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Gianni' s own logbook

27 febbraio 2006
Mr. Berlusconi va a Washington
 Quello di parlare al Congresso americano riunito in seduta plenaria è un onore che finora Bush ha riservato a pochi capi di Stato esteri: Blair, Aznar, Karzai, Yushenko.
Averlo concesso anche al Premier italiano, è un riconoscimento per il ruolo di più fedele alleato dell' America svolto dal nostro Paese in questi anni.
Riconoscimento tanto più gradito da Berlusconi, perché capita nel bel mezzo di una campagna elettorale per lui tutta in salita, posto che i sondaggi danno la CDL ancora indietro di 4-5 punti.
Saprà il leader azzurro essere all' altezza della situazione? O per meglio dire, parlerà da presidente del Consiglio italiano o da leader di F.I.?
Staremo a vedere.
Le numerose gaffes commesse dal Nostro ai numerosi vertici internazionali però, non lasciano ben sperare.
Anche i suoi precedenti viaggi in America non furono esenti da papere madornali. Come quando alla Borsa di New York invitò la locale bussiness community ad investire in Italia perché, cito " Ho sconfitto i comunisti e le segretarie italiane sono le più carine d' Europa".
Quel che è certo è che al ritorno cercherà di capitalizzare la sua visita Oltreoceano in termini di voti.
Cosa questa del tutto lecita.
A patto che non ripeta la figuraccia fatta il 31 ottobre scorso, quando costrinse il portavoce della Casa Bianca  a smentirlo perché, dopo un incontro con Bush, aveva detto che gli americani “temevano” una vittoria dell’Ulivo.

g



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27 febbraio 2006
Discutibile iniziativa di Pera
Avrete letto tutti dell' iniziativa "Manifesto per l' Occidente" lanciata dal sen. Pera.
Discutibile e per i tempi e per i modi.
Per i tempi, perché in campagna elettorale rischia di trascinare le istituzioni nella contesa tra i partiti. Ricordo che quella ricoperta da Pera è la seconda carica dello Stato, dopo la presidenza della repubblica.
Per i modi, perché è stata concepita solo per alimentare divisioni e incomprensioni. 
Il Manifesto infatti è null' altro che la summa delle teorie dei teocon, degli integralisti di casa nostra.
Gente per la quale gli unici valori degni di rispetto sono quelli cristiano-occidentali.
Ecco un passaggio illuminante "(...) Si predica l'uguale valore di tutte le culture(...)"
Dal negare che tutte le culture abbiano pari dignità all' affermare la superiorità di una razza rispetto all' altra, il passo è breve.
Del resto, Pera non è forse colui che mise in guardia contro il "meticciato"che a suo dire minerebbe l' Europa?

g



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23 febbraio 2006
Il rapporto da tenere con l' Islam lacera la CDL

Dopo le ultime prese di posizione della Lega e di alcuni atei devoti, gli elettori hanno diritto di sapere quale sarà il rapporto che la CDL intratterrà con i mussulmani in caso di vittoria alle elezioni.
Si seguirà la strada del dialogo con l' Islam moderato, indicata da Berlusconi, Fini e Pisanu, oppure quella di un confronto sempre più duro, con risposte colpo su colpo, senza distinguere tra mussulmani buoni e cattivi, imboccata da personaggi non certo di secondo piano quali Pera, Ferrara, Guzzanti, Baget-Bozzo e la Lega?
E' inutile Berlusconi cerchi di negarlo, sulla questione gli attriti all' interno della coalizione ci sono, e anche abbastanza forti.

Ebbene, prima del 9 aprile abbiamo il diritto di sapere quale sarà la linea seguita in politica estera da un eventuale governo di cdx.
Vogliamo sapere se dovremo metterci l' elmetto, perché avrà prevalso la linea del confronto auspicata dal presidente del Senato e dalle camice verdi, oppure se dovremo prepararci a nuove elezioni, perché la vittoria dei fautori del dialogo avrà indotto la Lega a far cadere il governo.

g




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22 febbraio 2006
La paura della multiculturalità

