.
Annunci online

Gianni' s own logbook

31 marzo 2006
La legge Gasparri funziona! Berlusconi fa i soldi!!

MILANO - È un altro dividendo record quello che Silvio Berlusconi incasserà dalla Fininvest per il 2005. L’anno d’oro del Biscione - con i risultati di Mediaset (603 milioni di utile netto) che hanno polverizzato i massimi già visti nel 2004 - si trasformerà...

continua qui:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/03_Marzo/31/dividendo.shtml

"Questa legge farà guadagnare al nostro gruppo una media di un miliardo in più all' anno"
parole di Fedele Confalonieri dopo l' approvazione della legge.
Detto fatto.

g








permalink | inviato da il 31/3/2006 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

30 marzo 2006
Ma dov' è finito il programma della CDL?

Dai discorsi dei leader del Cdx è sparito. Eppure esiste, è leggibile sul sito di F.I. ed immagino in molti altri siti.
Ma chissà perché non ne parlano, non perdono tempo a spiegarlo agli elettori.
Prima che fosse introdotta, Silvio pianse amare lacrime sostenendo che la par condicio gli avrebbe impedito di spiegare agli italiani quanto di buono secondo lui aveva fatto questo governo.
Ora che ne hanno la possibilità, lui e gli altri caporioni della CDL passano il tempo non a spiegarci le 36 riforme 36, ma ad interpretare il programma dell' Unione.
Si vede che non erano un granché, quelle riforme. Come testimoniato dai dati sulla crescita.

Da qui la necessità di elevare una coltre di fumo sui 5 anni trascorsi e di gettare il programma della Cdl in un cassetto, da qui il provare a vincere non convincendo, ma impaurendo gli italiani. Ed ecco allora gli immancabili deliri sui cento milioni di morti e sui bambini cinesi, ecco le menzogne sulle tasse dell' Unione.
Si facessero gli affari loro, verrebbe da dire.
Spiegassero il loro programma anziché interpretare il nostro.
Spiegassero una buona volta agli italiani cos' hanno fatto di buono in questi 5 anni.
Ma non ne hanno il coraggio, perché il risultato è li sotto gli occhi di tutti: crescita zero.

g




permalink | inviato da il 30/3/2006 alle 14:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

29 marzo 2006
FAQs, frequently asked questions
Si può dire che ai tempi di Mao i cinesi bollivano i bambini?

Sicuramente, qualunque italiano può dirlo.

E dove e in quale occasione?

Sempre e ovunque, vuoi con gli amici al bar vuoi urlandolo a squarciagola dall' alto di Castelsantangelo.

Ed allora perché la sinistra protesta se lo dice Berlusconi?

Perché è il Presidente del Consiglio e non un italiano qualunque. Un Primo ministro ha ben altre occasioni, più appropriate, per far conoscere il suo pensiero ed eventualmente protestare presso i diretti interessati. In questo caso le autorità cinesi. Se lo fa dal palco durante un comizio elettorale, come in questo caso, svela il suo vero intento. Che non era quello di denunciare un crimine, ma di nuocere ai suoi avversari politici odierni.

In questi anni Berlusconi ha incontrato più volte i rappresentanti cinesi. Perché durante i faccia a faccia privati non ha mai minacciato sanzioni ai prodotti cinesi se non verrà fatta chiarezza sugli eccidi del periodo maoista, bambini bolliti inclusi?
Un Primo ministro non può parlare e comportarsi come l' uomo della strada. Se non si sa controllare non faccia il Premier. E' ovvio che i cinesi si siano risentiti. Cosi, grazie alle intemperanze verbali di Berlusconi, alla fine la figuraccia l' ha fatta un' altra volta l' Italia e non la Cina. Proprio adesso che due ministeri e un gruppo di aziende italiane hanno investito 50 milioni di euro per promuovere il sistema-Italia in Cina, al fine di riequilibrare l' interscambio commerciale pesantemente a nostro sfavore.

Gianni




permalink | inviato da il 29/3/2006 alle 17:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

25 marzo 2006
Un regalo ai lettori del blog: Quando c' era Silvio
Godetevi la scena di quando Silvio mostrò il mausoleo di famiglia a Gorbaciov. Osservate l' espressione allibita del leader russo e del suo seguito. Devono aver pensato di trovarsi in Corea del Nord alla corte di Kim II Sung, o a Bucarest ai tempi di Ceausescu.





permalink | inviato da il 25/3/2006 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa

25 marzo 2006
Fuga di capitali? Balle
Guardate la Borsa quant' è salita da inizio anno, guardate i volumi di scambio. Se il mercato temesse per la probabile andata di Bertinotti al governo la Borsa andrebbe in picchiata.
Fuga di capitali? Balle.



