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Gianni' s own logbook

27 settembre 2006
La città di Lenin
Non c' è niente di più bello della Prospettiva Nevskij. Di che cosa non brilla questa strada, meraviglia della nostra capitale! So con certezza che non uno dei suoi abitanti cambierebbe la Prospettiva Nevskij con tutti i beni della terra.

Cosi Gogol inizia un suo celebre racconto, titolato appunto "La Prospettiva Nevskij".
E tra un paio di giorni anch' io passeggerò lungo quella famosa strada. Farò colazione nel famoso caffé Woolf &Beranger, già frequentato da Puskin, e per il caviale e quei gingillini in ambra del Baltico che ho promesso di portare ai compagni e alle compagne della Casa del Popolo, andrò da Eliseevskij per il primo e da Fabergé per i secondi, entrambe rinomatissime maisons del ramo.
Oltre a visitare musei e palazzi, non mancherò di farmi fotografare a bordo dell' incrociatore Aurora, magari proprio accanto al cannone che diede il segnale d' assalto al Palazzo d' Inverno. L' ho promesso ai compagni. E una promessa è una promessa. Hanno detto che appenderanno la foto in sezione, poco sotto quella di Palmiro.

Trattasi di un viaggio premio messo in palio dalla Coop nel 1988, quando ancora esisteva il comunismo. Il primo che avesse raccolto centomila punti facendo la spesa nel supermercato, avrebbe vinto il viaggio. Molti hanno via via rinunciato, ma io ho tenuto duro e dopo essermi riempito per 18 anni la casa di pelati, saponette,dentifrici, lettiera del gatto, tutti a marchio Coop, finalmente ce l' ho fatta. Gli ultimi 10 punti che mi mancavano li ho trovati in una confezione da 36 rotoli di carta igienica.

Quando iniziai la raccolta la città si chiamava ancora Leningrado. Ora mi dicono abbia cambiato nome. Ma è vero? E perché?
Per me comunque resterà sempre la città di Lenin. Quella che resistette per 900 giorni all' assedio dei nazisti, senza mai arrendersi.
Aggiornerò il blog al mio ritorno.

Ah, dimenticavo: se qualcuno dei lettori del blog avesse bisogno di carta igienica, pacchi di lettiera per il micio, saponette ecc. me lo faccia sapere, svendo tutto a metà prezzo.

g :D



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26 settembre 2006
Zapatero sta per cacciarci dai G8
Grazie ai 5 anni di completo immobilismo berlusconiano, presto la Spagna di Zapatero chiederà ufficialmente di entrare a far parte del G8 al posto nostro.
Già l' economia iberica ha superato quella canadese, sino a ieri ottava in classifica, ora punta a superare anche noi.
Con un pil che cresce costantemente del 3, 5% all' anno (Silvio faceva lo 0,0) e con un debito al 49% del pil (il nostro è al 108%, più che doppio), grazie all' illuminato governo di Zapatero i cugini spagnoli stanno attraversando un vero e proprio boom economico.
Lo testimonia anche lo shopping di aziende straniere fatto dagli iberici (da noi Antonveneta e Autostrade, a Londra l' aeroporto di Heathrow).

Ma non solo in economia,anche negli organismi internazionali che contano la Spagna è molto più rappresentata dell' Italia. Pensiamo a Solana, Rato (direttore dell' FMI) Almunia.

Per nostra fortuna ora in Italia abbiamo un governo serio, ci penseranno loro a ristabilire le distanze. E i primi segnali già si vedono, dopo lo zero del 2005 il pil quest' anno viaggia su di un più confortante 1,7%.

g



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26 settembre 2006
Campi estivi per bimbi teo-con
E' da poco uscito nelle sale americane un documentario che già sta diventando un caso nazionale.
Titolo Jesus Camp, il Campo di Gesù.
Il film-realtà descrive la storia di tre bimbi, seguiti durante la loro vacanza di "addestramento religioso", in un campeggio del North Dakota riservato ai figli di genitori evangelici.
Persone per le quali la fede religiosa è legge incontrastata, tanto nella vita privata quanto nelle posizioni politiche.
In una scena i tre bimbi pregano davanti a un'immagine del presidente degli Stati Uniti e piangono calde lacrime, implorando di porre fine alla pratica abortiva. In un' altra la religiosa evangelica Becky Fischer, fondatrice del campo, chiede gridando ai suoi allievi in tuta mimetica: "Siamo in guerra! Voi ci state?''. E paragona l'indottrinamento dei suoi giovanissimi alunni a quello compiuto dalla madrasse islamiche in Pakistan.
Il documentario ha scatenato le furie del reverendo Jim Haggard, grande elettore di Bush e capo di 30 milioni di fedeli dell' Associazione nazionale degli Evangelici: "E' propaganda dell'estrema sinistra volta a demonizzare gli evangelici."

