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Gianni' s own logbook

27 giugno 2006
Valanga di NO alla devolution leghista
Bene cosi. Il No ha vinto in tutt' Italia, anche nel Nord, persino a Milano città.
Ma il rifiuto della devolution leghista (Bossi giura che emigrerà in Svizzera. Speriamo) non è un No alle riforme. E quindi i partiti si mettano ora d' accordo per una riforma condivisa di alcuni articoli della costituzione. Un buon testo di partenza potrebbe essere la riforma dell' articolo V varata dall' Ulivo nel 2001. Anche quella devolveva parecchi poteri alle regioni, ancorché non "esclusivi", e prevedeva un rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio, senza per questo porlo al di sopra di parlamento e Presidenza della repubblica.
Si stabiliscano meglio i compiti di Stato e regioni, al fine di evitare quei conflitti di competenza che la riforma ha sollevato (anche perché mai applicata completamente dalla CDL, la quale evidentemente attendeva la devolution), eppoi si vada all' approvazione in Aula.
Non è difficile, a patto che ognuno dei partiti sappia rinunciare a qualcosa.
Perché dopotutto la politica è anche questo: l' arte del possibile.

g



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23 giugno 2006
I semplificatori
Bondi: "Con la nuova costituzione l' iter delle leggi sarà più semplice e veloce".
Cosi l' altro giorno uno dei tanti servi contenti di Berlusconi.
Ma sarà davvero cosi?
Andiamo a vedere come la CDL ha modfificato l' art. 70 della vecchia costituzione, il quale recita:
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.
Sono nove parole in tutto.

Ecco qui com' è stato modificato

La Camera dei deputati esamina i disegni di legge concernenti le materie di cui all'articolo 117, secondo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo l'approvazione da parte della Camera, a tali disegni di legge il Senato federale della Repubblica, entro trenta giorni, puo' proporre modifiche, sulle quali la Camera decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla meta' per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge. Il Senato federale della Repubblica esamina i disegni di legge concernenti la determinazione dei principi fondamentali nelle materie di cui all'articolo 117, terzo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo l'approvazione da parte del Senato, a tali disegni di legge la Camera dei deputati, entro trenta giorni, puo' proporre modifiche, sulle quali il Senato decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla meta' per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge. La funzione legislativa dello Stato e' esercitata collettivamente dalle due Camere per l'esame dei disegni di legge concernenti le materie di cui all'articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), e 119, l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 120, secondo comma, il sistema di elezione della Camera dei deputati e per il Senato federale della Repubblica, nonche' nei casi in cui la Costituzione rinvia espressamente alla legge dello Stato o alla legge della Repubblica, di cui agli articoli 117, commi quinto e nono, 118, commi secondo e quinto, 122, primo comma, 125, 132, secondo comma, e 133, secondo comma. Se un disegno di legge non e' approvato dalle due Camere nel medesimo testo i Presidenti delle due Camere possono convocare, d'intesa tra di loro, una commissione, composta da trenta deputati e da trenta senatori, secondo il criterio di proporzionalita' rispetto alla composizione delle due Camere, incaricata di proporre un testo unificato da sottoporre al voto finale delle due Assemblee. I Presidenti delle Camere stabiliscono i termini per l'elaborazione del testo e per le votazioni delle due Assemblee. Qualora il Governo ritenga che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all'esame del Senato federale della Repubblica ai sensi del secondo comma, siano essenziali per l'attuazione del suo programma approvato dalla Camera dei deputati, ovvero per la tutela delle finalita' di cui all'articolo 120, secondo comma, il Presidente della Repubblica, verificati i presupposti costituzionali, puo' autorizzare ii Primo ministro ad esporne le motivazioni al Senato, che decide entro trenta giorni. Se tali modifiche non sono accolte dal Senato, il disegno di legge e' trasmesso alla Camera che decide in via definitiva a maggioranza assoluta dei suoi componenti sulle modifiche proposte. L'autorizzazione da parte del Presidente della Repubblica di cui al quarto comma puo' avere ad oggetto esclusivamente le modifiche proposte dal Governo ed approvate dalla Camera dei deputati ai sensi del secondo periodo del secondo comma. I Presidenti del Senato federale della Repubblica e della Camera dei deputati, d'intesa tra di loro, decidono le eventuali questioni di competenza tra le due Camere, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti, in ordine all'esercizio della funzione legislativa. I Presidenti possono deferire la decisione ad un comitato paritetico, composto da quattro deputati e da quattro senatori, designati dai rispettivi Presidenti. La decisione dei Presidenti o del comitato non e' sindacabile in alcuna sede. I Presidenti delle Camere, d'intesa tra di loro, su proposta del comitato, stabiliscono sulla base di norme previste dai rispettivi regolamenti i criteri generali secondo i quali un disegno di legge non puo' contenere disposizioni relative a materie per cui si dovrebbero applicare procedimenti diversi.