Ma perché cosi tanti italiani son terrorizzati dalla prospettiva di dover vivere in una società multirazziale e multiculturale?
E' provato che la mescolanza di razze e culture sia alla lunga un fatto positivo.
Dove sarebbe oggi l' America senza l' apporto fornitole da 150 anni in qua da italiani, irlandesi, cinesi, ebrei?
Del resto non sarebbe certo la prima volta che il Belpaese dove il si suona si trasforma in melting pot.
Siamo sopravissuti a molte invasioni, ed ognuna ha lasciato più di quanto abbia preso.
Se siamo un popolo di santi, poeti, navigatori ecc. ecc. lo dobbiamo anche alla prodigiosa mescolanza di sangue e razze protrattasi per secoli.
Ha voglia Pera di protestare, gli italiani sono già tutti meticci.
Senza contare che l' invasione attuale è del tutto pacifica. La stragrande maggioranza viene infatti ad aiutarci, a fare quei lavori che a noi non garban più. Lavori che pur qualcuno bisogna che faccia: muratori, badanti, netturbini, tornitori, manovalanza agricola.

Eppure a tanti di noi dan fastidio. E la diversità di religione è solo una scusa. Perché coloro che oggi non vogliono i musulmani sono gli stessi che 40 anni fa non volevano i meridionali. Quindi, se non ci fossero gli arabi, se la prenderebbero con qualsiasi altro purché diverso per lingua, razza, cultura, orientamento sessuale, provenienza geografica. E le scuse son sempre le solite: ci rubano la casa e il lavoro, attentano alle nostre tradizioni, alla nostra cultura. Come se ne avessero una. Infatti han dovuto inventarsene una fittizia, di cultura, da poter rivendicare.
Son costoro persone che vivon nella paura, che per nulla al mondo si allontanerebbero dal paesello, dalla provincia natia. Gente infelice, che vive male, piena di conflitti interiori irrisolti epperciò grondante rabbia e risentimento. Gente tetragona al nuovo, priva di qualsiasi barlume di curiosità per lingue, tradizioni, culture che non sian la loro. Trovano nel diverso, come detto non sempre e non solo musulmano, un facile capro espiatorio col quale prendersela, sul quale sfogare le proprie inconfessate frustrazioni.
Sono la parte peggiore ma grazie al cielo minoritaria di questo grande Paese..

Siano dunque benvenuti da noi gli stranieri di ogni razza e religione del mondo. Non vedo l' ora d' incontrarli. Giacché, come diceva un famoso slogan pubblicitario dell' American Express di alcuni anni fa: "Strangers are simply friends that we haven' t met yet", gli stranieri sono semplicemente degli amici che non abbiamo ancora incontrato.

g




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21 febbraio 2006
Eufronio torna finalmente a casa

Rinvenuto a Cerveteri durante uno scavo clandestino, esportato illegalmente dall' Italia nel 1971, finito al Metropolitan di New York, grazie agli sforzi di tutti i ministri della Cultura succedutisi negli ultimi decenni, buon ultimo Buttiglione, il cratere di Eufronio tornerà prossimamente a casa.

Capolavoro della ceramica e della pittura attica del V secolo a.C., il vaso raffigura un episodio poco noto della guerra di Troia: la morte di Sarpedonte, ucciso per mano di Patroclo, mentre Zeus e Dioniso assistono alla scena.

Ignoro chi vincerà la disputa già iniziata a suon di carte bollate tra il museo etrusco di Roma e quello di Cerveteri per ottenere il vaso.
Quello che so è che nessuno dei due, per cronica mancanza di fondi, potrà permettersi di esporre il capolavoro di Eufronio come lo vidi esposto in tutta la sua gloria al Met negli anni 80: su di una colonna, al centro di una sala ottagonale costruita appositamente e riservata unicamente al prezioso reperto.
Probabilmente finirà in un' anonima vetrinetta, in compagnia di altri esemplari meno famosi.

Ma la cosa non ha troppa importanza. L' importante è che dopo 35 anni anni di lontananza, Eufronio sia finalmente sulla via di casa.

g








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20 febbraio 2006
Grido di dolore dalla Padania: "Difendiamo le nostre radici!"
Leggendolo sono sobbalzato sulla sedia. Dove andremo a finire, mi son chiesto, se anche alle radici leghiste vien meno il rispetto?
E chi, chi sono quei marrani pronti ad inquinare le sorgenti del dio Po, quei lestofanti che tramano di mettere le mani sulla Sacra Ampolla, quei felloni intenzionati ad abolire il matrimonio celtico e i riti druidi?
Insomma, chi attenta alle secolari radici padagne?
Ragazzi non facciamo scherzi, fuori i nomi perché Borghezio ha già minacciato di fare lo sciopero del gorgonzola se non gli consegneremo i colpevoli.
Non vorrete avere sulla coscienza il fallimento dei produttori di gorgonzola di tutta la provincia di Novara, spero.