Vediamo ora di chiarire alcuni equivoci in cui molti incorrono quando si parla di  "tassazione" dei bot.
Sentire un Tremonti allarmato mettere in guardia contro le probabili, anzi, quasi certe, stangate dell' Unione, molti italiani son convinti che "tassare i bot al 20%" significhi che per ogni 10 mila euro investiti in titoli di Stato il fisco ne tratterà 2000, il 20% appunto.
Falso, naturalmente.
L' aliquota del 20% si applicherà sugli interessi e non sul capitale investito.
Lo stesso dicasi per i capitali investiti in azioni e fondi comuni.
A quale scopo l' Unione intende armonizzare al 20% le aliquote sulle rendite finanziarie, oggi al 12,5 e 27%?
Duplice.
Uno di pura equità fiscale, perché non è giusto, ad esempio, che i molti anziani che tutt' ora versano i loro risparmi sui libretti postali paghino sugli interessi maturati il 27% di tasse, mentre chi specula in Borsa solo il 12,5%.
L' altro per ridurre il costo del lavoro, altrimenti detto cuneo fiscale, di 5 punti percentuali.
Ossia, l' Unione introdurrà l' aliquota unica non per stangare i contribuenti, come sostiene la destra, ma per ridurre le tasse su lavoratori ed imprese.
Alla faccia di chi dice che la sinistra sa solo tassare.

g



permalink | inviato da il 25/3/2006 alle 16:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

23 marzo 2006
Il Peron della mutua
 Cosi ebbe a definirlo Bossi ai tempi del ribaltone.
Intendeva sottolineare il misto di demagogia e populismo, simile a quello del dittatore argentino degli anni 40-50, col quale Berlusconi avvince i suoi fedeli. Del resto se uno decide di fare un nuovo lavoro ma gli mancano le referenze specifiche, dovrà pur sopperire con le chiacchiere e il look.
I seguaci di Berlusconi però son ben diversi dai descamisados argentini, quei poveracci semianalfabeti e tanto poveri da non potersi permettere manco una camicia, che ad ogni discorso di Peron o della moglie Evita rimanevano incantati, a boccaperta.
E' tutta gente mediamente benestante, mediamente acculturata. Nondimeno quando parla Silvio rimarrebbero ore e ore ad ascoltarlo, a boccaperta  E come s' indignano se qualcuno osa interromperlo o contraddirlo, se ingabbiano la sua debordante logorrea nei 2 minuti e mezzo dei faccia a faccia. Non s' interrompe cosi un' una magistrale presa per i fondelli degli ascoltatori, perbacco!                                                                                                                               

Al pari del lumpenproletariat argentino degli anni 50, anche loro si appagano dei soli discorsi del leader. Il resto non conta. Non conta se Silvio traduca le parole e i propositi in fatti. Non conta se tutte le sue chiacchiere han prodotto zero risultati in economia. Importante è che parli bene e sappia trascinare. I risultati verranno da soli prima o poi, con l' aiuto del famoso Stellone d' Italia. Basta essere ottimisti e lasciarlo parlare altri 5 anni.
Esser presi per i fondelli 5 o 10 anni di fila sapendo che i risultati sarebbero comunque arrivati, indipendentemente dal Peron della mutua. Per certa gente pare sia questo il massimo della goduria.

g



permalink | inviato da il 23/3/2006 alle 11:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

21 marzo 2006
Ma è proprio vero che la sx favorirà le grandi imprese?

"Le grandi imprese si aspettano favori dalla sinistra!" In buona sostanza è questa la colpa, che si vorrebbe infamante, di cui viene accusato il Gotha degli industriali italiani da Berlusconi e dal suo codazzo di ventriloqui, sottopanza e maggiordomi sparsi un po' su tutti i media.
L' accusa lascia intendere che i piccoli industriali invece voteranno CDL non per interesse, non perché si attendono favori da Berlusconi, ma per nobili ideali.
Grottesco.
Purtroppo, eccetto i sostenitori di Rauti e Bertinotti, nessuno più vota per un ideale oggi in Italia.
Tutti si aspettano favori da un governo, ognuno vota perché il candidato o il partito Tal dei Tali ha promesso che avrà un occhio di riguardo per lui. Proprio per lui e nessun altro.
Alzi la mano chi vota per un ideale e non per un aumento della pensione, un taglio alle tasse o un posto di lavoro.

