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Gianni' s own logbook

30 novembre 2006
Telekom Serbia e Mitrokhin, uno schifo infinito
Due commissioni d' inchiesta fortemente volute dall' ex maggioranza al solo scopo di gettare fango sui leader dell' opposizione, entrambe miseramente naufragate.
Con la prima s' insinuò che per l' acquisto di una partecipazione in Telekom Serbia, i leader dell' allora Ulivo avessero intascato una tangente miliardaria.
Teste della commissione, e principale accusatore dei leader del Csx, era un certo Igor Marini, già facchino al mercato ortofrutticolo di Brescia autonominatosi conte per l' occasione. Più Marini le sparava grosse, più veniva creduto dal presidente della commissione Trantino e più il Giornale se ne usciva con titoloni a tutta pagina: "I soldi di Prodi e Fassino sono in Austria!" "Marini accusa Veltroni, Rutelli e Mastella!". Uno dei commissari in quota alla CDL, l' avv. Taormina, chiese persino l' arresto di Ciampi.
Uno schifo infinito che si concluse con un nulla di fatto. Marini era un volgare millantatore e la commissione chiuse i battenti sommersa dal ridicolo.
Qualcuno si è scusato con i politici calunniati?
Macché.

Oggi che i particolari sui metodi di indagine e sulle reali finalità della Mitrokhin vengono a galla, lo schifo si ripete. Nelle vesti di Marini c' è un tal Scaramella, già indagato per traffico d' armi, e in quelle del presidente Trantino che gli dà credito c' è quella mezza tacca del senatore Guzzanti.
Abbandonato dai suoi commissari, i quali gli hanno persino impedito di approvare la relazione finale facendogli mancare il numero legale, deriso da giornalisti della sua stessa parte politica (Lehner e Ferrara), ignorato da Berlusconi, Guzzanti in questi giorni piagnucola dalle pagine del Giornale che nessuno gli dà ascolto, manco Berlusconi, nessuno ha riconosciuto le mirabolanti scoperte della sua commissione.
Grazie alla morte di Litvinenko e ad un paio di articoli di Repubblica e il Corriere, abbiamo scoperto però quali erano le vere finalità della Mitrokhin.
Non accertare che i generali del Patto di Varsavia passavano il tempo facendo piani d' invasione dell' Europa (come i loro colleghi della Nato li facevano dell' Urss, del resto) o che quel tal Antonov, impiegato delle linee aeree bulgare, si trovasse effettivamente in piazza S. Pietro il giorno dell' attentato a papa Woityla. No, queste erano quisquilie e pinzillàcchere. Il vero scopo di Guzzanti era indagare su Prodi al fine di provare che fosse il referente del KGB in Italia, pensate un po'.

E dalle intercettazioni pubblicate dal Corriere delle sue telefonate con Scaramella, emerge che la mezza tacca di senatore correva subito ad informare il "Capo" sugli sviluppi. "Hai parlato col Capo? Ne hai informato il Capo?"
chiede Scaramella "Si, la tua notizia su di lui ha avuto un forte impatto. Oggi sta in Sardegna e poi c’ha una giornata terribile, poi stasera deve cenare con Bossi" risponde Guzzanti.
Uno schifo, un senso di vomito infinito. Una Destra di magliari e maneggioni, la peggior Destra del mondo.

g



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28 novembre 2006
Cosa aspettano i PM ad intervenire contro costui?
BERLUSCONI: CI SONO STATI SOTTRATTI UN MILIONE DI VOTI
"Il risultato delle urne è stato cambiato"

20-10-2006 19:14

Termoli, 20 ott. (Apcom) - Alle ultime elezioni politiche "sono intorno a un milione i voti che ci sono stati sottratti da brogli elettorali". Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, parlando dal palco di Termoli per un comizio elettorale.

"Sono sparite anche 150mila schede bianche mentre il totale di queste è sceso del 60%. In due Regioni come la Campania e la Calabria - ha proseguito Berlusconi - il loro numero invece è salito del 92%". Questo fa dire a Berlusconi che "abbiamo l'assoluta certezza che il risultato elettorale è stato cambiato".

g

PROCESSIAMOLO PER DIFFUSIONE DI NOTIZIE FALSE E TENDENZIOSE ATTE A TURBARE L' ORDINE PUBBLICO!