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17 febbraio 2006
I veri leader guidano il popolo, i populisti lo inseguono
 Tutti sappiamo in che modo Berlusconi giustifichi le sue gaffes ai vertici internazionali o le sparate alla stampa su Napoleone e Gesù.
Col fatto di avere poco senso dello Stato. Lo ammette pubblicamente lui stesso. Aggiungendo però subito dopo di averne uno invidiabile per la gente, per quello che pensano e vogliono i cittadini. Sottendendo con ciò di quanto egli sia diverso, migliore dei politici professionisti. I quali, chiusi nella loro Torre d' avorio, non hanno contatti col popolo. Non lo capiscono. "Il presidente è sempre in sintonia con la maggioranza dei cittadini" fa sapere, rapito, Bondi.
Tradotto, il messaggio significa che Silvio è uno dei tanti, uno di noi. E se facciamo bene attenzione, noi cittadini comuni, non ci sarà difficile incontrarlo un giorno sull' autobus mentre da Arcore si reca agli studi Mediaset di Cologno Monzese, come un qualsiasi pendolare, oppure al mercato mentre compra le zucchine, come una qualsiasi casalinga di Voghera.

Ma è proprio vero che Silvio è dotato di un innato sesto senso per quello che pensa e vuole la gente?
Balle.
Alcun sesto senso, nessuna sintonia. Piuttosto, sono le dritte che gli arrivano dai suoi  focus groups sparsi per l' Italia.
Funziona cosi: la massaia al mercato a domanda dell' intevistatore risponde che i politici sono tutti uguali, tutti ladri?
State pur certi che due giorni dopo Silvio ribadirà di essere solo temporaneamente prestato alla politica, per salvare l' Italia dai politici professionisti che l' hanno dissanguata rubando a man bassa, specie quelli di sinistra
A domanda mirata il commerciante si lamenta per l' esosità del fisco proprio mentre i profitti calano per via dell' euro?
Toh, guarda la coincidenza, anche il Premier la pensa esattamente cosi. Aggiungendo che evadere in certi casi è giusto e che a volere l' euro fu Prodi.
Capito il trucco?
Intendiamoci, anche la sx ha i suoi bravi focus groups. E non vi è certo bisogno di pagare un esperto per scoprire cosa ne pensi dei politici l' uomo della strada. Però Prodi non si vanta ad ogni pié sospinto di essere in sintonia con la gente. I veri leader guidano il popolo, i populisti alla Silvio lo rincorrono.

Ricapitolando: Silvio non ha senso dello Stato, non è un leader, delle sue presunte doti imprenditoriali non se n' è vista l' ombra tanto che l' economia è andata a rotoli, la sua politica estera fatta di pacche sulle spalle con Bush e Putin non ci ha risparmiato il taglio alle forniture del gas.
In compenso ha litigato con Ciampi, con l' ANM, con la Consulta, con la stampa straniera, con gli europarlamentari di Strasburgo
Mi dite a che serve Berlusconi e perché dovremmo dargli un secondo mandato?

g



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17 febbraio 2006
Silvio fa shopping di dati
"Berlusconi non commissiona sondaggi, compra dati"  queste le parole di colui che per lungo tempo fu il sondaggista di fiducia del Premier, Luigi Crespi. Parole risalenti alla vigilia delle regionali dell' anno passato, quando un Berlusconi raggiante fece sapere che la CDL era in testa di ben 3 punti nei sondaggi. Poi sappiamo come fini.
Quest' anno la storia s' è ripetuta, con una variante di non poco conto.
Non essendo alcun istituto di ricerca italiano disposto a vendergli dati falsi, Berlusconi se li è andati a comprare in America.
Giustificando il tutto col fatto che i ragazzi dei call center, quelli incaricati di intervistare un campione d' italiani per conto degli Istituti di sondaggio di casa nostra, sono tutti di sinistra.
E quindi pongono le domande in modo capzioso, sibillino, distorto, per ottenere risposte favorevoli alla sx!
Quest' uomo non ha senso del ridicolo.