Eppoi è proprio vero che Confindustria tifa per Prodi?
A giudicare dai commenti rilasciati a caldo dopo l' intervento di Prodi a Vicenza non si direbbe. L' unica cosa del programma dell' Unione che gli industriali sembrano apprezzare è la riduzione del costo del lavoro. Sul resto, sulla revisione della legge Biagi e sulla tassazione delle grandi rendite finanziarie, sono in disaccordo.

E ancora: ma i "Grandi Industriali" di quanti voti dispongono?
Uno solo, il loro.
Ed i voti si contano non si pesano.
Se Montezemolo, Tronchetti Provera, Benetton strizzano l' occhiolino a Prodi, non è detto che lo facciano anche i loro dipendenti. I quali si divideranno tra dx, sx e astenuti come il resto degli italiani.

Piuttosto di strillare il Premier si domandi perché molti di coloro che nel 2001 lo appoggiarono oggi gli voltano le spalle, non solo industriali ma commercianti e liberi professionisti . Probabilmente perché quelle 1500 leggi, quelle 36 grandi riforme ("più di tutti i governi precedenti messi assieme!") che Berlusconi sbandiera ad ogni pié sospinto, erano completamente sbagliate posto che hanno prodotto la crescita zero.

g




permalink | inviato da il 21/3/2006 alle 13:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

21 marzo 2006
Tò, il ministro Martino è ancora tra noi
Effettivamente c' eravamo dimenticati di lui. Nessuno intervistava più il ministro della Difesa, nessuno gli chiedeva un parere. Nemmeno sul campionato di calcio, nemmanco sul tempo che farà.
Sono mesi che non va sui giornali o in tv. Sempre monopolizzate, in rappresentanza del suo partito, dai soliti noti Tremonti e Berlusconi.
Ed allora che ti escogita il buon Totò per strappare un titoletto di giornale, un citazione nel panino di Pionati?
Convoca un paio di giornalisti amici e rilascia una dichiarazione tragicomica sull' alto rischio di attentati terroristici in campagna elettorale.
Risultato? Zero. Nessuno se l' è filato, nessuno ha ripreso l' intervista. Solo Televideo l' ha citata ed è li appunto che ho appreso la notizia dell' esistenza in vita del ministro Martino.

g



permalink | inviato da il 21/3/2006 alle 0:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

20 marzo 2006
Ma davvero i piccoli e medi imprenditori stravedono tutti per Silvio?
I giornali della Destra stanno diffondendo una teoria alquanto bizzarra, secondo la quale i piccoli e medi imprenditori, che come tutti sanno costituiscono la stragrande maggioranza degli industriali italiani, essendo tutti ammiratori di Silvio non si sentirebbero rappresentati da Montezemolo.
Ma è proprio vero che all' epoca della dirigenza D' Amato e Tognana, esponenti delle piccole e medie imprese, Confindustria andasse d' amore e d' accordo col governo Berlusconi?
Ecco due articoli di quegli anni:

L'uno-due di Confindustria. D'Amato "avverte" il governo
di Massimo Lo Cicero

16 novembre 2001

Due indizi fanno una prova, nel gergo del cinema noir. Nel medesimo giorno, il 14 di novembre, sul quotidiano controllato dalla Confindustria, Il Sole 24 ore, appare in prima pagina un corsivo non firmato, che espone preoccupazione e malessere verso il rallentamento del processo di privatizzazione delle imprese pubbliche, ma, anche e soprattutto, verso la scarsa attenzione che il governo dedica alla liberalizzazione dell'economia. Essendo considerata, dall'autore del corsivo, la liberalizzazione come la premessa logica ed operativa di ulteriori privatizzazioni e non la conseguenza naturale di un processo che, in molti casi, trasferisce al controllo di azionisti privati la gestione di monopoli precedentemente controllati dal settore pubblico.

http://www.ideazione.com/settimanale/3.economia/49_16-11-2001/locicero.htm

==================================

Confindustria. Il presidente D'Amato critica ancora il Dpef: "Documento generico e insufficiente, rischiamo il crack"
Roma, 23 luglio 2003


Senza le necessarie riforme strutturali in Finanziaria, a partire da quella delle pensioni, l'Italia rischia un vero e proprio "crack competitivo". Il grido d'allarme è del presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, per nulla soddisfatto del Dpef varato dal Governo e approdato in Parlamento: "Un documento tardivo, generico e insufficiente", ha detto, in cui manca quella svolta necessaria per agganciare la ripresa e rilanciare lo sviluppo.