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28 novembre 2006
Nauseante sfoggio di culto della personalità sul sito di F.I.
Ecco una piccola scelta delle centinaia di messaggi che in queste ore stanno arrivando al sito di F.I. Come si evince sono molto più di semplici auguri di una pronta guarigione, questo è culto della personalità bello e buono. Stalin si starà rivoltando nella tomba dall' invidia.
Dice Gesù in Matteo 5:3 che i poveri di spirito andranno tutti nel Regno dei Cieli. Se non altro questi hanno tutti il Paradiso assicurato.

da: Marco A.
Forza SILVIO! Senza di te siamo persi...non farci stare in ansia...Ti vogliamo bene e ti auguriamo una pronta guarigione. Marco e Manuela.

da: Gianfranco da Statt
Presidente non la voglio più vedere così,nei miei 18 anni non ho mai rifiutato un piatto di cannelloni al forno, ma dinanzi alla notizia del tg1,l'ho fatto!con affetto

da: Vittorio A.
Invito Tutti ad unirsi nella preghiera perchè il Signore ci conservi a lungo, in ottima salute, per il bene della Nostra Patria, il Nostro Amatissimo Leader

da: fede
corro nel vento.. e canto.. la vita intera e canto.. presidente... lei è cosi... grandissimo!!

da: SCIAMPISTA
SILVIO, HO PREGATO TUTTA LA NOTE SANTA CATERINA.OGGI STA MEGLIO E SONO FELICE COME UNA ROSA APENA SBOCIATA.STIA BENE E SI RIPRENDA.DEVE LOTTARE CONTRO I KOMUNISTI!

da: Adry Treviso
In questi attimi di paura scopriamo quando il tuo carisma e la tua grinta siano vitali per noi. Non mollare Presidente! Il 2/12 Silvio con noi!

da: Anselmo M.
Presidente sto vivendo momenti di ansia e apprensione per la sua salute. Coraggio Presidente, noi del Popolo della Libertà abbiamo bisogno di lei del suo sorriso e cor

da: lucio p Caro Silvio..ieri ho pianto per te..come ho fatto solo per mio padre....il tuo discorso e la tua resistenza fino all'ultimo è stata eroica . Lucio P

da: Francesca
Silvio, come farò senza di te...vederti accasciato sul palco mi ha spezzato il cuore. Sei il nostro faro nella notte. Non posso resistere, devo dirtelo: ti amo.

da: emanuele
Ho tremato e pianto per te. non mollare mai, ti saremo sempre vicini a farti forza. Sabato manderai a casa la sinistra perchè tu sei un uomo onesto, buono e unico.

g


E a proposito di culto della personalità questa è la foto che campeggia sul sito di F.I.




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26 novembre 2006
E dopo tre post di puro cazzeggio, torno a parlar male di Silvio
Sul Giornale di oggi, 26 novembre, l' ex presidente della Mitrokhin nonché editorialista dell' house organ della famiglia Berlusconi, Paolo Guzzanti, rimprovera al suo datore di lavoro Berlusconi Silvio, il perdurante silenzio sull' assassinio avvenuto a Londra dell' ex spia del KGB Litvinenko, morto accusando Putin di essere il mandante del suo omicidio.
Mentre Blair è furioso con Putin Berlusconi tace, sostiene non senza ragione Guzzanti.

E come potrebbe protestare o chiedere spiegazioni colui che si è sempre vantato di avere una relazione speciale col leader russo? Addirittura a una conferenza stampa congiunta, rispose a una domanda diretta a Putin negando che i russi usassero la mano dura contro i ceceni. "Si tratta di leggende messe in giro dalla stampa", affermò.
Stando cosi le cose appare difficile che Berlusconi chieda oggi conto a Putin dell' uccisione dell' ex spia del KGB o della Politkovskaya

Ma in un' intervista rilasciata a Repubblica nel marzo 2005, e ripubblicata oggi dal quotidiano diretto da Ezio Mauro, Litvinenko se la prendeva anche con Guzzanti.
Convinto com' era che l' allora presidente della Mitrokhin avesse interrogato lui ed altri ex agenti del KGB per mostrare all' Occidente quant' era pericoloso Putin, quando vide in tv Berlusconi abbracciare il capo del Cremlino capi di essere stato usato. Tutto quello che interessava Guzzanti, dice Litvinenko nell' intervista, era gettare fango sulla sinistra italiana da Prodi, ai Verdi all' Olivetti.
Quindi di cosa si lamenta Guzzanti?