Per principio tutti i sondaggi sono inaccurati, quindi diffonderli non comporta alcun illecito. Manco quando sono palesemente falsi, come nel caso dei dati americani comprati da Silvio. Il quale ha aggiunto che se i risultati dell' urna, i voti veri, dovessero discostarsene, lo dovremo ai brogli della sinistra.
Nessun illecito dunque. Solo, c' è andata di mezzo la verità.
Ma non è la prima volta e non sarà certo l' ultima che Berlusconi mostra supremo disprezzo della verità.

g





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16 febbraio 2006
Elettori di centro e partiti di centro
 Serve fare una differenza? Eccome se serve. "Gli elettori di centro sono preziosi perché meno ideologici e più orientati ai risultati, a differenza dei loro connazionali di dx e di sx. Hanno una mobilità di voto che vivacizza la competizione tra i due schieramenti e rafforza il controllo dell'opposizione sulla maggioranza. I partiti di centro invece sono dannosi perché quando assumono consistenza diventano inamovibili e depotenziano la competizione politica a sfavore del buongoverno."
Parole non mie ma di Franco Bruni sulla Stampa di alcuni mesi fa.
Purtroppo in Italia sono ancora troppi i partiti che, furbescamente, si definiscono di centro. Anche se sono alleati gli uni con Bertinotti e gli altri con la Mussolini.
Perché dico furbescamente?
Perché in un sistema a due coalizioni contrapposte, destra e sinistra, conservatori e progressisti, chiamatele come volete, definirsi di centro è un controsenso, uno specchietto per attirare i merli
No, il centro politico dev' esser lasciato libero perché li c' è il grosso del corpo elettorale, li c' è la maggioranza degli italiani. I quali, di volta, in volta, sceglieranno di essere governati dai progressisti o dai conservatori, dalla destra o dalla sinistra.
Diffidate quindi, cari amici, dai partiti che parlano di resuscitare un Grande Centro e dai loro esponenti politici: i Mastella,Casini, Follini, Rotondi
L' esperienza di un grande, inamovibile centro l' abbiamo fatta. Sono stati 50 anni di sostanziale immobilismo, dove ogni pur necessaria riforma veniva sistematicamente rinviata, ogni problema lasciato incancrenire. Quei 50 anni ci son bastati.

g



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15 febbraio 2006
Smascheriamo le bugie di F.I. sul web!

Da http://www.ragionpolitica.it/testo.4798.libert_non_sinistra.html

La libertà non è di sinistra

di Francesco Pasquali - 14 febbraio 2006

«Intendiamo lanciare per gli anni a venire la proposta di un nuovo servizio civile nazionale, attraverso il quale tutti i ragazzi e le ragazze possano maturare un'esperienza significativa delle vicende e dei problemi del proprio territorio, dei soggetti pubblici e privati che lo animano e che realizzano l'offerta di servizi alle persone e alle famiglie». E' quanto si legge a pagina 192 dello pseudoprogramma dell'Unione. In queste 5 righe si sostanzia la differenza che passa tra una coalizione liberale e una coalizione oscurantista e statalista.

Mentre il Governo Berlusconi ai giovani italiani ha regalato il congedo, liberandoli da quella che è sempre stata considerata una tassa odiosa sulla gioventù, Prodi e compagni ripropongono una versione morbida dei giovani Balilla. La passione per le tasse, la smania di cancellare quanto realizzato dal Governo Berlusconi e la concezione di uno Stato pronto a sostituirsi addirittura alla coscienza dell'individuo sembrano essere all'origine della proposta di Prodi che prevede il servizio civile obbligatorio. Se su Tav, pacs e politiche del lavoro l'Unione è lontana anni luce dal trovare una sintesi, sui giovani purtroppo sembra avere le idee chiare: obbligare, per fini educativi, i ragazzi e le ragazze sia italiani che stranieri a fare i volontari perfino contro la loro volontà. La libertà non è proprio un valore che si addice a questa sinistra, che è pronta a statalizzare anche le coscienze.