Persa la strada delle riforme
Il leader degli industriali, nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione di Giunta, punta chiaramente il dito sul Governo che, a suo modo di vedere, nel Dpef non si è assunto fino in fondo le proprie responsabilità: "La strada delle riforme sembra si sia improvvisamente persa nel corso degli ultimi mesi e, soprattutto, nel corso delle ultime settimane". Questo "preoccupa fortemente" Confindustria che insiste sulla necessità di una "Finanziaria di sviluppo": "L'alternativa - ha sottolineato - è una Finanziaria di recessione", che proprio nel momento della ripresa della congiuntura internazionale ci porterebbe dritti verso un "crack competitivo", con l'Italia destinata a rimanere "schiacciata nella tenaglia costituita da Stati Uniti e paesi asiatici.

http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=39491
==========================================

Come si evince già allora Confindustria non lesinava dure critiche al governo.
E se i piccoli e medi imprenditori erano insoddisfatti dell' operato del governo già nel 2003, figuriamoci oggi che son passati due anni e il crack competitivo paventato da D' Amato è diventato realtà.

g




permalink | inviato da il 20/3/2006 alle 15:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

18 marzo 2006
L' ospite maleducato
Cari amici del blog, cosa direste se, dopo avermi invitato a pranzo a casa vostra, iniziassi ad insultare gli altri vostri ospiti?
Che sono un gran maleducato, vero? Ed avreste ragione.
Ebbene Berlusconi si è comportato proprio cosi.
Quello a Vicenza non era un meeting di F.I. ma uno degli industriali, quindi lui era li in veste di ospite. Doveva perlomeno mostrare un po' di rispetto per i padroni di casa. Invece non solo ha accusato il loro giornale, il Sole24Ore, di far parte del complotto ordito contro di lui dalla stampa comunista, ma ha accusato alcuni presenti in sala di nutrire simpatie per la sx solo perché, avendo a suo dire scheletri negli armadi, necessitano di protezioni da parte della magistratura.
La quale, notoriamente, è tutta rossa. Vi sono ampi estremi per una querela per diffamazione. Spero che Della Valle, uno degli accusati dal Premier, voglia adire le vie legali.
Dopo questa serata sarà ancor più chiaro a tutti che ciò che affligge Berlusconi è ben più grave di una sciatalgia. Qui siamo di fronte alla perdita della testa.

g



permalink | inviato da il 18/3/2006 alle 23:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

14 marzo 2006
La carta vincente di Prodi

Sapete qual' è stata la carta vincente di Prodi?
La parola "insieme", da lui usata almeno una dozzina di volte.
Mentre Berlusconi ha solo dato prova di una memoria prodigiosa snocciolando una serie di dati, nessuno dei quali, purtroppo per lui, rimarrà nella mente dello spettatore medio, Prodi ha usato una parola comprensibile e memorizzabile da chiunque: insieme, appunto.
"Insieme alle parti sociali faremo, insieme ai giovani decideremo..."

L' ha usata persino quando ha parlato della prima cosa che farà in caso di vittoria: "sarà quella", ha detto, "di concordare assieme al presidente Berlusconi il passaggio di consegne, lo stesso faranno i miei ministri coi loro predecessori."
Prodi unisce Berlusconi divide, questo è il messaggio arrivato stasera agli italiani

g




permalink | inviato da il 14/3/2006 alle 23:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

14 marzo 2006
Sopresa, il Tg3 dedica più tempo a FI, AN e UDC che ai DS

Grosse soprese dal Centro d' ascolto e monitoraggio dei tg Rai, Mediaset e La 7.
Nel periodo che va dall' 11 al 26 febbraio Forza Italia è il partito che ha ottenuto più interventi in voce, e in percentuale, in tutti i tg monitorati. Tg 3 incluso.

Nelle due edizioni giornaliere di questo tg, infatti, esponenti di F.I. sono intervenuti in voce nel periodo indicato ben 36 volte, ovvero per 11 minuti del tempo totale, ovvero per il 18,17% del T.T.

