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Gianni' s own logbook

27 aprile 2006
Un altro 25 aprile è passato...

Il quinto con Berlusconi presidente.
Ed in questi 5 anni il Primo ministro uscente non ha mai trovato il tempo di presenziare ad una che è una delle numerose commemorazioni svoltesi in tutto il Paese.
Nel 2002, primo anniversario della Liberazione con lui a palazzo Chigi, rinunciò persino ad andare alla messa privata in memoria del partigiano Edgardo Sogno, dove pure era stato invitato, preferendo restarsene in Sardegna.

Il 25 aprile non ci sono solo le sfilate con le bandiere rosse, ma anche commemorazioni più ristrette, più pacate. Quale quella al monumento a Salvo d' Acquisto a Palidoro. Ma non ha mai presenziato manco li, come non è mai andato a rendere omaggio ai caduti americani al cimitero di Nettuno o a quello dei Falciani, vicino Firenze. Ci sono andati i giovani azzurri, ma non lui.
Eppure al Congresso americano ha raccontato che da piccolo suo padre lo portò a visitare uno di quei cimiteri.
Com' è che in 5 anni non ha sentito la necessità di tornarci da Primo Ministro?
Anche alle Fosse Ardeatine ci andò la prima e unica volta per accompagnare Bush durante una visita di Stato. Sennò manco li sarebbe andato.
Delle partite importanti del Milan invece in questi 5 anni non se n' è persa manco una.
Un presidente che divide. Un presidente che gli italiani han fatto bene a mandare a casa, togliendo al suo partito ben due milioni di voti.

g




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27 aprile 2006
Altri 3 italiani han perso la vita per la guerra di Bush
Il capitano dei paracadutisti Nicola Ciardelli e il maresciallo dei carabinieri Franco Lattanzio, della terza vittima non si conosce ancora il nome, han perso la vita in un attentato a Nassiryah. Salgono cosi a 22 i soldati italiani morti a Nassiryah per la guerra di Bush.
A casa, subito!

g



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26 aprile 2006
Solidarietà al ministro Moratti
"La Moratti ha fatto una pessima riforma della scuola e quindi hanno fatto bene a  fischiarla"
queste le parole di un esponente di Rifondazione comunista a proposito dei fischi di un gruppo di idioti al ministro Moratti ieri a Milano.
Ha fatto una pessima riforma della scuola e quindi era giusto contestarla, capito?
Già, peccato che quella di ieri non fosse una manifestazione contro la riforma scolastica ma la celebrazione del 25 aprile, ricorrenza della Liberazione.
Quella Liberazione alla quale anche il padre della Moratti, che sfilava con lei su di una carrozzina, ha dato un contributo, visto che è insignito di una medaglia di bronzo in quanto ex partigiano ed ex deportato a Dachau.
E come li spiega il rifondarolo i fischi di quegli stessi idioti alla brigata di partigiani ebraici e la bandiera d' Israele bruciata?
Peccato il giornalista non gliel' abbia chiesto. Avremmo avuto un' ulteriore conferma che idioti non sono solo coloro che fischiano a sproposito, ma anche chi li difende.

Gianni



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23 aprile 2006
I bambini ci guardano
Le piace questo blog?




Cosi lei è uno di quelli che non arrivano alla fine del mese?




Le piacciono le storie di fantasmi?




Quanto pensa durerà il governo Prodi?




Le piace Sabrina Ferrilli?




Ha letto l' ultima dichiarazione di Berlusconi?




Le piace esser baciata da uomini con la barba ispida?




Ha saputo che ier sera lei è stata la donna più ammirata?




Che succederà ora che i comunisti sono al governo?




