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31 gennaio 2007
Salvaguardare il fatturato delle aziende o il pluralismo dell' informazione?
Questo è il problema. E Catricalà ha scelto la prima opzione, pur affermando, bontà sua, che il pluralismo vada comunque tutelato. Peccato non abbia spiegato come fare, in assenza di tetti al fatturato. Certo, non spettava a lui dirlo. Infatti spetta al governo e questi ha preso la decisione di salvaguardare il pluralismo dell' informazione, oggi severamente minacciato dal duopolio Rai-Mediaset. Entrambe, lo ricordo agli smemorati, raccolgono ben il 94% dell' intera torta pubblicitaria televisiva, cosi suddiviso : il 57% a Mediaset, la quale non avendo il canone beneficia di un maggior affollamento orario, giornaliero e mensile di spot, il restante 37% alla Rai.
E' chiaramente una posizione dominante (per questo si parla di duopolio) distorsiva del mercato e a scapito delle piccole emittenti nonché della carta stampata. Quindi del pluralismo.
E come si riequilibra una posizione dominante se non ponendo un tetto alla raccolta pubblicitaria, il "fatturato" di un' azienda televisiva, liberando cosi delle risorse a favore di altri soggetti?

Dimenticano, i critici del ddl Gentiloni, che in tutti i paesi esistono tetti antitrust. Dimenticano che anche la Gasparri prevedeva un tetto del 20%, sebbene di un paniere molto più ampio (il Sic) il quale oltre alle tv comprendeva anche libri, giornali cinema e quant' altro. Dimentica, Catricalà, che se si abolissero completamente i tetti lui resterebbe senza lavoro, perché l' assenza di un limite alla raccolta pubblicitaria favorirebbe le concentrazioni rendendo cosi superflua un Autorità antitrust sulle telecomunicazioni.
Infine tutti costoro dimenticano, o fanno finta, che il limite del 45% fissato dalla Gentiloni non impedirà affatto alle aziende di incrementare il fatturato. Perché la torta pubblicitaria è in continua crescita e crescerà ancor più grazie all' entrata di nuovi soggetti favorita dai "tetti". E un domani quel 45% varrà certamente più del 57% di 4500/5000 miliardi (tanti ne spendono oggi le aziende in pubblicità tv) detenuto oggi da Mediaset.
 
g



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29 gennaio 2007
Stampa estera unanime: Forza Prodi, Forza di Libertà



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27 gennaio 2007
Prodi, il Caghebé e il servo contento di Berlusconi
 Tutto è nato dal sostanziale fallimento della Mitrokhin, commissione d' inchiesta fortemente voluta dal sen. Guzzanti, uno dei tanti servi contenti di Berlusconi.
Lo stesso che sul Giornale scrisse una sfilza d' insulti all' indirizzo di Prodi. Insulti che Berlusconi, mesi dopo in tv, affermò fossero stati rivolti a lui dall' Unità (e Prodi sta ancora aspettando le scuse).
Una commissione, la Mitrokhin, istituita per tenere sotto schiaffo l' Opposizione e dal Patacca di Arcore affidata al senatore, a mo' di offa per i bassi servigi resigli quando questi era vicedirettore del Giornale.
Come tutti sanno dopo 4 anni di indagini, interrogatori farsa, milioni dei contribuenti spesi in ben 47 inutili consulenze esterne, la commissione è naufragata nel ridicolo. Tanto che negli ultimi tempi la stampa di cdx, dopo averne nel 2002 annunciato con squilli di tromba l' avvio, aveva deciso di stendere un velo d' imbarazzato silenzio sullo svolgimento dei lavori della commissione, mentre gli stessi commissari cidiellini facevano mancare il numero legale apposta per non dover firmare la relazione finale del Guzzanti.
Ma il servo contento non si è dato per vinto. E sfruttando alcune entrature che uno dei suoi consulenti, tal Scaramella, aveva tra gli ex agenti del Kgb rifugiati a Londra, ha costruito attorno a Prodi un pateracchio, fatto di un taglia e cuci delle interviste rilasciate dalle ex spie, che secondo le sue intenzioni dovrebbe dimostrare come il professore sia stato in passato un collaboratore del servizio segreto sovietico.
Pateracchio che ora Guzzanti sta sputacchiando un po' ovunque: sul suo blog, sulle tv del padrone, sulla stampa amica, stando bene attento ad infarcirlo di "si dice" "si mormora" "corre voce", per non rischiare una citazione milionaria per danni da parte del Professore.