g

Ecco il link con le dichiarazioni di Litvinenko a Repubblica http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/esteri/putin-spia-avvelenata/colloquio-repubblica/colloquio-repubblica.html

E quello dell' articolo di Guzzanti sul Giornale http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=136527



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24 novembre 2006
Un compagno dall' alito pesante
Era un gelido mattino invernale di molti anni fa quando m' infilai in quel grande magazzino di Tokio alla ricerca di un po' di tepore.
E subito mi diressi nel seminterrato dove c' era la sezione generi alimentari, molti dei quali erano venduti già cotti e pronti per essere consumati. Ogni reparto, pescheria, macelleria, pasticceria, metteva sul bancone degli assaggini gratis. Cosi mi feci più volte tutto il giro spizzicando qua e là e riempendomi la pancia a sbafo, come ogni buon comunista dovrebbe sempre aver cura di fare.
 
Poi salii sino all' ultimo piano, reparto giardinaggio e piccoli animali. Volevo informami sul prezzo delle Koi, le bellissime, coloratissime carpe ornamentali giapponesi. Il giorno prima ne avevo ammirato alcuni stupendi esemplari nel fossato che circonda il palazzo imperiale. Lunghe 10-15 cm alla nascita, possono raggiungere anche un metro di lunghezza e parecchi chili di peso da adulte. Sono docili, non temono l' uomo e adorano cibarsi direttamente dalla mano del padrone. Ero l' unico cliente. Un ombroso commesso mi indicò la vasca ma il prezzo era veramente proibitivo anche per un famoso comunista par mio, cosi lasciai perdere. Feci per andarmene ma il commesso mi fermò, e, sempre più accigliato, puntandomi l' indice contro mi chiese, con voce gutturale: "Italiano?"

Istintivamente feci alcuni passi indietro finendo per trovarmi addossato ad un angolo della parete. Ero praticamente bloccato. Ecco fatto, pensai, dal reparto generi alimentari devono averlo informato che ho mangiato a sbafo e ora mi toccherà pagare.
"Italiano?" ripeté impaziente.
"S-ssi" risposi balbettando.
Quello si fece ancora più sotto, e, dopo essersi assicurato che fossimo soli, inziò a cantare in perfetto italiano, fiatandomi in faccia:
"Avanti o popolo, alla riscossa, bandiera rossa..."

Emisi un sospiro di sollievo.
La conosceva tutta e tutta la cantò, ripetendo il ritornello più volte. Aveva l' alito pesante, ma sapendo quanto i giapponesi diventino irascibili se si ferisce il loro amor proprio, non osai interromperlo
Alla fine lo ringraziai della performance salutandolo a pugno chiuso, cosa che gli fece molto piacere, e me la svignai perché si era fatto tardi. Dirigendomi verso l' albergo pensai che, dopotutto, la mattinata non era andata completamente perduta. Il mio laghetto sarebbe rimasto privo di carpe, ma io avevo mangiato gratis e acquistato un compagno in più. Ancorché dall' alito pesante.
 
g

 



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22 novembre 2006
Peracottari!
E' bastato che il Giornale citasse una dichiarazione di TPS solo a metà ("Per accontentare Brussel bastava una manovra da 15 miliardi"), per far scatenare forumisti e blogghisti della destra: "Visto? Silvio aveva ragione. 35 miliardi sono troppi, ne bastavano meno della metà".

E' vero, a Brussel importa solo che il nostro deficit rientri entro il parametro del 3%. Quindi 15 miliardi erano sufficienti. Se poi però nel nostro Paese i cantieri di Anas e Ferrovie restano senza un soldo, se le nostre aziende diventano ancor meno competitive, se non si costruiscono nuove scuole e nuove infrastrutture, a Brussel non importa un fico secco. Non sono affari loro ma problemi interni dell' Italia e tocca al governo di Roma provvedervi.
Ed infatti dal momento che a Roma un governo c' è, TPS ha aggiunto: "I restanti 20 miliardi sono per lo sviluppo: l' abbattimento del cuneo fiscale, i cantieri, le scuole ecc."
Ma questa parte della frase del ministro dell' Economia è stata ignorata, sia dal Giornale che dai blogghisti della destra.