Lei è di destra o di sinistra?




g:-))






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23 aprile 2006
Ecco i nomi dei quotidiani e delle emittenti che truffano soldi allo Stato

La puntata odierna di Report, su RAI3 alle 21.30, si preannuncia molto interessante. La conduttrice Gabanelli si occuperà dei soldi che lo Stato dà a quotidiani ma anche ad alcune tv locali e un paio di emittenti radiofoniche. Tanto per non far nomi Radio Padania e Radio Maria, quest' ultima non si sa bene a quale titolo.                                                                                                             

E se il finanziamento pubblico per i giornali di partito (Unità, Secolo d' Italia, Popolo ecc) è previsto da una legge del 1981, non si capisce bene perché tra questi rientrino anche Il Foglio, Libero e Giornale d' Italia, i quali fingono di essere organi di partito.
Tra l' altro partiti mai esistiti oppure morti e sepolti da tempo: Convenzione per la giustizia (Foglio), Movimento monarchico (Libero) Movimento unitario pensionati uomini vivi (Giornale d' Italia).
Si tratta chiaramente di una truffa. Una truffa che a noi contribuenti costa la bellezza di nove milioni e mezzo di euro all' anno, tanto incassano le suddette testate.

Ma tra i beneficiati non ci sono solo quotidiani politici, anche "Cavalli e corse" e "Sportsman" sono sovvenzionati. Più una tv locale (Teleoggi) e, come detto, Radio Padania e Radio Maria. Stasera sapremo a quale titolo lo Stato foraggia il quotidiano degli scommettitori di cavalli e la radio delle beghine. Soldi che poi quest' ultima usa per calunniare il valoroso compagno Clemente Mastella.

g

P.S.
Qui trovate la lista completa dei quotidiani finanziati dallo Stato: http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=580190




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23 aprile 2006
Uomini e quaqquaraquà

Lo stesso giorno in cui D' Alema, l' unico primo ministro ad essersi dimesso dopo una sconfitta elettorale, forniva un fulgido esempio di senso dello Stato e di poco o nullo attaccamento alle poltrone ritirandosi dalla corsa a Montecitorio, il quaqquaraquà di Arcore continuava nei suoi soliti sproloqui sui brogli, rifiutandosi di riconoscere la sconfitta anche dopo la certificazione della Cassazione.

Certo che gli amici destri devono avere uno stomaco di ferro per sopportare un gradasso simile. L' abolizione dell' ICI fa gola a tutti, d' accordo. Ma ci sarà pure un limite di sopportazione alle sparate, alle bufale, alle menzogne, alle dichiarazioni eversive, oltre al quale manco un destro è disposto ad andare.
Nemmeno in cambio dell' abolizione dell' ICI.

gianni




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21 aprile 2006
Due baggianate da smentire subito

Continuo a leggere in giro che il vero vincitore delle elezioni sarebbe Berlusconi e che l' Unione governerà pur avendo contro la maggioranza degli italiani.Partiamo da quest' ultima baggianata, basata, com' è noto, sul fatto che al Senato la CDL ha ottenuto 400 mila voti in più mentre l' Unione alla Camera solo 25 mila.
Quindi dovrebbe esser chiaro a tutti, ma invece, chissà perché, non lo è, che la CDL è maggioranza solo tra gli over 25. Ossia tra un segmento, uno dei tanti, degli aventi diritto al voto. E chissà, magari l' avrà anche tra i celibi e quelli dai capelli rossi. Ma per stabilire chi ha la maggioranza tra tutti gli italiani bisogna guardare al dato della Camera, perché è li che vota l' intero corpo elettorale.

