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Gianni' s own logbook

30 agosto 2006
Licenziare gli statali nullafacenti?
Dalle pagine del Corsera, il prof. Ichino ha lanciato la proposta di istituire una commissione che valuti quali lavoratori dello Stato sono i più nullafacenti e ne proponga il licenziamento.
L' articolo ha scatenato le, prevedibili, reazioni negative del sindacato mentre Prodi l' ha commentato cosi. "In ogni mestiere servono i controllori, servono i controlli sui professori universitari che non fanno lezione o su chi si dà malato. Il discorso di Ichino sulla necessità seria di controlli anche nella P.A. è giusto, ma bisogna dare il diritto ai controllati di difendersi e perciò in questa commissione dovrebbero avere una parola, un ruolo, anche i sindacati".

A mio parere, prima di criminalizzare i lavoratori, per rendere più efficace la pubblica amministrazione bisognerebbe eliminare gli sperperi e disboscare gli innumerevoli passaggi burocratici.
Se ci sono dei nullafacenti bisogna vedere perché si permette loro di esserlo. Sicuri che l' astrusità delle procedure e l' esistenza di enti inutili, con conseguente duplicazione degli uffici, non c' entri nulla?  E ad ogni modo non spetta a una commissione esterna individuare chi non lavora ma semmai ai dirigenti e ai capiufficio. Spetterebbe inoltre ai fruitori dei servizi, ai cittadini, valutare l' efficienza della P.A.
E a questo proposito il ministro per le Riforme, Nicolais, ha annunciato la prossima presentazione di un disegno di legge volto a dare ai cittadini-utenti la possibilità di valutare l'efficacia del lavoro della pubblica amministrazione.
 
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29 agosto 2006
Quando Silvio diceva "A Baghdad l' unica cosa che non funziona sono i semafori"
Ancora un anno dopo la fine della guerra, cosi si esprimeva Berlusconi: "Ormai in Iraq c’è una vita regolare e tranquilla, ci sono le scuole eccetera. Poi, certo, ci sono le cose che non funzionano: ad esempio, i semafori a Bagdad non funzionano".

Ecco gli attentati e i morti del solo mese di agosto:

10 agosto

NAJAF, KAMIKAZE AL MERCATO
Bagdad - E' salito a 41 il numero dei morti e a 118 quello dei feriti causati dall'attentato suicida avvenuto in mattinata nel cuore di Najaf. Un kamikaze che indossava un giubbotto esplosivo si è fatto saltare in aria all'interno di un vasto mercato all'aperto, adiacente al mausoleo dell'Imam Ali.

13 agosto

BAGDAD, ALTRA STRAGE AL MERCATO
kamikaze con razzi e bombe: 48 morti
Bagdad - La città è ormai fuori il controllo del governo iracheno e delle truppe statunitensi. I ribelli hanno seminato distruzione e morte in un centro commerciale a Zafaraniyah, nel quartiere sud orientale della città. E' di 48 morti e 148 feriti il bilancio di un'operazione condotta con razzi, ordigni e kamikaze nel mercato di Al Qubyasi, un'area in cui vivono Sciiti, sunniti e cristiani.

16 agosto

DOPPIO ATTENTATO A BAGDAD
Bagdad. Un'autobomba è esplosa stamane in una delle principali stazioni di bus nel centro della città, uccidendo otto persone e ferendone 28. Lo ha reso noto la polizia. L'attentato, secondo le prime ricostruzioni, è avvenuto nel quartiere di Nahda intorno alle 11.30 ore locali (alle 5.30 ora italiana) ed ha colpito una strada molto popolare dove era allestito un mercato, vicino alla stazione dove gli sciiti iracheni prendono gli autobus per dirigersi verso altre citta' del sud dell'Iraq. Poco prima una bomba era esplosa in una grande strada della capitale, nella zona est uccidendo 7 passanti e ferendone 18. Finora sono 15 le persone uccise e decine quelle ferite.
 