Del resto tutte le finanziarie da 14-15 anni a questa parte, da quando, cioè, sottoscrivendo gli accordi di Maastricht c' impegnammo a ridurre il nostro debito, sono strutturate cosi. Parte dell' ammontare se ne va per la correzione conti e parte per lo sviluppo. E difatti il debito, escluso il 2005, è andato progressivamente calando.
Anche l' ultima di Tremonti, quella da 26 miliardi, ne destinò 11 al risanamento e 15 allo sviluppo.
Lo stesso dicasi per le sue precedenti.
Ma ignorando tutte queste cose (troppe son le cose che ignorano) i forumisti della dx protestano perché il governo ha barato: per Brussel bastavano 15 miliardi!
Peracottari.

g



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21 novembre 2006
Finanziaria: per Prodi un drammatico calo di consensi.
21 ottobre, 1996 Corriere della Sera
 
E Palazzo Chigi perde il 14 per 100 dei consensi
Dopo la manovra i critici dell' esecutivo sfiorano il 50 per 100 (47, 8) contro il 36, 9 di chi e' ancora soddisfatto

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10 novembre 1996 - Corriere della Sera

Prova di forza del Polo: Prodi, vattene
Berlusconi: fisco opprimente, l' Ulivo ha creato un regime
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16 novembre, 1996 Corriere della Sera

Cofferati: " Il governo rispetti i patti o sara' rottura "
Fisco e occupazione saranno i temi piu' caldi dell' incontro con l' esecutivo
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17 novembre, 1996 Corriere della Sera

IL GOVERNO DELL' ECONOMIA. IL PRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA
Fossa: " Mi pare che si brancoli ancora nel buio
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20 novembre, 1996 Corriere della Sera

LA BATTAGLIA SULLA FINANZIARIA. L' INTERVISTA
" Promesse mancate, colpite le imprese "
Tronchetti: con il contributo del Polo si e' riusciti persino a peggiorare la manovra. " Altro che Europa, questa legge serve solo a non farci sbattere la porta in faccia dai partner " .
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21 novembre, 1996 Corriere della Sera

LA BATTAGLIA SULLA FINANZIARIA. Il presidente del Consiglio in un' intervista al Gr2 nega che l' esecutivo sia sbilanciato a sinistra e critica la Confindustria
Prodi: mi dimetto se non si va in Europa
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27 novembre, 1996 Corriere della Sera

D' Alema: se il governo cade si va alle urne
" Esecutivo Ulivo Polo? La gente non capirebbe " . Bossi insiste : vicenda gravissima, Romano dimettiti
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30 novembre, 1996 Corriere della Sera

Berlusconi di nuovo all' attacco: " Il premier ci porta a un regime"
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2 dicembre, 1996 Corriere della Sera

VISTO DA LONDRA
L' Economist: sorry Romano, la nostra luna di miele e' finita
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4 dicembre, 1996 Corriere della Sera

L' OPINIONE
Non raccontiamo storie: l' economia e' in ginocchio
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11 dicembre, 1996 Corriere della Sera

ECONOMIA & CONGIUNTURA / L' affondo della Confcommercio: il prossimo anno spenderemo 11500 miliardi in meno per colpa di Finanziaria ed Eurotassa
Consumi, arriva il grande freddo
Bille' : e grazie alla manovra il ' 97 andra' peggio. 
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13 dicembre, 1996 Corriere della Sera

Duro intervento del presidente della Fiat, secondo cui il Paese non crede piu' in se stesso. " L' Osservatore Romano " : permane un clima plumbeo
Romiti: l' Italia vive un momento tragico
" La gente e' disorientata, vede una classe politica incerta e senza personalita " . Fossa attacca le " profezie casalinghe " di Prodi: " Vedremo se con questa Finanziaria si entrera' in Europa " . Marzano: ora danno ragione a Berlusconi.
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8 febbraio, 1997 Corriere della Sera

Il capo del governo: esami solo nel ' 98. Ciampi: si studia l' anticipo della Finanziaria. Bene i mercati
Prodi: in Europa con i primi
Ma Dini: un anno in piu' avrebbe fatto comodo a tutti. Lira in recupero sul marco. Borsa al massimo dell' anno. Il dramma di non essere nel gruppo di testa
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13 maggio, 1997 Corriere della Sera

I dieci Paesi ammoniti dalla Commissione. All' Italia si chiede di sostituire i provvedimenti una tantum con misure strutturali
Ciampi: il deficit sara' ben sotto il 3 % del Pil
Duello sui conti pubblici. Il ministro ottiene una pagella piu' morbida dall' Europa. A giugno il piano di convergenza, promette il ministro del Tesoro Prodi: non ho dubbi, si entra 
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4 agosto, 1997 Corriere della Sera