Sono 585 parole. E questa la chiamano semplificazione?

g



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21 giugno 2006
Festa della GdF, azzurri in lutto

Nella speciale classifica delle bestie nere degli azzurri, subito dopo i "comunisti" vengono gli uomini delle Fiamme Gialle.
Quelli preposti a stanare gli evasori e reprimere l' elusione fiscale. Sport molto popolare tra i seguaci di Berlusconi, prima ancora che il Capo in persona dicesse che evadere era cosa buona e giusta.
Cosi non m' ha certo sorpreso di vedere che nella tribuna d' onore a Napoli, dove oggi si celebra l' anniversario della fondazione delle FF.GG., accanto al Capo dello Stato e a un paio di ministri, vi fossero esponenti dell' UDC e di AN ma nessuno di F.I.
Erano tutti rintanati in casa a piangere, sperando che la giornata passi in fretta.
Onore alle Fiamme Gialle, sempre in prima linea nel reprimere la mala pianta dell' evasione fiscale!

g



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19 giugno 2006
Un Premier inamovibile, caso unico in tutto il pianeta
Delle molte negatività contenute nella riforma della CDL, quella dell' inamovibilità del Premier è certamente la più pericolosa.
Strano che i destri, i quali amano impartirci lezioni di democrazia, non se ne siano accorti.
Recita l' art. 32 della riforma cidiellina, il quale ha sostituito l' art.94 della vecchia costituzione:

(...)In qualsiasi momento la Camera può obbligare il Primo ministro alle dimissioni con l' approvazione di una mozione di sfiducia(...) La mozione deve essere votata per appello nominale e approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti (della Camera, nota mia).
Nel caso di approvazione il Premier si dimette e il Capo dello Stato scioglie il parlamento ed indice nuove elezioni.


Come si vede questo particolare tipo di sfiducia può essere proposto anche dai parlamentari dell' opposizione. Ma sarà ben difficile che quelli della maggioranza, anche se totalmente insoddisfatti del loro Premier, la sottoscrivano.
Perché se quello di far cadere il governo e tornare a nuove elezioni è l' obbiettivo principale di tutte le opposizioni del mondo, certamente i deputati della maggioranza ci penseranno un milione di volte prima di far cadere il Premier, sapendo che con nuove elezioni corrono il rischio di non essere rieletti o magari di ritrovarsi, da maggioranza che sono, un domani minoranza.

Per la maggioranza desiderosa di cacciare il proprio Premier senza per questo andare a nuove elezioni, la riforma prevede invero un secondo tipo di sfiducia.
Ma anche questo fattibile solo sulla carta, in realtà impossibile da realizzarsi, come vedremo.
Leggiamo, sempre dall' art.32 della riforma:

(...) Qualora sia presentata e approvata una mozione di sfiducia, con la designazione di un nuovo Pimo ministro, da parte dei deputati appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni in numero non inferiore alla maggioranza della Camera, il Primo ministro si dimette e il Presidente della Repubblica nomina il Primo ministro designato dalla mozione.