Cos' è che ha fatto il governo Berlusconi, abolito il militare?
Ma è sicuro di star bene, Francesco Pasquali?
Ecco qua, da
http://www.cronologia.it/storia/a33set99.htm

4 settembre 1999, GOVERNO D' ALEMA

"ITALIA-ESERCITO PROFESSIONALE.
Approvata la legge che lo istituisce. Per i nati dopo il 1986 niente più servizio militare obbligatorio. Dal 2004 l' esercito sarà solo su base volontaria. Scognamiglio, ministro della difesa, la definisce una riforma storica, anche se non tutto il governo è concorde, come ad esempio il ministro Amato."

Basta con le bugie!!
A stabilire che dal 2004 non ci dovessero essere più militari di leva fu il governo D' Alema, non Berlusconi. Questi ha solo eseguito quanto deciso da altri.
Basta raccontare frottole, Pasquali!!
E la proposta di istituire un servizio civile è sensatissima, posto che con l' abolizione del servizio militare son venuti a mancare tutti i numerosi obbiettori di coscienza prima destinati a svolgere tali compiti.

g




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14 febbraio 2006
Tutto il mondo ride di Berlusconi

The Berlusconi question: Wacky or smart politics?

Silvio Berlusconi, prime minister of Italy, wanted to set the record straight: He was "joking" when he compared himself to Napoleon. "I am the Jesus Christ of politics," he corrected himself a day later in a speech on Saturday. "I am a patient victim. I bear everything. I sacrifice myself for everyone." This came the same day that Berlusconi ...
Tuesday 2006-02-14, International Herald Tribune USA
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Berlusconi says 'I am like Jesus'
By David Willey
BBC News, Rome

Berlusconi has also likened himself to Napoleon, drawing warnings that he might meet his Waterloo
The Italian prime minister, Silvio Berlusconi, has caused a political storm by comparing himself to Jesus Christ.
And last week, the prime minister compared himself to Napoleon in describing his achievements during his past five years in office.
BBC, GB
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Italiens Premier Berlusconi wähnt sich "größer als Napoleon"

Rom - Unter mangelndem Selbstbewußtsein leidet Italiens Ministerpräsident Silvio Berlusconi sicherlich nicht: Nur Napoleon habe in seinem politischen Leben mehr erreicht als er, verkündete der Regierungschef in einer Talkshow. "Nur Napoleon hat mehr getan", sagte Berlusconi. "Aber ich bin eindeutig größer." In Italien wird am 9. April ein neues Parlament gewählt. Umfragen zufolge liegt Berlusconi deutlich hinter der Mitte-links-Opposition zurück. "Berlusconi wie Napoleon?" fragte der Oppositionsabgeordnete Alfonso Pecoraro Scanio. "Dann wird die nächste Wahl sein Waterloo."
Die Welt GERMANIA
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Berlusconi Anggap Dirinya Yesus Kristus

Tak pelak lagi, Belusconi mendapat kecaman dari berbagai pihak. Terlebih-lebih dari lawan politiknya. Demikian seperti dilansir Ananova, Senin kemarin. Kepada wartawan di Roma, PM Italia itu berujar, ''Saya Yesus Kristus politik.'' Komentar ini dilontarkan Berlusconi karena dalam karir politiknya, pria itu merasa telah mengorbankan dirinya untuk ...
Tuesday 2006-02-14, Suara Merdeka Malay MALESIA
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Papal ire as PM says he is 'political Jesus'

ROME-Silvio Berlusconi incurred the wrath of the Vatican yesterday after comparing himself to Jesus Christ. Italy's outspoken multi- millionaire prime minister has caused a storm with the comments, which came on the first day of official campaigning for April's general election. Speaking at a party rally in the Adriatic port ...
Tuesday 2006-02-14, Scotsman SCOZIA
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Berlusconi Se Crede Iisus Al Politicii

Dupa ce in urma cu cateva zile s-a comparat cu imparatul francez Napoleon Bonaparte, premierul italian Silvio Berlusconi s-a asemuit, mai nou, cu Iisus Hristos, relateaza presa locala. "Sunt Iisus Hristos al politicii. Sunt o victima rabdatoare, suport orice, ma sacrific pentru oricine si orice", ar fi spus cel supranumit "Il Cavaliere", in cadrul ...
Monday 2006-02-13, Ziarul ROMANIA
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Meet Jesus Christ (also known as Silvio Berlusconi)