A me non sembra affatto propaganda, ma fedele descrizione di una giornata tipo nel Campo di Gesù. E a vedere come le giovani menti dei fanciulli vengono indottrinate, c' è da rabbrividire.
La fondatrice è stata fin troppo modesta nel paragonare il suo campo alle madrasse pakistane dove i giovani musulmani imparano a memoria il Corano.
Sarebbe stato più appropriato paragonarlo ai campi estivi della Hitlerjugend.
Qui c' è un trailer del film-documento:
www.apple.com/trailers/magnolia/jesuscamp/trailer/

g



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23 settembre 2006
Il Presidente Buono
Taluni sosterranno si tratti di una pura coincidenza, talaltri di un caso fortuito.
Sta di fatto che dopo esser stato a colloquio privato con Prodi, Ahmadinejad nel suo discorso alle Nazioni Unite è apparso un altro uomo, più conciliante, quasi amichevole.
Ha iniziato invocando la protezione dell' Altissimo, proseguito augurandosi la pace tra i popoli, persino confessato che, dopo tutto, all' Iran la bomba non serve.
Poco ci è mancato che concludesse la sua concione con un love, love, love...
Era chiaramente sotto l' influsso benefico del Presidente Buono.
Colui che ha il potere di rendere mansueti anche gli uomini più bellicosi, Prodi Romano vulgo l' Insaccato.
Cosa si aspetta a candidarlo al Nobel per la pace?

g:))



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22 settembre 2006
"Signor presidente, voglio l' eutanasia"

Piergiorgio Welby, copresidente dell' associazione Luca Coscioni, costretto a letto da una distrofia muscolare che lo condanna a una vita artificiale, si è rivolto direttamente al presidente Napolitano.
L' eutanasia, secondo Piergiorgio, è un modo per sottrarre chi è nella stessa sua situazione a questo oltraggio estremo, a questa barbarie.

Ricordando le parole di Benedetto XVI:
"Occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale"., Piergiorgio ha cosi concluso il suo appello al presidente della Repubblica:

"Ebbene, che cosa c' è di 'naturale' in una sala di rianimazione? Che cosa c' è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c' è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l' aria nei polmoni? Che cosa c' è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l' ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente 'biologica', io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico".

g

fonte: repubblica.it




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22 settembre 2006
Diciamo grazie alla magistratura milanese
L' inchiesta sta muovendo i suoi primi passi e quindi ancora non sappiamo a cosa servissero le intercettazioni disposte dal dirigente a capo della sicurezza Telecom, probabilmente per ricattare gli intercettati. Né sappiamo se il Tavaroli, questo il nome del dirigente, agisse di sua iniziativa o per "ordini superiori".
Quel che possiamo fare però è ringraziare sin d' ora la magistratura milanese per aver scoperchiato questa cloaca puzzolente dopo un certosino lavoro d' indagine.

Sono gli stessi magistrati che Silvio Berlusconi (tessera P2 nr.1816) e altri caporioni della CDL cercarono per anni d' intimidire e delegittimare.
Se ci fossero riusciti questo ed altri scandali difficilmente sarebbero venuti alla luce.
Quegli stessi magistrati che Fabrizio Cicchitto (tessera P2 nr. 2232) ancor oggi offende e insulta definendo questa su Telecom un' "indagine ad orologeria", solo perché viene a coincidere col discorso che Prodi terrà al parlamento.
Secondo il servo contento di Berlusconi, infatti, il pool milanese avrebbe dovuto ritardare le indagini consentendo cosi alla Telecom di apparire come l' innocente agnello sacrificale finito nelle grinfie di Prodi e all' opposizione di gettare un po' di fango sul leader dell' Unione.