E' questa la cosiddetta "sfiducia costruttiva". Avendo già pronto il sostituto, la maggioranza caccia il Premier in carica senza bisogno di andare a nuove elezioni.
Tutto bene, tutti contenti?
Manco per niente, perché la mozione dovrà essere presentata e approvata SOLO dai componenti la maggioranza, SENZA l' apporto di deputati dell' opposizione.
Dimodoche al Premier basterà controllare un drappello di fedelissimi (pensiamo, nel caso di Berlusconi, agli Schifani, ai Cicchitto e ai 40 avvocati personali) per far fallire la mozione.

Qualunque porcata commetta, il Presidente del Consiglio sarà dunque, di fatto, inamovibile.
Caso unico in tutte le democrazie del pianeta.

g



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18 giugno 2006
"Vota SI e avrai 175 parlamentari in meno!"
E' questo lo specchietto per le allodole, il verme per acchiappare merli (e sappiamo quanto a destra i merli abbondino) agitato in questi giorni dal comitato per il SI al referendum: la riduzione del numero, e quindi del costo, dei parlamentari.
Ritengono lo slogan il loro asso nella manica, tanto da averlo scritto sul logo.
Anche gli spot che in questi giorni passano sulle reti Mediaset insistono solo su quello.

Nessuno però dice che in caso di vittoria del SI la riduzione andrà in vigore solo dal 2016, mentre se vincesse il NO nessuno impedirebbe, in un futuro, auspicabile, tavolo comune per le riforme da fare durante la legislatura, di rendere la misura operativa da subito.
Inoltre se da un lato si riduce il numero dei parlamentari, dall' altro al Senato si aggiungono (vedi art. 57 della pseudoriforma) i 40 rappresentanti delle Regioni e dei Consigli delle autonomie locali. I quali non avranno diritto di voto, ma certamente avranno una adeguata indennità economica!. In più alla Camera si aggiungeranno i 3 Deputati a vita. Quindi gli "stipendi" risparmiati sono solo il 13% (132 sugli attuali 945 deputati).
Se la riduzione del numero dei Parlamentari fosse stato il vero scopo della riforma sarebbe bastato modificare i soli articoli 56 e 57. Sarebbe stata una modifica bipartisan e ci saremmo potuti evitare anche il referendum (con quel che costa!).

Eppoi il problema non è il numero degli onorevoli, ma i loro privilegi. Che, concordo, sono troppi.
Ma se i parlamentari della CDL volevano dare il buon esempio, volevan dimostrare di essere diversi, potevan sempre rinunciare volontariamente a tutti i loro privilegi. Non v' era alcun bisogno di stravolgere la costituzione.

g

 



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14 giugno 2006
Liberalismo vo cercando ch' è si caro

Qualcuno sa dirmi in cosa consiste il tanto strombazzato liberalismo della destra italiana?
A quanto è stato dato da vedere in questi 5 anni è stato applicato solo al campo dell' economia. E anche qui, se pensiamo alla legge Gasparri, in maniera contradditoria e sgangherata.
Per il resto, di liberalismo politico se n' è visto poco.

Il Premier ha dato prova di avere un senso dello Stato assai labile, il governo ha mortificato la scuola pubblica dimenticandosi del ruolo che essa ha avuto nella formazione delle coscienze nella fase più nobile della costruzione dello Stato nazionale italiano, la laicità dello Stato si è ridotta ulteriormente, l' europeismo è stato buttato a mare, il conflitto d' interessi è stato elevato a sistema, si è varato un federalismo dissolutorio, cristallizzato (con la Gasparri, appunto) l'esorbitante concentrazione di potere economico-mediatico, tentato di abolire la parità nella propaganda elettorale, varato leggi ad personam...
Insomma, si è tentato in tutti i modi di aggirare le regole dimenticandosi che liberalismo significa anche e sopratutto conflitto politico secondo le regole.