20 agosto

BAGDAD, STRAGE DI PELLEGRINI SCIITI
venti morti e circa 230 feriti
BAGDAD - Almeno venti fedeli sciiti sono stati uccisi e circa 230 altri sono stati feriti oggi a Bagdad. La strage è avvenuta durante il pellegrinaggio al mausoleo dell'imam Mousa al Khadim, in occasione della stessa ricorrenza religiosa in cui un anno fa circa mille persone morirono travolte dalla folla in preda al panico suscitato da un falso allarme kamikaze. Lo hanno riferito fonti del ministero della sanità, precisando che i pellegrini uccisi sono stati vittima di attacchi diversi in varie zone della capitale, in particolare nei quartieri di al Fadel, al Siliekh e nella centrale via Haifa.

28 agosto

Bagdad: KAMIKAZE FA STRAGE A MINISTERO INTERNO, 16 MORTI
Un terrorista suicida al volante di un'autobomba si e' fatto saltare in aria davanti alla sede del ministero dell'Interno. Almeno 16 persone sono morte e altre 45 sono rimaste ferite. Lo hanno riferito fonti della sicurezza. Otto delle vittime e diciassette dei feriti sono agenti di guardia al complesso governativo.
 
28 agosto

 IRAQ: SCONTRI NEL SUD TRA ESERCITO E MAHDI, DECINE I MORTI
La citta' di Diwaniyah, a sud di Baghdad, e' a ferro e fuoco dalla notte scorsa. Miliziani dell'esercito del Mahdi, fedele al leader radicale sciita Moqtada al Sadr, si sono scontrati con le truppe governative. Il bilancio riferito da fonti della Difesa irachena e' pesantissimo: almeno 25 soldati sono morti e cinque risultano dispersi.
 

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27 agosto 2006
Quel che la crisi mediorientale c' insegna

 Sono certo che in questi giorni tutti avranno apprezzato, specialmente Bush, l' apporto prezioso che l' Onu può fornire in tempi di crisi, convenendo infine sulla sua insostituibilità. Non si vede infatti come una forza d' interposizione avrebbe potuto essere organizzata in cosi poco tempo, e sopratutto quali e quanti paesi avrebbero dato la loro adesione, se l' Unifil non avesse il patrocinio delle Nazioni Unite ma quello dei soli USA e GB. Molto probabilmente nessuno, col risultato che una forza composta unicamente da soldati angloamericani sarebbe stata fatta oggetto di attentati giornalieri e più che pacificare avrebbe aumentato le tensioni nell' area.
Ed allora Bush faccia mea culpa per aver lasciato che i suoi cagnacci da guardia, i Rumsfeld e i Cheney, insultassero l' Onu per la sua contrarietà alla guerra all' Irak, e riconosca l' errore di aver nominato ambasciatore all' Assemblea John Bolton, i cui unici meriti sono un odio sviscerato per il Palazzo di Vetro, sostituendolo al più presto.
Sul riconoscimento dell' importanza dell' Onu da parte dei neo e teocon nostrani invece nutro seri dubbi. Perché hanno la cervice fatta di un coccio molto più duro e resistente di quello dei loro confratelli d' Oltreoceano

Altra cosa che abbiamo imparato in questi giorni è che nessuno, nemmeno la superpotenza USA, può permettersi una politica estera fondata sull' unilateralismo.
Anche Bush ha bisogno delle Istituzioni internazionali (Onu e UE), ha bisogno di alleati. Perché non sempre la sola Inghilterra è sufficiente. Non alleati zerbino però, quelli che lasciano a lui il compito delle decisioni più importanti in politica estera, limitandosi ad accodarsi qualunque sia la sua scelta (vi ricorda qualcuno?). Ma che investiti di pari dignità lo aiutino a prendere le decisioni, ne siano criticamente compartecipi

Last but not least, almeno in politica estera questa crisi ha finalmente riunificato l' Europa dopo la spaccatura sulla guerra irakena, operata dai famosi alleati-zerbini, e la bocciatura della Costituzione.
Quella parte di opinione pubblica, anche nostrana, che per anni ha criticato la UE per essere solamente un unione doganale lamentando la mancanza di unità e linea politica, gli stessi che poi, paradossalmente, bocciano la Costituzione, sono serviti. Non c' è solo l' euro ad unirci, ma anche una comune politica estera. Averlo reso possibile è merito del nostro governo.