Ormai l' abbiam capita, in certi ambienti di F.I  il rispetto della legge è considerato un optional. Per questo volevano mettere sotto controllo la magistratura.

g



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21 settembre 2006
La fabbrica degli slogan
 

Eccettuate alcune lodevoli eccezioni, a destra, è risaputo, di politica ne masticano poca. Non la capiscono, tutte quelle chiacchiere gli fanno venire l' orticaria. Loro sono uomini del Fare. Da qui la necessità del Capo di inventare slogan brevi ed efficaci, adattabili a tutti gli usi e buoni per tutte le stagioni, onde aiutare i suoi elettori a capire quello che sta succedendo senza scervellarsi troppo. O magari perdendo tempo a leggere i giornali, ché tanto son tutti comunisti.

Il "teatrino della politica" è uno di questi. Coniato da Berlusconi per spiegare ai suoi la lentezza dell' azione del suo governo.
Eh si, perché gli ingenui elettori azzurri erano sinceramente convinti che eleggendo un imprenditore, questi avesse poi il potere di prendere decisioni a tambur battente, come faceva in azienda. Bypassando alleati, parlamento o Presidente della Repubblica.
A chetare la delusione arrivava subito la frasetta magica "E' il teatrino della politica" e gli elettori azzurri se ne andavano a letto imprecando contro i professionisti della politica ma soddisfatti della spiegazione.

Quando però anche gli azzurri iniziarono a dubitare che l' inefficienza dell' esecutivo fosse realmente dovuta alla lentezza delle procedure democratiche, Silvio lesto lesto sfornò un "Non mi lasciano lavorare" accoppiandolo a un "Se mi aveste dato il 51% dei voti..." a mo' di rimprovero ai suoi.
Insomma, se lui non produceva quanto promesso dal contratto con gli italiani, la colpa era di opposizione, alleati e financo dei suoi elettori perché non gli avevano dato il 51%. Mai sua.

Ma il vero slogan capolavoro fu senza dubbio "Sono comunisti". E' uno slogan passepartout dalle molte ramificazioni e implicazioni. Giacché se son comunisti saran certo statalisti (invece l' Ulivo privatizzò più di qualsiasi altro governo. Silvio in 5 anni non ha privatizzato manco uno spillo). Se son comunisti son sicuramente illiberali ("Se prendono il potere non lo lasceranno più per 50 anni!" Era la frase ricorrente. Invece nel 2001 le elezioni si tennero alla scadenza prevista e se c' è uno che ha cacciato i giornalisti sgraditi dalla tv è stato proprio Silvio) Se son comunisti sono fautori della spesa pubblica, non ci piove (invece nei 5 anni berlusconiani la spesa pubblica ha corso più che in quelli dell' Ulivo).

Tutti questi fatti incontrovertibili, però, non servono minimamente a scalfire nella mente dell' azzurro medio le certezze affastellatevi da anni di vuoti slogan berlusconiani.
Perché se cosi fosse sarebbero costretti a porsi delle domande, a spremere le meningi, ad informarsi No, no, molto meglio concludere che la colpa è dei comunisti i quali non lo lasciano lavorare, e dormire il sonno del giusto. Se non altro si risparmia tempo.

g




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20 settembre 2006
Quella faccia di bronzo di Fini
 Ecco quanto ha dichiarato ier l' altro il presidente di AN a SkyTg24
"Prodi ne ha fatta una delle sue, in Cina ha chiesto la revoca ell'embargo delle armi. Ha sbagliato, questa posizione confligge con la posizione dell'Unione Europea".

Ora leggiamo quanto lo stesso Fini, allora vicepremier nonché ministro degli Esteri, disse sull' embargo delle armi alla Cina durante una visita a Pechino nel dicembre 2004:





g

P.S.
Un piccolo blogghista della destra (e non mi riferisco alla statura), che non citerò per non fargli pubblicità, ha cancellato un mio commento dove, fornendogli il link a questa pagina della Stampa, lo invitavo a leggere quanto Fini ebbe a dire non più di due anni fa.
E questo blogghista piccolo piccolo (ribadisco che non mi sto riferendo alla statura) è uno di quelli che nel 2001 si vantarono d' aver riportato la democrazia in Italia.
Buffone.