E quale sarebbe se non la prova almeno l' indizio che Prodi in passato abbia fatto culo e camicia col Caghebé, secondo l' ex presidente della Mitrokhin?
L' ormai famosa "notte degli spiriti" organizzata da alcuni professori bolognesi, tra i quali l' attuale Premier, con tanto di seduta medianica dalla quale emerse il toponimo "Gradoli" come possibile luogo di detenzione di Moro, allora in mano alle BR.
Come sappiamo l' informazione si rivelò improduttiva (anche se in via Gradoli a Roma un covo delle Br c' era, peraltro già conosciuto agli inquirenti),
da qui l' insinuazione di Guzzanti che Prodi l' avesse fornita apposta per distrarre gli inquirenti dal vero nascondiglio di Moro, impedendone la liberazione. Ergo, sostiene il senatore di F.I., Prodi è corresponsabile dell' assassinio dell' uomo politico pugliese.
Resta da spiegare il ruolo che il Kgb avrebbe giocato in tutto questo.
Presto detto: assieme a Cossiga, Guzzanti è rimasto l' unico in Italia a sostenere che le BR fossero eterodirette dal servizio segreto sovietico, il quale si proponeva di sovvertire l' ordine costituito per arrivare all' instaurazione di una dittatura rossa in Italia. Mentre invece la tesi ormai prevalente è che, in realtà, l' informazione su Gradoli fosse il segnale a Mario Moretti, figura ambigua di capo BR molto vicino ai servizi segreti italiani, di uccidere Moro facendo cosi fallire definitivamente il progetto del leader DC e allontanando per altri 20 anni il Pci-Pds-Ds dalle stanze del potere.
Perché in questa faccenda molti fanno finta di scordarsi ciò che Moro si accingeva a fare la mattina che fu rapito: si recava in Parlamento per associare il PCI al governo.

Ora, è mai credibile che il servizio segreto dell' Urss comunista volesse impedire a Moro di formare un governo col Pci?
Assolutamente ridicolo. Semmai, potendo, gli avrebbero fatto ponti d' oro. Eppure Guzzanti sta dicendo proprio questo.
Molto ma molto più credibile il contrario. E cioè che fossero in realtà gli USA a non vedere di buon occhio l' entrata nelle stanze del potere italiane di un partito allora certamente ancora comunista. E se aggiungiamo che Moretti era un infiltrato dei servizi italiani nelle BR, ecco che chi forni l' indicazione su Gradoli ci appare in ben altra luce: quella di colui che, consapevole o meno, fece il gioco dei servizi segreti italiani e quindi degli USA, non già del KGB.
Solo fantasie le mie?
Il 7 aprile del 2004 Christian Rocca pubblicò sul Foglio un articolo tratto di peso dal libro "Il caso Moro" di M. Gambino e S. Flamigni, quest' ultimo già appartenente alla commissione parlamentare che indagò sull' assassinio dello statista DC. Ecco un passo dell' articolo (il neretto è mio):
Va da sé che Paolo Guzzanti e Francesco Cossiga siano politicamente più inclini a fare passare la tesi dell’omicidio deciso e pilotato dai servizi segreti dell’Est, in contrapposizione all’altra ipotesi prevalente, ovvero che la segnalazione della parola “Gradoli” alle forze dell’ordine rappresentasse un doppio avvertimento a Mario Moretti, figura di terrorista controversa e più volte descritta come infiltrato vicino ai servizi segreti italiani. Il primo: che il covo di via Gradoli era ormai “bruciato”. Il secondo:
che la questione doveva essere chiusa il più presto possibile con l’assassinio di Aldo Moro e il tramonto del progetto che voleva un “Governo della non sfiducia”, inviso agli Stati Uniti in quanto sorretto, tra gli altri, dal Partito Comunista.