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27 agosto 2006
Silvio: "Con Prodi l' Italia ha perso prestigio nel mondo"

Ne è proprio sicuro?
Perché a leggere i titoli dei giornali stranieri qua sotto non si direbbe:


Vive l'Italie, Monsieur !
par Alain Minc
On a oublié le temps où dans une France altruiste, un journaliste, Charles Floquet, apostrophait le tsar Nicolas II en visite à Paris (1896) par un "Vive la Pologne, Monsieur !" provocateur. Aujourd'hui c'est un "Vive l'Italie" qui brûle les lèvres.Habitués à regarder au-delà des Alpes avec condescendance et mépris, comment admirerions-nous un ...
Friday 2006-08-25, Le Monde

Where Rome leads
Italy’s offer of 3,000 troops and its suggestion that it should lead the peacekeeping force embarrassed France and underlined the American accusation that the Europeans have neither the stomach nor the means to back their lofty moral positions with anything that demands commitment and cost. Indeed, Romano Prodi, the Italian Prime Minister, was quick to understand that the longer the bickering continued, the more desperate the situation in Lebanon became and precarious the ceasefire. At least, however, the basis of a force is now assured and an initial fiasco avoided. Italy has made this possible... The Times, London, 2006-08-26

Italien tager teten i Mellemøst-diplomatiet
25. aug. 2006 11.14 Udland Opdat.: 25. aug. 2006 11.29Går tingene den rigtige vej i Libanon, er det nærliggende også at stationere en FN-styrke i Gaza-striben, siger den italienske udenrigsminister Massimo D'Alema. Italien har meddelt at man vil stille hele 3.000 mand til udvidelsen af FN-styrken UNIFIL i Libanon. Om nødvendigt er Italien også ...
Friday 2006-08-25, DR Nyheder

Rome de retour dans le concert des nations
«L 'Italie est déterminée.» Après avoir organisé fin juillet, à Rome, une conférence internationale sur le Liban, Romano Prodi ne cesse, depuis plusieurs jours, de réaffirmer la disponibilité de Rome pour envoyer un important contingent dans le cadre de la Finul. Lundi, au cours d'un entretien téléphonique avec le secrétaire général des Nations ...
Friday 2006-08-25, Liberation -
France
                                                                                                                                                                 Washington favorable à l'idée du commandement italien de la force internationale au Liban
ROME, 24 août - RIA Novosti. Washington est favorable à l'idée du commandement par l'Italie de la force internationale dans le sud du Liban, a déclaré jeudi le président des Etats-Unis, George W. Bush, par téléphone au premier ministre italien, Romano Prodi. "Le chef du gouvernement italien a réaffirmé que l'Italie était prête à assumer le ...
Thursday 2006-08-24, Novosti

Bravissimo, Romano
As France hesitated in recent days, Italy has stepped forward to offer to command and put 3,000 troops into the new 15,000-strong force. Prime Minister Romano Prodi has turned out, to President Bush's delighted surprise, to show strong and consistent leadership in foreign affairs. Bravissimo, Romano.The Washington Post, August 24, 2006


Italy's Prodi restores diplomatic credentials with Lebanon tour de force -
ROME (AFP) - In assuming a driving role in peacekeeping plans in Lebanon, Romano Prodi's government has restored Italy's European credentials and marked out a clear international role for itself in the wake of predecessor Silvio Berlusconi's unpopular kowtowing to Washington. In the face of misgivings in ...
Sunday 2006-08-27, Yahoo Daily News

Assertive role on Lebanon brings pride and worry to Italy
By Ian Fisher
ROME Massimo D'Alema, the Italian foreign minister, seemed equal parts pleased and worried on Saturday morning - and there was good reason for both.
He was just back from Brussels, where European nations had finally agreed on a substantial peacekeeping force for Lebanon, and Kofi Annan, the United Nations secretary general, had singled out Italy for praise in making the force a reality.
The New York Times, August 27, 2006


E vi risparmio gli elogi di Annan, Bush, Siniora, Olmert e la Livni...

g









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25 agosto 2006
Silvio "L' Italia agli italiani!", ma non l' aveva già detto qualcun altro?
Qualcuno finito male, tra l' altro...

Comunque eccolo li sul palco di Rimini, il solito sbruffone megalomane.