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20 settembre 2006
Oggi, XX settembre, vera festa nazionale
Oggi è l' anniversario di Porta Pia, la vera festa nazionale. Oggi, con grande scorno di leghisti e cattolici integralisti, festeggiamo il giorno in cui, dopo aver ridotto le forze oscure della reazione entro l' angusto spazio delle Mura leonine, Roma divenne capitale e la Patria una.
Viva l' Italia laica e unita, abbasso Bossi e il Cardinal Vicario!

g



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18 settembre 2006
"E noi conquisteremo la Mecca!"
 Teocon italiani in fermento dopo il delirante annuncio di Al Qaeda (conquisteremo Roma).
Su blog e forum della destra, e Libero domani sicuramente rincarerà la dose, è tutta una chiamata alle armi, un invito a fare subito pulizia in casa della quinta colonna del nemico (la sinistra "amica dei terroristi") e a sferrare il primo colpo bombardando qualche paese islamico a casaccio.
A parte il fatto che durante la guerra irachena noi occidentali un paio di città sante dei musulmani sciiti le abbiamo già semidistrutte (Najaf e Mosul), e per nessuna ragione al mondo se non quella falsa delle armi proibite di Saddam, mi chiedo perché la reazione dei nostrani teocon e atei devoti, quelli che negano Dio ma credono al cardinal Ruini, sia stata proprio quella che Bin Laden si augurava che fosse. Tutti fregnoni? No, uguali in tutto e per tutto ai fondamentalisti musulmani che vogliono combattere: stesso odio, stessi deliri.

Quello di Ratzinger è stato certamente un infortunio non voluto. Ma è sintomatico che sia accaduto proprio a lui, che da cardinale aveva più volte espresso la sua contrarietà all' ingresso della Turchia nella UE e quindi per questa e altre ragioni è il papa più amato dai teocon. Più ancora di Woityla, giudicato troppo arrendevole, troppo buonista (si era opposto alla guerra all' Irak, pensate un po'). Cosi il papa tedesco ha vanificato con un' unica frase un lavoro di 20 anni fatto da Giovanni Paolo II, la cui grandezza e autorità morale era stata riconosciuta da molti paesi arabi. Lavoro teso a pacificare le tre grandi religioni monoteiste evitando come la peste il risorgere di guerre di religione.
Ci ha regalato una bella gatta da pelare, l' incauto Pontefice. Ora speriamo che la diplomazia riesca a ricucire.
E qualcuno faccia tacere quegli irresponsabili dei teocon.

g



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18 settembre 2006
Prodi in Cina




L' Armata Rossa presenta le armi al compagno Prodi




Un miliardo di baionette pronte a combattere a fianco dei compagni italiani




I cinesi intimiditi dalla mascella quadrata del compagno presidente Prodi




Il compagno presidente Prodi mentre tiene una lectio magistralis sul
comunismo che stupisce persino i compagni cinesi




La Bandiera Rossa sventola accanto al Tricolore




I leader dei due regimi comunisti più potenti del mondo, sorridono soddisfatti dopo aver firmato un Patto d' Acciaio




Ecco qua sopra qual' era invece la politica estera italiana ai tempi del Patacca

g















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17 settembre 2006
Il gauleiter della padania riapre il "parlamento" di Mantova
Bossi "Riapriamo il parlamento del Nord"
E Maroni attacca la Cdl: "Il patto è sciolto"

Delusa dalla batosta al referendum, la Lega considera sciolto il patto con la Cdl e se ne va per la sua strada. Il che significa arroccamento nel triveneto e nelle valli bergamasche in attesa di tempi migliori. Queste le novità scaturite dalla festa delle camice verdi, tenutasi a Venezia sotto una pioggia torrenziale.
E come negli anni precedenti anche questa volta l' eroica signora Lucia Massarotto, abitante in una casa sita proprio di fronte al palco dove parlava Bossi, non ha mancato di esporre il Tricolore alle finestre.
Fossi nel presidente Napolitano la farei senatrice a vita.