Ma c' è di più, perché in un' intervista rilasciata a Rainews Giovanni Galloni, già vicesegretario della DC ai tempi di Moro, affermò
: "Moro mi disse che sapeva per certo che i servizi segreti sia americani sia israeliani avevano degli infiltrati all'interno delle Brigate Rosse"
Più chiaro di cosi.
Ce n' è abbastanza per poter in tutta sicurezza affermare che le accuse del servo contento di Berlusconi a Prodi son nient' altro che fanfaluche, come già lo furono quelle della Telekom Serbia. Null' altro che un goffo tentativo di guadagnarsi l' osso, nuocendo all' avversario del suo padrone.

g

qui c' è l' intera intervista a Galloni  http://www.rainews24.it/ran24/clips/Video/galloni.asx




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26 gennaio 2007
Chapeau, Silvio!
Amici, oggi è il 13° anniversario della discesa in campo del cav. Bugiardoni
Era il 27 gennaio del 1994, infatti, quando il proprietario della Fininvest decise di candidarsi per, disse lui, "liberare l' Italia dai comunisti".
In realtà sappiamo che il suo fu un disperato tentativo di salvare l' azienda di famiglia allora oberata di debiti, come ben dimostra questo trafiletto tolto da un articolo a pagg.68/70 del Mondo, di lunedi 26 luglio 1993:

Da qualche settimana negli ambienti bancari milanesi il nome del suo gruppo e' rimbalzato con insistenza in connessione con un ipotetico elevato grado di indebitamento . Voci che il presidente della Fininvest ha seccamente respinto portando cifre dettagliate sull'esposizione finanziaria . Al netto , il gruppo Fininvest calcola , per la fine dell'anno , un indebitamento di 3 .500 miliardi . Lo screening effettuato autonomamente dalle banche , che utilizzano il metodo di Mediobanca non sempre condiviso dalle aziende , ha portato a un calcolo di circa 4 mila miliardi e quindi non distante dalle comunicazioni ufficiali.

Per l' occasione F.I. fece stampare il santino qui sotto dove il Bugiardoni, ad uso e consumo dei merli pronti ad abboccare, esplicitava le sue supposte intenzioni




Dopo 13 anni qual' è la situazione, è riuscito il Patacca a liberare l' Italia dai comunisti?
Macché. A quanto scrissero Libero e il Giornale dopo le elezioni, un fallimento totale su tutta la linea.
Leggere per credere:





Dopo una simile Caporetto chiunque si sarebbe andato a nascondere, o quanto meno si sarebbe ritirato a vita privata. Non il Bugiardoni. Perché lo scopo della sua candidatura era un altro e come vedete grazie alla Gasparri lo ha raggiunto in pieno. Guardate il balzo compiuto dagli introiti Mediaset tra il 2003, anno di approvazione della legge, e il 2004:




A questo punto non resta che fare i complimenti a Bugiardon de Bugiardoni per esser riuscito a gabbare milioni di italiani cosi a lungo, facendosi nel frattempo gli affaracci suoi.
Chapeau, Silvio!
Non sarai il politico più grande del mondo ma il più furbo certamente si.

g



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25 gennaio 2007
Passo decisivo del governo verso la realizzazione di una società comunista!