Rome, Italy Italian Prime Minister Silvio Berlusconi on Monday came under fire from Church officials as well as his own allies for comparing himself to Jesus Christ. "One shouldn't speak of Christ in an improper way, it is not nice, it is not opportune and it is misguiding. Everyone should know this, especially politicians," said Ersilio Tonini, ...
Monday 2006-02-13, Mail Guardian SUD AFRICA
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Berlusconi sa prirovnal k Ježišovi Kristovi

Taliansky premiér Silvio Berlusconi sa usmieva na tlacovej konferencii na konci summitu EÚ v Bruseli. Lídri EÚ diskutovali, ako urobit z únie ekonomického tigra.Autor: REUTERSTaliansky premiér Silvio Berlusconi sa po Napoleonovi prirovnal aj k Ježišovi Kristovi. U svojich politických oponentov tým vyvolal pohrdanie, obocie však zdvihli aj ...
Monday 2006-02-13, Pravda, SLOVACCHIA
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Silvio Berlusconi se compara con Jesucristo

ROMA, Italia. Primero fue Napoleón. Ahora es Jesucristo. El primer ministro italiano, Silvio Berlusconi, se ha comparado a sí mismo con ambos, propiciando el desprecio de sus oponentes políticos e incluso el tranquilo asombro de sus compañeros de coalición. "Soy el Jesucristo de la ...
Monday 2006-02-13, La Prensa, PANAMA
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Kuk kuk - her kommer Jesus

ITALIEN: Først var det Napoleon. Nu er det Jesus. Italiens premierminister, Silvio Berlusconi, har sammenlignet sig selv med begge. Det har vakt foragt blandt hans politiske modstandere … Kommentarer . For at læse resten af denne artikel skal du have abonnement på ...
Monday 2006-02-13, Fyens Stiftstidende, DANIMARCA
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Kolejna gafa Berlusconiego

- Jestem Jezusem Chrystusem polityki - powiedzial w sobote wloski premier Silvio Berlusconi. Dodal, ze jest "cierpliwa ofiara", która poswieca sie dla kazdego. Parlamentarzysta lewicy Giuseppe Giulietti zazartowal, ze zapewne "Pan Bóg i reszta rodziny Jezusa nie przyjeli tego dobrze". Dzien wczesniej premier stwierdzil, ze tylko cesarz Francuzów ...
Monday 2006-02-13, Rzeczpospolita, POLONIA
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Correzione: tutto il mondo meno che in Vaticano. Come riporta lo Scotsman, li si sono giustamente incazzati.

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12 febbraio 2006
L' Empereur c' est moi!

Roma, 11 aprile 2006 (Ansa)

Increscioso episodio stamane a palazzo Chigi. Entrata per prender possesso degli uffici ministeriali dopo la strabiliante vittoria alle elezioni di domenica e lunedi, una delegazione dell' Unione guidata da Romano Prodi si è trovata di fronte ad uno scalmanato in doppiopetto blu il quale, scolapasta in testa e mestolo in mano, rifiutava di farli entrare. Prontamente avvertita la Forza pubblica ha faticato non poco ad aver ragione dell' energumeno, che aggrappandosi a tavoli e sedie si opponeva all' arresto strillando, in uno stentato francese, : "L' Empereur c' est moi, l' Empereur c' est moi!"

g




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11 febbraio 2006
Storie parallele di due grandi bugiardi

Eletto grazie alle combines organizzate dal fratello in Florida, riconfermato sull' onda dell' emozione degli attentati dell' 11/9, Bush ha costantemente fondato la sua azione di governo sulle menzogne: quella sulle armi di Saddam, quella sulla non pericolosità dei gas serra, quella di non essere stato prontamente informato sulla gravità del disastro che colpi New Orleans. Menzogne che stanno via via affiorando tanto da costringerlo ad inventarsi un attentato fasullo, a Los Angeles, per risollevare quel che resta della sua popolarità

Ma se Bush in parte è scusabile, perché come sappiamo un attacco terroristico negli USA ci fu, non altrettanto si può dire di Berlusconi, il quale fin dall' inizio s' inventò un pericolo inesistente, quello comunista, per essere eletto. Pericolo che oggi, per distogliere l' attenzione dal fallimento della sua politica di governo, ha prontamente rispolverato sperando sia bastevole ad assicurargli la rielezione
Storie parallele di due mediocrissimi leader, i quali hanno fondato le loro carriere politiche sulle menzogne nonché sulle paure piuttosto che sulle speranze della gente.