g



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15 settembre 2006
Islam-Cristianità: 1 a 1
E' sulla punta delle loro scimitarre che i successori del Profeta diffusero l' Islam nella sponda nord del Mediterraneo e altrove. Chi lo può negare?
Anche se la molla primaria che spinse gli arabi alla guerra fu la sete di conquista, e non certo la voglia di diffondere la fede, nessuno può dar torto al papa tedesco.
Ma non diversamente si comportarono i cristiani in centro e sudamerica, con la loro sete di oro, e i massacri che ne derivarono, mascherata da evangelizzazione dei "selvaggi".
Quindi diciamo che in fatto di crimini commessi in nome della religione, cattolici e musulmani sono in perfetta parità: 1 a 1.
Anzi, con un leggero vantaggio da parte dei primi per quantità di sangue innocente versato.
E a volte non era manco sangue "pagano" ma di altri cristiani: vedi i massacri degli ugonotti e degli albigesi.

g



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15 settembre 2006
Le serve di Libero e il viaggio di Bertinotti
Le serve di Libero hanno scatenato una volgare polemica perché Bertinotti e consorte sono andati in vacanza usando un aereo di Stato.
Secondo Feltri e Farina, direttore e vicedirettore del quotidiano, un ex sindacalista amico di Castro e dei no global come il presidente della Camera non dovrebbe spendere soldi dello Stato per andare in vacanza, ma usare al posto dell' aereo presidenziale i mezzi pubblici.

Ora, a parte che una direttiva del 2000 del Consiglio dei ministri stabilisce che le alte cariche dello Stato debbano, per motivi di sicurezza, obbligatoriamente usare per i loro spostamenti di lavoro o di piacere le auto o gli aerei "blu" e non il treno, l' autobus o l' aereo Alitalia, anche se vanno a Roccacannuccia e non in Francia, stupisce che questa polemica arrivi da due loschi personaggi i quali da anni truffano 5 milioni di euro allo Stato grazie al volgare trucchetto di dichiarare il loro giornale organo di un inesistente Movimento monarchico.
Stupisce che la polemica arrivi da Farina, uno che non ha sentito il dovere di dimettersi dopo che si scopri che si faceva pagare, con soldi dello Stato, di noi contribuenti, per depistare le indagini dei magistrati milanesi.
Infine stupisce che le serve summenzionate non abbiano mostrato pari zelo quando si trattò di denunciare i 7 miliardi di euro di tasse, soldi dello Stato, evasi a suo tempo da Previti.




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14 settembre 2006
Ci risiamo, Intelligence USA falsifica dati su uranio iraniano

L' Organizzazione internazionale per l' energia atomica (Aeia) ha rivolto una dura nota di protesta alle autorità americane per le conclusioni a cui è giunta la commissione senatoriale sull' Intelligence riguardo il nucleare iraniano, da essa definite "disoneste, prive di fondamento e oltraggiose della verità".

La nota, ricordando come già in passato le supposte "prove" della stessa Intelligence sulle armi proibite di Saddam si siano rivelate palesemente false, accusa la commissione di mentire sostenendo che l' arricchimento dell' uranio da parte iraniana sia già giunto allo stadio in cui è possibile confezionare una bomba.
I numerosi sopralluoghi effettuati dagli ispettori Aeia certificano infatti che l' uranio arricchito sinora dagli iraniani è appena sufficiente a far funzionare una centrale nucleare, non certo a costruire una bomba.
La nota conclude diffidando l' Intelligence americana dal diffondere notizie false lesive della dignità dell' Aeia.

Insomma, abbiamo capito. La cricca bushista ha ordinato alla Commissione di preparare un altro "pacco" al fine di diffondere allarmismo, ottenendo cosi l' assenso dell' opinione pubblica americana ad un attacco all' Iran.
Ma non c' è un modo di fermare questa manica di guerrafondai?

g

Ecco le fonti:

http://today.reuters.com/news/articlenews.aspx?type=topNews&storyID=2006-09-14T095132Z_01_L14238417_RTRUKOC_0_US-NUCLEAR-IRAN-USA.xml&pageNumber=0&imageid=&cap=&sz=13&WTModLoc=NewsArt-C1-ArticlePage2

http://thestaronline.com/news/story.asp?file=/2006/9/14/worldupdates/2006-09-14T154321Z_01_NOOTR_RTRJONC_0_-267541-1&sec=Worldupdates




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