Secondo voi chi intervisterà stasera Fede, dopo aver dedicato il primo quarto d' ora al maltempo, per spiegare ai suoi ascoltatori le misure del governo: Bondi, Brunetta o Schifani?

g



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24 gennaio 2007
Veri e finti liberalizzatori
Ha iniziato Casini dicendosi pronto, in un' intervista rilasciata al Corriere, a un confronto con la maggioranza sulle liberalizzazioni.
Dopo qualche giorno è arrivato il si anche di Fini. "Se il governo fa sul serio" ha detto il presidente di AN "noi faremo la nostra parte."
Ecco qua un' opposizione seria e responsabile, la quale non si limita a dire sempre no per partito preso, ma assicura il suo appoggio a quelle leggi che fanno l' interesse della maggioranza dei cittadini.

Poi c' è l' opposizione irresponsabile e pataccara, rappresentata manco a dirlo da F.I., la quale per bocca di Bondi e Brunetta fa sapere che non essendo quelle di Bersani riforme ma controriforme, non essendo "vere" liberalizzazioni, rifiuta il dialogo.
Posizione che suona a ulteriore conferma, ma non ve n' era bisogno ché già lo sapevamo, su chi oggi in Italia siano gli antiliberisti, i difensori dei privilegi corporativi a danno dello sviluppo.

Da Berlusconi in 5 anni sono venute tante chiacchiere, tanti discorsi sul suo esser liberale e a favore della concorrenza, ma fatti manco uno. E come avrebbero potuto venire atteso che farmacisti, notai, assicuratori, tassisti, avvocati e le decine di altre corporazioni, sono il suo naturale bacino elettorale?
E' comprensibile che un uomo politico voglia salvaguardare gli interessi di chi vota per lui.
Ma quando il mantenimento di quegli interessi diventa una palla al piede per il paese frenandone lo sviluppo, allora bisogna intervenire. Il finto liberale malgrado le tante chiacchiere se n' è ben guardato. Lo farà la sinistra.

g



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23 gennaio 2007
La sofferenza di Eminem
Prima di ribadire il suo no a pacs e eutanasia, in una dichiarazione alla stampa Eminem, come lo chiama la bravissima Litizzetto, c' informa che è vero, è stato lui a negare il funerale religioso a Welby, ma che si sappia che la sua è stata una decisione molto sofferta.
Poveretto! Chissà,  magari sarà andato a letto senza cena. Oppure si sarà rigirato per mezz' ora prima di riuscire a prender sonno.
Quanta differenza tra questo cardinalone insensibile ai problemi e alle sofferenze, quelle si reali, di molti cristiani discriminati e abbandonati dalla Chiesa per le loro scelte private e personali, con la luminosa figura del recentemente scomparso abbé Pierre, difensore dei poveri, dei deboli e dei discriminati per eccellenza: sans papiers, omosessuali, clochards. A maggior gloria di Dio e del cattolicesimo, ha fatto più l' abate francese, favorevole al matrimonio dei religiosi, al preservativo, all' eutanasia, alle donne-prete, di dieci cardinal Ruini messi assieme.
Tra 100 anni l' abbé Pierre sarà ancora venerato, di Eminem non si ricorderà alcuno.

E comunque è ora che le gerarchie vaticane la piantino di discriminare omosessuali, coppie non sposate, persone nelle stesse condizioni di Welby..
Non si tratta di "mettere loro il bavaglio", bensi di difendersi dai loro ingiustificati attacchi e di difendere valori che già sono sanciti nella nostra Costituzione: laicità, libertà degli individui, dignità della persona.
Qualcuno dirà che la Cei ha il diritto di esprimere opinioni, anche se sono omofobe.
Ebbene la risposta è NO!
Se esiste il reato di apologia del fascismo, nazismo, razzismo, xenofobia etc. allora non vedo perchè non debba esistere il reato di omofobia.
E' ora di finirla di giustificare le Loro Eminenze qualunque cosa dicano. C' è un limite a tutto. La gente se ne deve rendere conto e ribellarsi.

g



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20 gennaio 2007
Pulcinella for president!
Ma l' avete letta la frase di Silvio sul suo cuore da atleta e sull' esser lui quindi pronto a prendere i numeri di telefono delle gentili signore in sala, al fine d' innamorarsi ancora?
Battuta innocente fatta per strappare il sorriso dell' uditorio, si obbietterà.
Del resto l' occasione era la presentazione dei candidati azzurri per le comunali di Genova. E se non si ride e non si scherza quando si è tra amici, si obbietterà ancora, quando mai lo si farà?