"Son condannato a restare, mezza Italia mi ama" (mica vero, per F.I. ha votato solo il 23,7% degli aventi diritto. Nel 2001 erano stati il 29,5. Resta solo per difendere meglio le sue aziende, la robba)

Don Giussani un giorno mi disse che ero l' uomo della Provvidenza (peccato gliel' abbia detto in privato, senza testimoni, e oggi non ci sia più per confermarlo)

Eppoi le usuali sparate contro i comunisti, l' euro, i brogli.
Il solito repertorio, la solita minestra riscaldata.
Ma era quello che la platea voleva sentire e lui li ha accontentati.

Una platea composta sopratutto da giovani sui 25-30, che se avessero barba e baffi alla Socci e un turbante in testa, potrebbero essere tranquillamente scambiati per dei mujaheddin khomeinisti. Giovani dall' aspetto emaciato (sospetto alcuni di loro indossino il cilicio), le spalle ricurve a causa del frequente prostrarsi a baciare l' anello al vescovo di turno, pieni di brufoli nonostante l' età per via della volontaria astinenza sessuale.
In compenso però protervi ed intolleranti. Eh si, perché tutta quell' energia repressa, alla quale è impedito sfogarsi in una sana attività sessuale, poi da qualche parte deve pur fuoriuscire.
Di preferenza nelle invettive e nei fischi contro chi non la pensa come loro, Epifani, Rutelli e la Binetti ad esempio.

Quest' ultima sommersa dai fischi non perché atea o musulmana, ché è cattolica osservante quanto se non più di loro, ma perché si è schierata con la sx e non con Berlusconi
Una contestazione politica, insomma.
Già, perché quando si arriva al dunque, i ciellini sono cosi poco cristiani da preferire i caimani divorziati che sulle tette e i culi televisivi hanno costruito un impero, a quella mezza suora della Binetti.

g



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24 agosto 2006
Il Giornale scopre che gli hezbollah non vanno disarmati
 Sono giorni che noi della sinistra lo diciamo, io stesso l' ho ripetuto più volte su blog e forum:  i compiti assegnati alla forza d' interposizione dalla risoluzione 1701, non includono il disarmo degli hezbollah. E le regole d' ingaggio fornite ieri dall' Onu lo confermano.
Del resto bastava leggere attentamente la 1701 per capire che il disarmo degli hezbollah avverrà in un secondo tempo, dopo un accordo tra gli stati interessati (Libano, Israele e Consiglio Sicurezza Onu). Anzi, non si tratterrà manco di un disarmo ma di un assorbimento delle milizie, inclusi armi e bagagli, da parte dell' esercito regolare libanese.

I media della destra invece, forse incoraggiati dall' incauta dichiarazione di Berlusconi "Si alla missione per disarmare Hezbollah",  hanno per giorni  assicurato i lettori che i soldati Unifil, italiani inclusi, sarebbero andati là per disarmare i miliziani.
In altre parole hanno spacciato la nostra missione come una di guerra e non di pace, facendo credere che saremmo andati là a portare a termine il lavoro lasciato in sospeso da Israele.
Cosi, oggi, dopo che le regole d' ingaggio son state rese note, il Giornale se ne esce con questo titolone in prima pagina: "Sorpresa, gli hezbollah non vanno disarmati"
Incoscienza? Dabbenaggine? Superficialità?  Peggio, siccome non è pensabile che al Giornale non riescano ad interpretare correttamente una risoluzione Onu senza attendere la pubblicazione delle regole d' ingaggio, secondo me si è trattato solo di malafede e la sorpresa di oggi è tutta una finzione. Hanno semplicemente inteso ingannare un' altra volta, l' ennesima, i loro ingenui lettori.

g



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22 agosto 2006
La moda cretina delle vacanze col brivido non accenna a tramontare

Una ventina di nostri connazionali che definire idioti è fargli un complimento, sono stati rapiti in una zona al confine tra il Ciad e il Niger ritenuta altamente pericolosa dal nostro Ministero degli Esteri.
Nessuno sapeva che fossero là, perché ovviamente, essendo idioti, non avevano informato lo stesso Ministero che tra l' altro ha da tempo messo a disposizione un sito per coloro che a tutti i costi vogliono recarsi nelle zone a rischio (www.dovesiamonelmondo.it).
Speriamo che non gli succeda nulla di male e che possano essere al più presto liberati. Anche perché mi piacerebbe che le nostre autorità gli facessero pagare il conto delle spese sostenute per liberarli.
Giusto per dissuaderli dal riprovarci in futuro.