I dati riguardanti A.N. sono, rispettivamente 28-7'08"-11,78%
Quelli dell' UDC sono 23-6'32"-10,79%
Per i DS abbiamo 22-6'08"-10,13%

Che conclusioni dobbiamo trarne? Che quello di RAI 3 è il tg più democratico e che più rispetta la par condicio in circolazione.

g

link http://www.centrodiascolto.it/view.php?id=32101




permalink | inviato da il 14/3/2006 alle 14:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

13 marzo 2006
Le frattaglie del corpo elettorale

Sono certo che se nel 2001 avessimo chiesto ad un gruppo di elettori azzurri le ragioni del loro voto a Forza Italia, coloro che avrebbero addotto un motivo sicuramente condivisibile, nobile se vogliamo, ossia la speranza che Berlusconi avrebbe liberalizzato il Paese, sarebbero risultati in minoranza.
Avrebbero di gran lunga prevalso quelli che lo avevan votato perché, nell' ordine: 1) Abbasserà le tasse 2) Libererà l' Italia dai comunisti 3) E' un leader carismatico 4) Se ha fatto tanto bene gli affari suoi farà anche i nostri.

Cinque anni dopo possiamo tranquillamente affermare che quell' infima minoranza, la quale aveva votato Berlusconi perché convinta che avrebbe liberalizzato l' economia e sburocratizzato il Paese, stavolta si asterrà o addirittura voterà Csx.
Infatti, se non ha liberalizzato mentre disponeva di una maggioranza di 100 seggi, dovesse tornare a palazzo Chigi non si vede come il leader della CDL possa imboccare quella strada posto che per via del proporzionale stavolta godrà di una maggioranza certamente molto più risicata.

Cosi a votare Berlusconi rimarranno i convinti che abbasserà le tasse, i timorosi del regime comunista e quelli affascinati dal suo carisma. Ossia coloro che dal voto si ripromettono benefici personali, i paurosi, e quelli abbacinati dagli strati di cerone e le 7 ville in Sardegna.
In altre parole le parti meno nobili, le frattaglie del corpo elettorale.

g




permalink | inviato da il 13/3/2006 alle 13:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

10 marzo 2006
CdL ci regala un finale di legislatura coi fuochi d' artificio

FIORANI: TANGENTI PER SALVARE FAZIO
Sotto accusa ci sarebbero deputati di Forza Italia e Lega Nord che avrebbero poi difeso Antonio Fazio finito nel mirino della politica proprio per l'aiuto dato al banchiere lodigiano

MINISTRO CALDEROLI SI E' DIMESSO
(ANSA) - ROMA, 18 FEB - Il ministro delle riforme Calderoli ha annunciato di avere rimesso il suo mandato

MEDIASET, PM CHIEDONO PROCESSO PER BERLUSCONI E L' AVVOCATO MILLS
Diritti televisivi, l'accusa è di corruzione in atti giudiziari
Bonaiuti: "Tandem Corsera procura colpisce come nel '94"

INDAGATO SILVANO MOFFA, SOTTOSEGRETARIO ALLE INFRASTRUTTURE E AI TRASPORTI
L'ex presidente della provincia di Roma accusato di corruzione.

BANDA SPIE, STORACE SI DIMETTE
Dopo il coinvolgimento nello "spionaggio" organizzato ai danni di Marrazzo e Mussolini, il ministro della Salute lascia.

Una delle peggiori, se non la peggiore in assoluto, legislature nella storia della repubblica sta per concludersi e la CDL ha pensato bene di regalarci un finale col botto. Ce li ricorderemo a lungo questi 5 anni. Anni di crescita zero, di leggi ad personam, di reati prescritti, di autoassoluzioni, di condoni per i disonesti. Il tutto condito con commissioni d' inchiesta fondate su ipotesi di reato fasulle, messe in piedi al solo scopo di nuocere in qualsiasi modo all' opposizione.
In breve: 5 anni vergognosi.

g




permalink | inviato da il 10/3/2006 alle 22:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa

8 marzo 2006
Liste chiuse, parlamento fatto!

Non è magnifico?
Massi, ma cos' era questa mania tutta comunista di far scegliere a noi elettori i nomi dei nostri rappresentanti?
Sono o non sono i nostri politici Uomini del fare?
Ed allora se l' accollino loro questa fatica, decidano i segretari di partito se al Parlamento debba entrare una soubrette come la Carfagna piuttosto che Biasotti, Pippo Franco piuttosto che Gustavo Selva
A noi elettori resta pur sempre il compito di mettere la croce, di avallare quanto deciso da altri. Che vogliamo di più?
Anzi, sapete che vi dico?
La prossima volta i partiti se lo giochino tra loro a testa o croce il diritto di governare. Informando gli italiani a cosa fatte.
L' unico vero antidoto alla partitocrazia è il proporzionale regalatoci da Berlusconi. Per il quale non lo ringrazieremo mai abbastanza.

g



permalink | inviato da il 8/3/2006 alle 15:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

sfoglia febbraio   <<  1 | 2  >>   aprile