Vero, tutto vero. Solo che lui lo ha fatto anche da Primo Ministro e non rivolto alle azzurre a qualche convention di F.I., ma alla Premier finlandese. La quale non la prese per niente bene. Non emise gridolini di soddisfazione, come certo faranno le coetanee della Iva Zanicchi quando lui rivolge loro le sue battute grassocce, ma convocò il nostro ambasciatore per spiegazioni.

Il guaio di Silvio è che non riesce a distinguere tra una riunione del Cda Mediaset e un Consiglio dei ministri, tra un discorso a Strasburgo e uno al Motore Azzurro. E quindi gli viene naturale trattare qualsiasi uditorio come uno composto da suoi soli dipendenti, gente avvezza a ridere di ogni sua battuta per quanto orrenda. Con quali risultati si è visto.
E pensare che c' è gente la quale vorrebbe mettere un simile pulcinella, buono al massimo per presentare il festival di Sanremo, a fare il Primo ministro.

g



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18 gennaio 2007
Ballisti!
Quelli del premiato bufalificio cidiellino dicevano che era una finanziaria lacrime e sangue, invece ci saranno risparmi per molti.



Dicevano che cosi si costringevano gli enti locali a fare una macelleria sociale, invece la macelleria l' avevano fatta loro.



Dicevano che liberalizzare i farmaci da banco era un regalo alle Coop, invece su 600 nuovi punti vendita solo 93 sono nella grande distribuzione, i restanti in parafarmacie ed erboristerie, in maggioranza gestite da giovani. E non solo i prezzi dei generici sono diminuiti del 25-30%, ma averne liberalizzato la vendita ha indotto le case farmaceutiche a ridurre il prezzo delle specialità vendibili solo dietro ricetta di un 5,5%.



Dicevano (Tremonti) che tenere sotto controllo il deficit nel 2006 sarebbe stato un impegno difficile e gravoso...






...ed ora che Prodi e Tps ci son riusciti...



...loro (sempre Tremonti) vorrebbero prendersene il merito.



Ballisti!

g

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15 gennaio 2007
Borsa torna ai massimi del 2000
Dopo i 5 anni di vacche magre berlusconiane, grazie al buongoverno dell' Unione il Mibtel è tornato ai massimi raggiunti nel 2000 grazie al buongoverno dell' Ulivo.
E pensare che dopo la vittoria di Prodi c' era chi cianciava di fuga di capitali...

da Repubblica.it

Milano, 17:51
BORSA: CHIUDE IN RIALZO A +0,55%, RECORD DA FINE 2000

La Borsa chiude in rialzo una seduta positiva per tutti i mercati azionari europei: il Mibtel segna un progresso dello 0,55% a quota 32.496, livello massimo dal dicembre del 2000. La domanda ha interessato tutti i principali titoli del listino: a partire dai petroliferi, che approfittano della ripresa del prezzo del greggio per tornare a salire dopo la frenata della scorsa settimana. Eni migliora la quotazione dell'1,14% mentre Saipem sale dell'1,60% ed Erg dell'1,72%; in calo, nelo settore, solo Tenaris (-0,45%). Frena, dopo gli acquisti speculativi della scorsa settimana, Pirelli (-1,94%) mentre Telecom sale dello 0,34%. Fastweb, dopo un'iniziale reazione positiva ai dati preliminari del 2006, finisce in calo dello 0,81%. Flessione anche per Alitalia (-2,32%), sempre molto speculato in attesa di novita' sul fronte dei candidati all'acquisto. Fra i bancari, spicca il rialzo di Unicredit (+0,89%), sopra i 7 euro di quotazione.