g




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22 agosto 2006
E' stata la Cdl ad aprire le porte agli immigrati

Stufo di sentirmi ripetere che l' invasione degli extracomunitari è tutta colpa della sinistra, ho voluto controllare andando a vedere le cifre della Caritas, unica organizzazione che da anni pubblica un dossier statistico sull' immigrazione corroborando i suoi dati con quelli forniti dall' Istat e dal Ministero dell' Interno.
Ebbene secondo la Caritas risulta che nel 1996 vi fossero 986 mila stranieri residenti in Italia.
Di seguito i totali negli anni seguenti:

1997== 1.022.896
1998== 1.090.820
1999== 1.340.655
2000== 1.379.749
2001== 1.448.392
2002== 1.503.286
2003== 2.193.999
2004== 2.319.000
2005== cifra esatta non ancora disponibile ma cmq di poco superiore ai 3 milioni

Tirando le somme abbiamo per gli anni 1996-2001(ho assegnato il 2001 all' Ulivo, anche se fu in carica solo per i primi 4 mesi) un aumento di 462 mila unità.
Negli anni interamente berlusconiani invece (2002-2003-2004) l' aumento fu di 816 mila unità, quasi il doppio. E non ho conteggiato il 2005, anno in cui c' è stato un vero e proprio boom nell' aumento degli stranieri residenti.

Ricordo infine agli smemorati che l' invasione di questi giorni avviene a legge Bossi-Fini vigente.
La quale legge all' art. 19 prescrive che:

"In nessun caso può disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione"

E l' art. 19/9-bis rincara la dose:

"La nave italiana in servizio di polizia, che incontri nel mare territoriale o nella zona contigua, una nave, di cui si ha fondato motivo di ritenere che sia adibita o coinvolta nel trasporto illecito di migranti, può fermarla, sottoporla ad ispezione e, se vengono rinvenuti elementi che confermino il coinvolgimento della nave in un traffico di migranti, sequestrarla conducendo la stessa in un porto dello Stato".

Quindi, cari amici destri, chi è causa del suo mal ecc. ecc.

g

fonte dati Caritas
www.caritasroma.it/Prima%2520pagina/Download/Anticipazioni%2520Dossier%25202005.pdf+immigrat i+ultimi+5+anni&hl=it&gl=it&ct=clnk&cd=26




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19 agosto 2006
Coinvolgere l' Iran, unico modo per disarmare Hezbollah
Il paragrafo 10 della risoluzione Onu 1701, quella che ha portato al cessate il fuoco in Medioriente, stabilisce che tocchi al Segretario Generale (Annan), in collaborazione con le parti coinvolte (Libano e Israele) e altri partners internazionali, sviluppare proposte che portino al disarmo di Hezbollah. Tali proposte andranno presentate al Consiglio di Sicurezza entro 30 gg.
Come si vede tale paragrafo non specifica quali debbano essere gli "altri partners internazionali".
Presumibilmente, tra questi ci saranno coloro che han deciso di inviare truppe per la forza d' interposizione, quindi anche l' Italia.
Ma non basterà a disarmare Hezbollah.

Gli unici Paesi che esercitano una qualche influenza sul "Partito di Dio" sono Siria e Iran, specialmente quest' ultimo.
Quindi a mio modo di vedere è assolutamente necessario coinvolgere Ahmadinejad nel processo di pace, magari turandosi il naso per il ribrezzo che suscitano le deliranti dichiarazioni di costui contro Israele.
Prodi aveva già fatto un primo passo in questa direzione al vertice dei G8 a S. Pietroburgo, quando telefonò al ministro iraniano Larjani.
Colloquio che suscitò gli alti lai della macchiettistica Opposizione nostrana, abituata da Berlusconi a una politica estera fatta di fondali di cartapesta e pacche sulle spalle che non portano a nulla e quindi poco avvezza alle malizie della diplomazia internazionale.