L' OSSERVATORIO
Prodi ha conquistato anche gli elettori leghisti
Ma in autunno dovra' impegnarsi sul tema che sta piu' a cuore agli italiani: l' occupazione
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16 settembre, 1997 Corriere della Sera

Piazza Affari, balzo del 3, 5 % . Volano i Btp. Perde quota il dollaro, la lira si rafforza
Euro piu' vicino, i mercati festeggiano
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10 ottobre, 1997 Corriere della Sera

Industria, soffia il vento della ripresa
Ordini a luglio piu' 12, 1 % . Gli imprenditori: non e' un balzo occasionale. A tirare e' ancora l' auto Confindustria: sono tornati a salire la domanda e i consumi interni.
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9 febbraio, 1998 Corriere della Sera

L' OSSERVATORIO
Aumenta la popolarita' del governo. Neppure un sexgate lo scalfirebbe
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g.

credits to http://brunik.altervista.org



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20 novembre 2006
Si torna a parlare dei presunti brogli
L' intervista rilasciata da Deaglio all' Annunziata (chi se la fosse persa può vederla QUI) ha ravvivato la polemica sui presunti brogli delle schede bianche, le quali si sarebbero trasformate tutte, o quasi, in voti a F.I.
Si obietta (a destra) che l' insolita diminuzione delle bianche alle elezioni di aprile, fu dovuta all' altissima affluenza di votanti e al fatto che le elezioni fossero molto sentite. Invece, al netto dei votanti all’estero, gli elettori furono meno di 5 anni fa: 39.424.967 contro i 40.190.274 del 2001.
E come dice Deaglio nell' intervista, è proprio la constatazione che la riduzione sia stata omogenea su tutto il territorio nazionale a far insospettire. Nel 2001 la percentuale di bianche cambiava ad ogni regione: 2,6 in Toscana, 9,9 in Calabria, 5,5 in Sardegna. Nel 2006 però è accaduto l’incredibile, i dati delle schede bianche si sono omologati, stanno tutti tra l’1 e 2%, isole comprese!

C' è poi la stranezza dei dati delle prime 13 mila sezioni scrutinate (da tutta Italia), i quali confermavano il vantaggio del 5-6% a favore del Csx preannunciato dagli exit poll.
Ed è proprio dopo che gli exit poll furono resi pubblici che iniziò la rimonta della CDL.
Ora, se è dimostrato che nei sondaggi preelettorali molti italiani intervistati al telefono sulle loro intenzioni di voto raccontino frottole, è difficile e non è mai successo prima che intervistati personalmente, de visu, all' uscita dei seggi mentano in tanti.
Qualcuno che si è vergognato di ammettere il suo voto per Silvio ci sarà pure stato, non lo nego. Ma solitamente in quel caso si dichiara di aver votato per i partiti contingui, AN o UDC ad esempio. Mai per quelli della coalizione avversa.
 
Ma non è tutto, perché il 28 maggio 2006 quando 15 milioni di italiani tornarono alle urne per eleggere il presidente della regione Sicilia e rinnovare le amministrazioni di 8 province e i sindaci di 1268 Comuni tra cui Roma, Milano, Torino, Napoli e Cagliari, la percentuale delle schede bianche tornò improvvisamente nella media del 4-5%.
Molto strano, vero?

Ed allora perché se di broglio organizzato dalla CDL si trattò alla fine vinse Prodi? Perché Pisanu si rifiutò di portare a termine il broglio.
La notte dello spoglio il ministro dell' Interno lasciò il Viminale per recarsi da Berlusconi non a palazzo Chigi, ma nella residenza privata del Premier. Non era mai successo prima che un ministro dell' Interno abbandonasse il Viminale durante la conta delle schede, nemmeno per recarsi a palazzo Chigi; figuriamoci al domicilio privato di un candidato.
Ed è in quell' occasione che Pisanu si rifiutò di portare a termine il grande broglio delle schede bianche

g

Ecco l' andamento dello scrutinio la notte del 12 aprile. Le prime 13 mila sezioni confermavano il divario tra le due coalizioni emerso degli exit poll (e dei sondaggi italiani). Poi improvvisamente, ora dopo ora, la CDL recupera quasi tutto lo svantaggio.











