita.

Forse ha dato per scontato che gli italiani ne fossero sufficientemente edotti.
Ma non è cosi. La maggioranza dei nostri connazionali, sopratutto i govani ma non solo, è tutt' ora convinta che tutto sommato nell' ultima guerra gli italiani si comportarono da "brava gente". Niente di più falso, come quel sito, con la sua lunga lista di orrori commessi per ordine degli alti comandi fascisti, ben dimostra.
Ed anche l' inspiegabile, ultra ventennale divieto a distribuire in Italia film quali "Il leone del deserto" sui crimini commessi da Graziani in Libia, oppure a trasmettere il documentario della BBC "Fascist legacy" sulle nostre tv, concorre a rinsaldare in molti nostri connazionali la convinzione che gli unici orrori commessi durante l' ultima guerra furono di mano tedesca.

Una cosa però Napolitano ha fatto bene a ribadirla forte e chiaro: che le foibe non furono un episodio di guerra partigiana, e quindi un "crimine comunista", come per decenni han sostenuto gli eredi del Pnf, ma pulizia etnica.
Gli jugoslavi intesero vendicarsi degli italiani tout court, senza distinguere tra fascisti, democristiani o comunisti. Tanto è vero che anche molti di questi ultimi finirono in fondo alle foibe.
In quegli stessi anni, 300 km più a nord del Carso, nei Sudeti, i cechi e i moravi appena liberati dall' Armata Rossa si vendicarono espellendo circa due milioni*, 300* mila dei quali nel processo furono uccisi, di quelli che a tutti gli effetti erano loro connazionali ma di lingua tedesca. Un' etnia che abitava quella regione da più generazioni. Ebbene, nessuno si è mai sognato di definire quelle uccisioni un "crimine capitalista". Perché tali, capitalisti, erano ancora cechi e moravi in quegli anni (la Cecoslovacchia divenne uno Stato comunista passando nell' orbita sovietica solo nel 1948). Tutti han sempre correttamente parlato di pulizia etnica.
Da noi invece, complici gli inspiegabili silenzi dei partiti democratici sulla vera causa delle foibe, alcune frange della destra han avuto buon gioco a tramandare la storiella dei crimini dei "partigiani rossi".

g

* Faccio un paio di doverose correzioni:  la somma di 2 milioni riguarda gli appartenenti alle minoranze di lingua tedesca espulsi dall' insieme dei Paesi dell' est europeo, non solo dalla Cecoslovacchia quindi ma anche da Polonia, Jugoslavia, Romania.
Anche le 300 mila vittime sono riferite all' insieme di quei Paesi. Per quel che concerne la sola Cecoslovacchia si deve parlare di 600 mila espulsi e 80 mila morti.




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9 febbraio 2007
La scomparsa di Frankie Laine
E' un nome che ai più giovani non dirà nulla, ma per chi come il sottoscritto è prossimo ai 60, la voce di Frankie è per sempre legata ai grandi film western visti in gioventù, quando le tv erano rare e i cinema pieni di fumo. Da "Mezzogiorno di fuoco" a "Quel treno per Yuma", da "Sfida all' OK Corral" a "Ballata selvaggia", si può dire che negli anni 50 non vi fu un grande western la cui colonna sonora non contenesse una canzone cantata dalla maschia voce di Frankie Laine.
Vi propongo un clip con uno dei suoi motivi più famosi "Do not forsake me oh my darling", tratto  da High Noon (Mezzogiorno di fuoco). Gary Cooper è nella parte dello sceriffo mentre una deliziosa Grace Kelly in quella di sua moglie. Tra i "cattivi" vi sarà facile riconoscere un giovane Lee Van Cleef, più tardi divenuto famoso quale protagonista di numerosi spaghetti-western
.






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9 febbraio 2007
Regolamentazione delle coppie di fatto in Europa
Ecco l' elenco dei paesi europei dove, a tutt' oggi, non è prevista alcuna legislazione specifica per la regolamentazione delle coppie di fatto:

Albania, Austria, Bielorussia, Bosnia Erz., Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Irlanda, Lituania, Macedonia, Malta, Moldova, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Montenegro, Slovacchia, Turchia, Ucraina.

Come vedete, eccetto Austria, Irlanda e Grecia son paesi che in quanto a democrazia e rispetto dei diritti civili non costituiscono proprio la crème della crème del Vecchio Continente.
Oggi finalmente siamo in ben altra compagnia:

Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Germania, Islanda, ITALIA, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Rep. Ceca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria.

Ogni ulteriore commento è superfluo.

g



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