Ed invece è quella la strada, perché Nasrallah disarmerà solo se sarà l' Iran a chiederglielo.
Certo il leader iraniano chiederà qualcosa in cambio. Probabilmente il via libera al programma nucleare. Ma perché non concederglielo se, come gli iraniani hanno più volte assicurato, servirà solo a scopi civili?
Naturalmente tutto dovrà avvenire sotto lo stretto controllo degli ispettori Onu, come del resto ha già proposto lo stesso Larjani.
Dopotutto l' Iran il patto di non proliferazione atomica lo ha firmato anni fa, mentre il Pakistan dell' "alleato" Musharraf ancora no.


g



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18 agosto 2006
E come al solito Silvio non ci ha capito un tubo

Berlusconi: "Si alla missione per il disarmo dei terroristi"

Immediata la replica di Prodi: "Non saremo noi a disarmare gli hezbollah"

Infatti non si vede come i soldati ONU, ufficialmente in missione di pace e per tenere separati i due contendenti, possano riuscire laddove non è riuscito in un mese uno degli eserciti più potenti al mondo, quello israeliano.
Ma come al solito Silvio non ci capisce un tubo. Torni a giocare coi suoi vulcani di cartapesta e lasci lavorare i professionisti, che è meglio.

Leggete cos' ha dichiarato al Giornale, dopo che avevo scritto questo post, Sergio De Gregorio, senatore dell' IDV eletto alla presidenza della Commissione difesa Senato con i voti della CDL:
"La nostra deve essere una classica missione di peacekeeping dove siamo una forza di interposizione tra le parti che dà il proprio sostegno al popolo libanese, contribuisce ad assicurare la sovranità del Libano e l'inviolabilità della linea blu. Il disarmo degli hezbollah tocca al governo libanese. O crede che dove non è riuscito l'esercito israeliano riescano le forze multinazionali? Io credo di no."

Inconsciamente De Gregorio ha ricalcato le mie parole.

g




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17 agosto 2006
Il mago dei sons et lumières
Ci vuol altro di una sconfitta elettorale, la quinta ad opera di Prodi, per convincere Berlusconi a cambiare la sua strategia politica tutta suoni e luci che producono zero risultati.
E a Ferragosto, all' insegna del "the show must go on" seppur dall' opposizione, ce ne ha fornito la riprova. Cosi, dopo i duetti con Apicella alle kermesse di F.I., i fondali di cartapesta e le finte colonne corinzie di Pratica di Mare, le piazzate al parlamento europeo, le bandane e i balli vestito da marocchino, si è inventato anche il finto vulcano che dopo una serie di boati eruttava fiamme vere.
Panico tra i vicini di villa Certosa che non erano stati informati, numerose le chiamate a Vigili del fuoco e protezione civile subito accorsi prontamente quanto inutilmente.
Cosa non farebbe il nostro Silvio per riconfermarsi il maggior uomo di spettacolo che l' Italia possa vantare...

g



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17 agosto 2006
Danza ungherese nr.5
Le 21 danze ungheresi di Johannes Brahms che sto ascoltando proprio ora sono tutte belle.
Ma la più famosa è certamente la numero 5.
Nel film "Il grande dittatore" Charles Chaplin la interpretò in modo magistrale, come solo lui sapeva fare.
Vi ripropongo qui il clip dal film, con il barbiere Charlot che rade un cliente con maestria tutta tzigana.



g



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14 agosto 2006
Ma veramente le Coop non pagano le tasse?

E' mai possibile che l' unico grande gruppo interamente italiano in un settore dominato dalla concorrenza straniera, quello della grande distribuzione, evada le tasse in toto?
A destra ne sono arciconvinti.
Ebbene, leggiamo da un opuscolo distribuito dall' azienda ma leggibile anche sul sito internet (libero chiunque di dimostrare che sono falsità, se ci riesce):

TASSE

Capitolo a parte e complesso, ma necessario tanto più che Coop è spesso accusata di "non pagare tasse".
Sgombriamo il campo da un equivoco: nel biennio 2004-2005 le 9 grandi Coop e i consorzi di sistema hanno versato alle casse dell'erario oneri fiscali (Ires + Irap) e previdenziali per circa 751 milioni di euro (3,5% del fatturato).
Il trattamento fiscale a cui sono sottoposte le cooperative è dettato dalla Legge Finanziaria per il 2005 ed è peggiorativo rispetto al trattamento precedente. Ad essere tassato è il 30% degli utili netti annuali, sono tassati al 12,50% gli interessi sui prestiti dei soci.
Non è tassato il 3% degli utili destinato a fondi mutualistici e il rimanente 67% solo in quanto destinato a riserva indivisibile, mai distribuita ai soci.
Naturalmente per fruire di questo particolare trattamento fiscale, le Coop, oltre a destinare il 3% degli utili a fondi mutualistici, devono essere "a mutualità prevalente": ovvero realizzare dalle vendite ai soci ricavi superiori al 50% del totale dei ricavi (le 9 grandi Coop di consumo ricavano dalle vendite ai soci circa il 70% del totale dei ricavi) e devono prevedere nei loro statuti clausole e vincoli su cui vengono esercitati opportuni controlli.