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15 gennaio 2007
Ennesima sortita comica di Berlusconi

"Il governo di centrodestra aveva una politica estera chiara e filo-occidentale e ha ottenuto un grande prestigio e una grande credibilità .Ora invece l' America ci ha messo da tempo nella lista dei Paesi su cui non può contare".

Cosi Berlusconi in un intervista rilasciata ieri, dopo le critiche rivolte da Prodi e D' Alema al bombardamento americano in Somalia e alla decisione di Bush di inviare più truppe in Irak.
Ora, dato che secondo un sondaggio Gallup il 69% degli americani non è d' accordo con la politica irachena della Casa Bianca, ciò significa che D' Alema e Prodi sono più in sintonia con il popolo americano di quanto non lo siano Bush e Berlusconi.
Non solo, ma se all' epoca fosse stato il capo dell' opposizione mi domando cosa avrebbe detto il Patacca della decisione di Craxi di opporsi a Reagan sul caso Sigonella. Probabilmente avrebbe accusato il defunto segretario socialista di essersi venduto ai sovietici.

Dopo averci ammanito cinque anni di pubbliche relazioni con i grandi della terra, da lui scambiate per politica estera, condite da un numero incredibile di gaffes, ora Berlusconi ciancia di perduto prestigio e credibilità dell' Italia.
Qualcuno gli dica che la credibilità non si acquisisce restando appecoronati sempre e comunque alla Casa Bianca, ma non rinunciando al diritto di critica nemmeno nei confronti dei nostri alleati più forti.
I quali di amici che all' occorrenza sappiano censurare le loro mosse sbagliate hanno bisogno, non di zerbini adoranti.

g




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13 gennaio 2007
La Città d' oro
Uno dei tanti forum di discussione ai quali partecipo è dedicato all' amicizia italo-céca. Ho un debole per quella regione d' Europa, non da ultimo perché mia moglie è di Praga

Possiedo di Mercator una stampa della capitale boema risalente agli inizi del 17° secolo, dunque prima della battaglia alla Montagna Bianca. L' architettura degli edifici riprodotti è, praticamente, in un unico stile: il gotico. Praga, la città di Hus, in quegli anni era infatti una città protestante e il gotico era considerato, a torto o a ragione, lo stile per eccellenza dei protestanti. Ma alla Montagna Bianca i luterani céchi furono sconfitti dalle truppe imperial-cattoliche di Wallenstein e da allora (1620) in poi la Boemia divenne parte dell' impero austroungarico fino al 1918, anno della dissoluzione dell' Austria-Ungheria.
Quella vittoria fu celebrata ed osannata in tutte le nazioni della Lega cattolica. A Roma fu eretta una chiesa, S. Maria della Vittoria, dove ancor oggi sono conservati, ancorché in pessimo stato, dei teleri che descrivono le fasi principali della battaglia.

Era scontato che i conquistatori austriaci avrebbero adottato uno stile ben diverso nel costruire edifici. Cosi Praga, da eminentemente gotica, divenne una delle capitali del barocco, lo stile della Controriforma. Chiese (S. Nicola) monasteri (S Giorgio) palazzi (Waldstein) barocchi cambiarono il volto della capitale. Ancor più di Budapest, la città sulla Moldava divenne la seconda per importanza del vasto Impero. Gli Absburgo, autocrati generalmente benigni e tolleranti, fecero costruire teatri un po' ovunque: dal Rudolfinum, a quello dell' Opera, al Nostitz oggi Tyl. In questo teatro Mozart tenne la prima assoluta del suo Don Giovanni.
La predominanza del barocco a Praga durò quasi fino alla fine dell' Ottocento, quando, poco a poco, venne sostituito dal Liberty o, detto alla tedesca, allora la seconda lingua della città, Jugendstil. Palazzi pubblici (il Municipio, la Casa degli artisti) e privati, ma anche caffé e ristoranti furono costruiti e arredati in perfetto stile floreale. E quanti sanno che il famoso illustratore art nouveau, altro nome del liberty, Alphonse Mucha divenuto celebre a Parigi e in tutta Europa era boemo di nascita?