E non è manco vero che il vincitore morale sia Berlusconi, posto che il suo partito ha perso due milioni di voti rispetto al 2001. Se all' interno della CDL un vincitore c' è, questo è il partito di Casini.
Quello che in questi 5 anni ha dato molto filo da torcere a Berlusconi. E probabilmente gli elettori di CDX hanno inteso premiarlo proprio per questo

g




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20 aprile 2006
Confalonieri teme per il futuro di Mediaset
Dopo la sentenza della Cassazione, il presidente di Mediaset è stato uno dei primi a congratularsi con Prodi. Diversamente dal "mero" proprietario dell' azienda, il quale invece rifiuta di togliersi l' elmetto.
Oggi però il fedele Fedele l' ha fatta fuori dal vaso, confessando di temere per il futuro.
Teme, cioè, che il nuovo esecutivo intenda adottare misure punitive nei confronti del Biscione.
Ebbene, se liberalizzare il mercato televisivo rivedendo una legge che cristallizza un duopolio quale la Gasparri significa avere intenti punitivi, è meglio che Confalonieri si prepari perché ciò avverrà. E pazienza se gli introiti pubblicitari di Mediaset o della Rai ne risentiranno, importante è che ne benefici il mercato, e, in ultima istanza, i consumatori.
Confalonieri pensi piuttosto a difendersi da Murdoch. E' da li che gli verranno i pericoli, la concorrenza. Non dal Parlamento italiano.

g



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20 aprile 2006
Silvio non ha più nulla da offrire
L' ostinato rifiuto di riconoscere la vittoria dell' Unione è solo un tentativo di ricattare il Csx.
Scommetto che se gli concedessero il governissimo o la Presidenza della repubblica, come ha proposto di fare Bondi, tutte le richieste di riconteggio dei voti cesserebbero di colpo e Silvio farebbe la famosa telefonata di congratulazioni a Prodi.
Sta solo mercanteggiando. Ma i mercati si fanno quando entrambe le parti hanno qualcosa da offrire. E lui non ha più nulla da scambiare. Ha perso, vada all' opposizione.

Gianni



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17 aprile 2006
Come fu che i veneti conobbero lo stoccafisso

Che loro, sbagliando, si ostinano a chiamare baccalà. Sempre di merluzzo del nordatlantico si tratta ma, come tutti sanno, il primo, quello usato nella ricetta alla vicentina, è essicato al sole e al vento della Norvegia finché non acquista la durezza del legno (stockfish=pesce bastone), il secondo invece è conservato sotto sale e il più pregiato è quello portoghese.

Il merito di aver fatto conoscere lo stoccafisso ai veneti è da ascrivere a un certo Pietro Querini, gentiluomo veneziano, partito da Candia nel 1431 con un carico di vino malvasia alla volta delle Fiandre. Una tempesta lo fece andare fuori rotta e naufragare sulle coste delle isole Lofoten. Gli abitanti del luogo, tutti pescatori, rifocillarono e nutrirono lui e la sua ciurma con il prelibato pesce finché non furono in grado di riprendere il viaggio verso casa. Non prima però di aver fatto buona scorta di stoccafisso.

Ecco la vera ricetta del baccalà alla vicentina. Tratta, naturalmente, da www.baccalaallavicentina.it:

"Da stò pesce stoccafisso
duro come un...bacalà
con pazienza e con costanza
se prepara la pietanza.

El se ciapa, poareto,
se bastona con dileto
quando ben ze frantumà
ne la tecia và posà,

a mojarse in acqua freda.
Ogni qruattro o cinque ore
l'acqua vecia và cambià
fin che almen tre dì passa.

Quando l'è ben morbidio
la so pele và cavà
el se verze e da le spine
con gran cura se netarà.

Poi le siole tajà fine
con le ciughe ben trità
el parsemolo el ghe voe
nea padea el và zontà.

Se prepara stò soffritto
par versarlo d'un bel botto
sora questo stocafisso
a tocheti zà taja.

D'alluminio o de coto
una tecià và ciapà
la va ben anca de vero
de soffritto za spalmà.

Lo posemo ben disposto
dopo averlo infarinà
e par sora ghe metemo
el soffritto za vansà,

con el grana, sale e pepe,
latte e oio a volontà
fino a quando ben coerto
noi vedemo el bacalà.

A stò punto, sora el fogo,
ma che sia molto lento,
la gran tacia và posà
ed ancor ghe vol pazienza.