Anche nel campo dei diritti civili e della scienza il tanto vantato liberalismo della destra si è distinto per una completa sottomissione ai desiderata del Vaticano: chiusura totale al riconoscimento delle coppie di fatto, mortificazione della libera scienza in materia di ricerca sugli embrioni, aperture alla revisione della legge sull' aborto. Se a quanto sopra aggiungiamo il proibizionismo miope in materia di lotta alle tossicodipendenze e la contrarietà a concedere il voto amministrativo agli immigrati in regola, non potremo non concludere che i veri liberali oggi in Italia siamo noi vecchi nipotini di Stalin.

g




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13 giugno 2006
Le stanze del buco
A dieci anni dal varo, l' esperimento svizzero di mettere a disposizione dei tossicodipendenti luoghi attrezzati con personale sanitario (cosiddette "stanze del buco") ove poter assumere droghe in maniera controllata si è rivelato un successo.
Non solo dopo il primo anno i morti di overdose erano scesi del 20%, ma i neo consumatori sono drasticamente diminuiti. Erano 850 all' anno 10 anni fa, oggi sono scesi a 150 (82% in meno).
Il motivo è evidente: se una merce è gratis e di facile ottenimento interessa a pochi, mentre invece la proibizione fa aumentare nei giovani il desiderio della trasgressione.

Il successo svizzero (ma simili esperimenti vanno avanti da anni anche in Germania e Olanda), del quale ha parlato in termini entusiastici anche l' autorevole rivista medica inglese Lancet, ha spinto il ministro della solidarietà sociale Ferrero a proporlo anche da noi.
Apriti cielo.
La destra, la quale non sa proporre altre ricette per risolvere alcuni dei mali e dei problemi delle società odierne se non quella di proibire e punire, si è levata come un sol uomo contro il malcapitato ministro.
Spiace anche che l' abbia fatto, seppur in termini molto meno esagitati, il ministro Bindi con la scusa che la misura non è nel programma dell' Unione.
Un programma che però, a quanto mi consta, non è scolpito nel marmo.
Bene ha fatto quindi Ferrero, a fronte del successo dell' esperimento elvetico, a proporlo anche da noi.




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12 giugno 2006
Continua inarrestabile l' avanzata del comunismo
Ballottaggi, 4-1 per il centrosinistra

L’Unione conquista Caserta, Catanzaro e Rovigo. Belluno alla Cdl
Scontro tutto a sinistra a Salerno, dove è avanti De Luca, Ds, che corre contro il candidato ufficiale della coalizione. Sono stati 55 i comuni «superiori» al voto per eleggere il sindaco al secondo turno.

g

Cari amici destri cambiate cavallo, date retta a me. Silvio ormai è spompato. E' dal 2001 che non vince più un' elezione che è una.



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11 giugno 2006
Ecco uno che voterà SI al referendum



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9 giugno 2006
L' Unione batte primo record mondiale
La sx è meglio della dx, stavolta anche gli amici destri dovranno convenirne.
Guardate quel che accade in queste ore: l' Unione è al governo da nemmeno un mese e, grazie alla famosa efficienza comunista, Rifondazione ha già avanzato la prima richiesta di verifica interna. Un vero record mondiale.
Nella passata legislatura dovemmo attendere quasi due anni prima che quei pelandroni di Udc e AN si decidessero a chiedere la verifica a Berlusconi.
Avanti cosi, compagni! Verso nuovi e più entusiasmanti record!

g



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7 giugno 2006
E continua a non riconoscere le sconfitte...

Ammettere la sconfitta riconoscendo i propri errori è il modo migliore per assicurarsi la rivincita. Ma Silivo non ne vuol sapere. Lui, come disse ad una puntata di Porta a Porta, nella vita non ha mai commesso errori.

AMMINISTRATIVE/ BERLUSCONI: C'E' STATO UN SOSTANZIALE PAREGGIO

Roma, 6 giu. (Apcom) - "C'è stato un sostanziale pareggio. A noi infatti sono andati il Nord e la Sicilia e a Napoli, dove abbiamo preso il 17%, abbiamo raggiunto la stessa percentuale delle amministrative del 2001". Così, secondo quanto si apprende, Silvio Berlusconi si sarebbe riferito ai parlamentari azzurri riuniti a Montecitorio. Nel corso della riunione quindi Berlusconi avrebbe espresso la sua "soddisfazione".