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10 febbraio 2006
Per tutti tranne che per Uno

Grosse novità, amici azzurri del blog. Nella speciale classifica dei nemici della libertà, stilata settimanalmente da Silvio, c'è una new entry: l' Autorità delle comunicazioni.
Quale libertà, vi chiederete voi. Ma che domanda! La libertà di Silvio di poter fare quello che gli pare, che diamine.
E' o non è il politico più grande del mondo?
Come no.
Ha o no aumentato il prestigio dell' Italia nel mondo?
Sicuro.
Ed allora perché gli impediscono di andare dove gli pare, all' ora che gli pare e starci tutto il tempo che gli pare?
Perché sono comunisti non ancora democratici, ecco perché.
Come quel D' Alema li, che pretenderebbe il Premier desse un preavviso di 24 ore come fanno tutti gli altri prima di andare a Ballarò. O come i soloni dell' Authority sulle telecomunicazioni, i quali multano Mediaset solo perché ha trasmesso un programmino di appena 3 ore dove il presidente del Consiglio si lasciava venerare dai suoi dipendenti.
Voi, suoi elettori, gli unici che Silvio considera completamente democratici, converrete con lui che tutti questi lacci e lacciuoli, tutte queste regole e regolette vanno bene per un Fassino, un Rutelli, ma non per chi ha vinto 4 Coppe dei campioni ed è salito sull' automobilina elettrica di Bush.
Ma non temete amici, affinché il petto vi si gonfi ancor più di giusto orgoglio democratico, affinché possiate guardare gli elettori di altri partiti dall' alto in basso, dopo aver vinto le elezioni Silvio modificherà questo insopportabile stato di cose con una semplice formuletta da appendere in tutti gli studi televisivi e tribunali d' Italia: "Leggi e regole valgono per tutti, salvo Uno"
Contenti?

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9 febbraio 2006
Meglio aumentare la pensione a 800 euro o ridurre il cuneo fiscale?
Ecco che arrivano le prime promesse da parte dei candidati leader. Berlusconi si è sbilanciato assicurando che entro i primi 100 gg. porterà tutte le pensioni a 800 euro mensili. Ciò significa non solo le minime, che oggi si aggirano sui 520 al mese, ma anche quelle comprese entro quella cifra e i 799 euro. Prodi dal canto suo ha replicato che ridurrà di ben 5 punti percentuali il cuneo fiscale che grava su imprese e lavoratori.
Non disponendo di dati su quanti siano gli assegni di quiescenza inferiori agli 800 mensili, o su quanto faccia in soldoni un punto percentuale dei contributi pagati da lavoratori ed imprese, tralascerò di calcolare il costo delle due leggi per le casse dello Stato, concentrandomi invece su quale delle due serva maggiormente a rilanciare l' economia.

Ed in questo senso indubbiamente la misura più efficace è quella proposta da Prodi.
Non lo dico per partito preso, ma perché un aumento pur sostanzioso come quello promesso da Berlusconi influirà sulla gelata dei consumi, che affligge da alcuni anni il nostro mercato interno, in maniera circoscritta e limitata nel tempo.
Perché quella somma in più sarà quasi interamente spesa per fronteggiare l' aumento di gas, elettricità ed imposte locali 
Mentre invece una riduzione di quella portata sul cuneo fiscale, non solo farà lievitare le buste paga di lavoratori e dipendenti, ma darà un grosso aiuto alle imprese a riacquistare un po' della perduta competitività.
In altre parole, l' aumento delle pensioni avrà effetti positivi minimi e limitati nel tempo. L' abbassamento del cuneo fiscale invece è una misura strutturale che manterrà i suoi benefici inalterati nel tempo.
Resta ovviamente aperta la questione dei costi per i conti dello Stato delle due proposte.

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