Par finire el cusinar
ogni tanto noi giremo
non el pesce, che ze rento,
ma la tecia sora al fogo,

che gavemo là a pipar.
Quatro ore ze passà
e, momento assai crucial,
or bisogna controllar

Ogni pesce gà na storia
e par questo mejo zè
par saver se coto o no
sempre mejo z'el...sajar".



 




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14 aprile 2006
Pisanu: le schede contestate sono solo 5266
E speriamo che la precisazione del ministro dell' Interno metta la parola fine a tutte le dichiarazioni su trucchi, brogli e conteggi da rifare. Avete perso, cari amici azzurri del blog. E quindi mettetevi il cuore in pace, Prodi governerà per 5 anni.

g



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12 aprile 2006
Corrientes 348
L' ultima volta che misi piede a Buenos Aires fu circa 5 anni fa, subito dopo la tragedia elettorale del 2001. A mio agio solo in un regime dittatoriale di stampo comunista, tutta quella democrazia riportata da Berlusconi era per me insopportabile. Mi sentivo soffocare. Quindi passai alla sezione del Pci-Pds-Ds per ritirare la mia bella fetta del buco che abbiam lasciato a Tremonti, e con quei soldoni me ne andai per diversi giorni in Argentina. Terra di generali, populisti e demagoghi.

Ed appena arrivato andai alla ricerca dei luoghi cantati da Carlos Gardel, famosissimo cantante di tango e milonghe, idolo degli argentini. M' interessava sapere se al civico 348 di Corrientes, importante e trafficatissima avenida cittadina, ci fosse veramente quella casa d' appuntamenti descritta nel suo famoso tango A media luz: "Corrientes, tres cuatro ocho, segundo piso ascensor, no hay portero ni vecinos"(secondo piano, salite tranquillamente, non c' è portiere né vicini curiosi)volevo vedere quella famosa "vitrola que llora" l' organetto che piange e quel "gato de porcelana porqué no miaule all' amor" quel gatto di porcellana perché uno vero, miagolando, avrebbe distratto dai giochi amorosi.

Ma all' indirizzo non v' era alcuna "casa" bensi una affolatissima friggitoria. Allora mi diressi al caffé Garibaldi, nella vicina calle Florida, che sapevo ritrovo di anziani immigrati italiani. I pochi avventori ascoltarono il mio racconto con crescente sbigottimento eppoi sbottarono in una sonora risata: non v' era mai stata una casa d' appuntamenti al 348 di Corrientes, nemmeno negli anni 20 e 30 quando Gardel aveva lanciato la canzone. Carlito (cosi lo chiamarono) s' era inventato tutto. Però, se m' interessava vedere qualcosa d' interessante potevo sempre andare alla Boca per vedere il "caminito" dell' altra famosa canzone di Gardel, Caminito appunto, cantata anche da Milva.

Giunto alla Boca, quartiere un tempo abitato da italiani ma ormai misero e fatiscente, notai una viuzza pedonale fiancheggiata da linde casette multicolori. Alcune iscrizioni poste all' ingresso mi confermarono che il posto era proprio quello. L' autore di quel motivo aveva inteso raccontare una triste storia d' amore occorsagli personalmente, spiegava una tra le tante. Il caminito, la viuzza era ben curata. Per niente coperta di polvere e cardi come narra la canzone. Ma già, forse l' autore l' immaginò cosi per via della sua delusione d' amore: "Caminito que todas las tardes Feliz recorría cantando mi amor, No le digas si vuelve a pasar Que mi llanto tu suelo regó".
Ecco Gardel e alcune foto del caminito alla Boca.





Gianni



 




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11 aprile 2006
Ma perché molti italiani si vergognano di confessare il loro voto per Silvio?