Ecco il "sostanziale pareggio":





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4 giugno 2006
Ecco chi abbisogna di esami di democrazia
 Abbiamo visto la confusione provocata ed il rischio d' ingovernabilità fattoci correre dalla nuova legge elettorale, definita una porcata da uno dei suoi stessi autori. Ma il 25 giugno prossimo saremo chiamati a votare su una porcata se possibile ancor maggiore, la quale, se approvata, rischia di arrecare danni ben più gravi al nostro sistema istituzionale della legge elettorale: la pseudo riforma costituzionale della Cdl.
Alcuni esponenti dell' opposizione, segnatamente Tremonti e addirittura Bossi, lanciano oggi segnali distensivi, dicendosi disposti a negoziare sui punti più controversi pur di salvare l' impianto originale del provvedimento. Ma nessun negoziato è possibile perché non vi è nulla da salvare, la legge va abolita per intero.

La pseudoriforma una sua utilità però ce l' ha, ed è quella di fungere da cartina di tornasole, da metro di giudizio su chi, oggi in Italia, nutra velleità autoritarie.
Se la sinistra fosse veramente come a destra certuni, Berlusconi in primis, la dipingono, ossia nostalgica dei regimi comunisti e desiderosa di instaurare un sistema autoritario anche da noi, sulla falsariga di quello cubano o nordcoreano, non esiterebbe un attimo a votare per l' approvazione della legge. Perché assegna al futuro Premier i poteri oggi goduti da Bush, Blair e Chirac messi assieme. Se quello castrista fosse il nostro modello di società, correremmo in massa ad approvare la legge. Perché essa è il primo gradino per la creazione di un regime dispotico. Invece la sinistra, tutta la sinistra è contraria e ad esser favorevole è la destra.
Tutte le costituzioni in vigore nei paesi democratici, infatti, si prefiggono lo stesso scopo: quello di limitare e bilanciare il potere dell' esecutivo.
La controriforma della destra invece vuole instaurare una dittatura del Primo ministro ed in seconda battuta della sua maggioranza.
E questo dimostra chi, oggi in Italia, necessiti di esami di democrazia.
Corriamo dunque in massa a votare NO al referendum.

g



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1 giugno 2006
Romantische strasse
 
Certo, la Via dell' Amore è altra cosa. Quello stretto camminamento a strapiombo sul mare che da Riomaggiore conduce a Levanto, nelle mie 5 Terre.
Ma se la Via dell' Amore non si batte, anche la Romantische strasse tedesca è molto bella. Parlo di quel tratto di strada che va da Wuerzburg nel Baden-Wuerttemberg, a Donauworth in Baviera
E' un viaggio attraverso la storia, la religione, il barocco di chiese e palazzi e gli altari in legno del rinascimento tedesco.
Uno dei tanti gioielli disseminati lungo la strada è il paesino di Rothenburg, appollaiato su di uno sperone roccioso che domina la valle della Tauber in una posizione che ricorda da vicino quella della nostra Orvieto.

 
Passeggiare lungo le sue strette viuzze è come esser trasportati in pieno  16° secolo. Visitate la chiesa di St. Jakob contenente un pregevolissimo altare in legno di tiglio, opera di Tilman Riemenschneider. Questo Riemenschneider fu il capofila di quella generazione di scultori che seppe trasfomare il duttile legno dell' albero nazionale tedesco, il tiglio appunto, in opere di rara bellezza. I suoi capolavori sono disseminati in tutto il sud della Germania, da Norimberga ad Augsburg. Sull' altare del Preziosissimo Sangue (cosi si chiama l' altare di Rothenburg) le figure degli angeli, dei santi e della Madre di Cristo, scolpiti sia in rilievo che a tutto tondo, suscitano nel visitatore, grazie anche al colore caldo e ambrato che il legno ha assunto nei secoli, sentimenti di pura commozione.

g

Natale a Rothenburg




Altare del Preziosissimo Sangue di Riemenschneider





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