COSA SONO LE "RISERVE INDIVISIBILI"?

Concetto non semplice, ma fondamentale perchè distingue una Coop da una impresa privata.
Nelle società capitalistico-lucrative, tutte le riserve accumulate sono dei soci azionisti, anche quella legale obbligatoria e in queste società non sussistono limiti nella distribuzione dei dividendi e nella remunerazione degli strumenti finanziari.
Nelle Coop invece le riserve indivisibili non possono essere mai distribuite ai soci nè durante la vita della cooperativa nè all'atto del suo scioglimento
.
E' attingendo a queste riserve, accantonate negli anni, che Coop sostiene i suoi progetti di sviluppo ed è proprio su queste riserve che si applica il trattamento fiscale particolare riservato alle Coop: non un'agevolazione, ma un trattamento basato sulla natura mutualistica e non lucrativa delle Coop.
I soci rinunciano ad arricchirsi individualmente, a vantaggio della loro cooperativa
.

E speriamo che questo basti a far cessare la storiella delle "Coop che non pagano le tasse"

g

fonte dell' opuscolo http://www.e-coop.it/portalWeb/coop.portal




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13 agosto 2006
Falqui, basta la parola
Cari amici del blog è stata dura ma alla fine ce l' ho fatta, sono riuscito a fare una buona scorta di confetti Falqui, scontati del 30%, che mi basterà sino a Natale.
Ieri l' Ipercoop della mia città ha inaugurato il famoso banco dei farmaci generici con sconti che vanno dal 20 al 30%
Erano giorni che noi anziani attendevamo il grande momento. Capirete che un tale sconto per chi come noi percepisce un magro assegno di quiescenza non è cosa da poco. E quindi, prevedendo la ressa, alle 6 ero già sul posto (la Coop apre alle 8.30). Credevo d' essere il primo, invece c' erano già una trentina di miei coetanei venuti dai paesi circonvicini, dove non esistono supermercati Coop, su autobus messi a disposizione dal dopolavoro della Cgil (abito in una provincia rossissima). 
E tutti erano li per comprare le stesse cose: pomate antiemorroidarie, adesivi per dentiere, purganti, lassativi come il Falqui.
Cosi all' apertura ho dovuto sgomitare non poco per arrivare al banco ma alla fine ce l' ho fatta. Ora sono a posto fino a dicembre.

Viva Bersani, viva la Coop, viva il comunismo che ci manda al bagno con lo sconto!

g:))



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12 agosto 2006
Un rigurgito di socialismo reale

Ier sera m' è accaduta una cosa terribile, ragazzi. Mentre stavo leggendo di quanto le giovani menti degli aspiranti terroristi anglopakistani fossero state plagiate dai loro imam, m' è venuto su un rigurgito di socialismo reale.
Sono sempre molto vigile per impedire che ciò accada, ma purtroppo la scuola è quella ed ogni tanto qualcosa dal basso ventre riesce a filtrare sfuggendo al mio autocontrollo. E' durato solo pochi secondi, ma in quel breve lasso di tempo mi son detto che se i regimi comunisti avevano sbagliato tutto, una cosa però l' avevano fatta giusta: aver costretto imam, preti e rabbini a lavorare nei campi o in fabbrica, trasformando i loro edifici di culto in granai. Il tutto in ossequio al famoso detto "religione oppio dei popoli" di Carletto Marx.
Non è un pensiero orribile?
Fortunatamente ora sono socialdemocratico e quindi, non condividendo più simili idee da socialismo reale, ho prontamente espettorato. Ma che brutta esperienza amici, non l' auguro a nessuno.

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permalink | inviato da il 12/8/2006 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

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