Quelli che al par di me hanno da tempo superato i 50 certo ricorderanno gli anni d' oro del la DC, quando trovare un italiano che in pubblico ammettesse di votare per quel partito era impresa quasi impossibile.
Poi però alle elezioni la Balena Bianca raccoglieva regolarmente una messe di voti.
Oggi il fenomeno si ripete con Forza Italia.
Milioni di italiani si vergognano un po' di Berlusconi, ciò nonostante lo votano lo stesso.
Sentono che svendere il suffragio per il piatto di lenticchie dell' ICI è cosa che non si dovrebbe fare, poi però nel segreto dell' urna le ragioni del portafoglio hanno il sopravvento. Le rilevazioni sballate non tanto dei sondaggi, quanto degli exit poll non si spiegherebbero altrimenti. All' uscita dal seggio molti italiani hanno dichiarato il falso, questa è la verità. Hanno detto di aver votato per Prodi mentre invece si erano accontentati di un piatto di lenticchie.

g




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10 aprile 2006
La "porcata" della nuova legge elettorale sta per dare i suoi frutti avvelenati
Tutti riconoscono che elettoralmente l' Italia è spaccata in due esatte metà. Anche i politici del Cdx. Ciò però non ha impedito loro, a 6 mesi dalle elezioni, di cambiare una legge elettorale che per un Paese siffatto era l' unica in grado di garantire la governabilità. Se Berlusconi ha battuto ogni record di longevità al governo, malgrado nel 2001 avesse vinto per soli 500 mila voti in più, lo deve infatti alla legge precedentemente in vigore.
Perché dunque l' han cambiata?
Ma perché eran certi della sconfitta e hanno voluto avvelenare i pozzi
Cosi, quel colossale broglio compiuto ai danni degli italiani sta per andare in porto.
A questo punto dello spoglio, infatti, le probabilità che alla Camera e al Senato vi siano maggioranze diverse sono altissime, la qual cosa ci costringerà a tornare alle urne tra 40-50 giorni.
Mentre invece i problemi economici che affliggono il Paese richiederebbero una maggioranza forte e in grado di governare.
Grazie CDL! Grazie Berlusconi!

g



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9 aprile 2006
Il Fila brasiliano
Cos' è un Fila? La versione brasiliana del molosso. Un mastino incredibilmente bello, poderoso, coraggioso. In passato usato, nella sua terra d' origine, non soltanto per difendere la proprietà, ma anche per la caccia al giaguaro e la guardia al bestiame.
La storia del Fila è strettamente legata a quella brasiliana, al modo di vita e ai problemi quotidiani dei primi colonizzatori di quel grande Paese. Invasioni, rivolte, la conquista dell' interno, la schiavizzazione degli indiani, i pericoli della giungla: il Fila era sempre presente.
Attualmente il Fila vien usato sempre più di frequente dalla polizia americana, in sostituzione del pastore tedesco, nelle carceri di massima sicurezza e nei compiti di protezione, perlustrazione e rintracciamento.

Forza, coraggio e determinazione sono le sue principali caratteristiche.
Docile col padrone e la sua famiglia, particolarmente tollerante con i bambini, il Fila è estremamente aggressivo con gli estranei. Il suo agile passo ricorda i movimenti dei grossi felini. La sua caratteristica principale è l'ambio, un passo laterale in due tempi in cui gli arti di ciascun lato si muovono avanti e indietro esattamente accoppiati, che provoca un movimento ondulante e rullante del corpo del cane, chiamato passo del cammello.
 Il suo galoppo è potente, con insospettabile velocità in un cane così grosso e pesante, capace altresi di cambiamenti di direzione istantanei e molto rapidi.
L' altezza dei maschi varia dai 65 ai 75 cm. al garrese, quella delle femmine dai 60 ai 70. Peso dei maschi minimo  50 kg, 40 per le femmine.
Possiedo due bellissimi esemplari di Fila, un maschio di 3 anni e una femmina di 5 mesi.
Ecco un paio di link utili sul Fila.

www.fila.org
www.dogbreedinfo.com/filabrasileiro.htm














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