L' indipendenza céca durò ben poco, nazisti prima e comunisti sovietici poi ridussero il piccolo stato in catene. I primi non ebbero il tempo di lasciare la loro impronta architettonica sulla città, i secondi purtroppo si. La si ritrova nelle sedi centrali di alcune banche e ministeri o negli orrendi palazzoni della periferia.
Liberata dal tallone sovietico la città è rinata. Gli innumerevoli palazzi, le chiese, i teatri son stati quasi tutti restaurati e riportati al loro antico splendore.
Ora il rischio è un altro però: che i numerosi esercizi commerciali alterino, con le loro chiassose insegne e mercanzie esposte fin sui marciapiedi, le facciate degli edifici.
Gli amministratori cittadini non paiono sensibili al problema, non sembrano preoccuparsi troppo.
Speriamo non decidano d' intervenire quando sarà troppo tardi.

g



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11 gennaio 2007
No compagni, la "totale identità di vedute" no, porta sfiga!
Negli anni 50-60, quando i leader dei grandi partiti comunisti si incontravano, l' Unità non mancava mai di sottolineare la "completa e totale identità di vedute" tra compagni sui problemi in discussione.
Quella locuzione iniziò ad andare in disuso negli anni 70, per poi sparire del tutto negli 80 a causa degli evidenti contrasti tra i vari partiti comunisti russi, cinesi, jugoslavi, europei ecc. Abbiam visto poi come l' identità di vedute fosse solo apparente, infatti non impedi la caduta del comunismo
Ecco perché quando oggi ho letto che al Botteghino l' hanno rispolverata per raccontare l' esito dell' incontro tra Prodi e Giordano al fine d' appianare le loro divergenze, io ho iniziato a grattarmi.
La "totale identità di vedute" porta sfiga, compagni!
Lasciamola in soffitta, tra i busti di Stalin e la bandiera falcemartelluta.

g



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11 gennaio 2007
Puntuale come una cambiale in scadenza, arriva il sondaggio favorevole a Silvio
Amici, dite la verità: per oscurare la gragnuola di notizie positive in arrivo dall' economia, il dimezzamento del fabbisogno, il boom delle vendite di auto e veicoli commerciali, le mete esotiche prese d' assalto dai vacanzieri, l' export che ha ripreso a tirare alla grande, il Natale all' insegna delle spese pazze, al posto di Silvio non avreste anche voi commissionato un bel sondaggio fatto su misura?
Certo che si. E allora siate comprensivi con Silvio. Cosa doveva inventarsi il poveruomo per strappare qualche lancio d' agenzia o titoletto di Tg, se non comprare un po' di numeri, un po' di percentuali a lui favorevoli, per contrastare quello schiacciasassi di Prodi?
Detto fatto stasera il Tg di Fede ha annunciato che un sondaggio commissionato da F.I. a Euromedia, vede il partito azzurro primo in Italia col 32, 7%, la CDL al 54% mentre lui, il committente, ha il gradimento del 59% degli italiani.
I quali italiani, cè da giurarlo, non saranno granché impressionati dal sondaggio. Sono ormai abituati a un Berlusconi che è regolarmente in vantaggio di consensi lontano dalle elezioni, mentre altrettanto regolarmente Prodi lo bastona quando arriva il grande giorno.
Funzionerà l' "oscuramento"?
L' espace d' un matin, nemmeno 24 ore. Poi il Mortadella schiacciasassi tornerà implacabile a macinarlo.

g





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10 gennaio 2007
L' Italia del cav. Bugiardoni: 5 anni di crolli





Incurante del crollo di consumi, export, competitività etc., ecco cosa aveva la faccia di dichiarare a Libero il Bugiardon de Bugiardoni



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