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19 novembre 2006
Gente di bocca buona
Che certi settori della destra utilizzassero i disordini di Roma per fare un po' di sciacallaggio accomunando i violenti e i teppisti alla sinistra parlamentare, era scontato.
Lo sciacallaggio è la specialità dei Fede e dei Feltri, lo sappiamo.
Per questo dico che, oggettivamente, i minus habens i quali hanno inscenato quei disordini sono i migliori alleati di Berlusconi.
E si che per sapere cosa ne pensino veramente della sinistra parlamentare molti dei teppistelli dei centri sociali, basterebbe leggere qualche loro pubblicazione o qualche post su Indymedia.
Ecco qua sotto una scelta di quei messaggi che dimostrano come la "contiguità" tra i suddetti e la sinistra istituzionale, sia solo una comoda balla da spacciare ai lettori di Libero e agli ascoltatori di Fede. Gente notoriamente di bocca buona che di balle ne trangugia a palate e non è mai sazia.
Sono messaggi da me raccolti ai tempi del governo dell' Ulivo, quando frequentavo il forum di Indymedia.

Il governo dell'Ulivo ha saputo imbrigliare le forze proletarie per costruire politiche razziste contro gli immigrati e aprire in campo economico una guerra tra poveri dopo aver precarizzato il lavoro con la creazione delle agenzie di lavoro interinali.
Tale politica antioperaia è proseguita con il governo fascista Berlusconi dimostrando la sostanziale identita' tra il programma dell'Ulivo e quello di AN, Lega e Forza Italia.

Sul piano internazionale le politiche filoimperiali perseguite dall'ulivo non sono state contrastate da Rifondazione con la dovuta decisione e i dirigenti di tale partito si preparano a tradire nuovamente il proletariato con un progetto di grande ulivo allargato al c.d. movimento dei movimenti e settori della CGIL.

E' rivoltante vedere su indymedia insulti agli stalinisti senza cercare un dialogo e contemporaneamente non una parola sugli immondi vermi assassini diessini, sulla burocrazia piccolo-borghese dei vari Bertinotti, Mascia, e su questi immondi preti anticomunisti.

DS siete solo degli immondi criminali bastardi! Sarete annientati con tutti i mezzi!
Ci ricorderemo delle vostre luride facce!

Le bugie del PCI-DS continuano e sono il cancro del movimento operaio.
Il PCI-DS ha devastato le coscienze di tanti ragazzi che solo faticosamente solo attraverso i centri sociali e alcuni partiti comunisti possono conoscere come in realta' si sono svolti i fatti.

Basta con le bugie di stato
Basta con le bugie del PDS-DS-SS!
Basta con la criminalizzazione!

I "sindacalisti" "di sinistra" alla Cofferati sono quelli che hanno fatto l'accordo con Confindustria per la distruzione della scala mobile!
Cofferrati è stato l'amico di confindustria e di Craxi ora è un lurido diessino!

Fiducia solo nella classe operaia e nel movimento!
Prendiamo a calci Bertinotti e diessini controrivoluzionari
imperialisti!

I porci imperialisti compresi i vermi diessini hanno procurato milioni di morti per guerre, malattie, freddo, miseria!

Il criminale silenzio di Rifondazione, la rinuncia a definire criminali fascisti i poliziotti e cabinieri torturatori o i magistrati che incarcerano i compagni, è un segnale di degenerazione grave di questo partito che sta' scivolando a destra.

Le organizzazioni sindacali e i partiti comunisti devono stroncare sul nascere i tentativi del servo Cofferati di imbrigliare le forze sana rivoluzionarie in un nuovo ulivo il cui unico obbiettivo è far tornare i vermi imperialisti diessini al potere per scatenare nuovi massacri imperialisti e costruire nuovo sfruttamento ed assassinii di operai ed immigrati

E' chiaro a tutti che i governi delle sinistre da quello di Mitterand nel 1981 a quello dell'ulivo di prodi-D'alema-Rutelli non sono altro che nuove pugnalate alle spalle della classe operaia.

Morte all'Ulivo!


E questi sarebbero elettori dell' Unione?

g



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18 novembre 2006
"La Camera approva..."
Stasera, dopo aver udito il compagno Bertinotti pronunciare la fatidica frase che certificava l' ottenimento della fiducia, mi son detto: ma se uno non lo mangia in simili occasioni il caviale, quando mai lo farà?
Cosi ho ciabattato fino al frigo e mi sono aperto una scatola da mezzochilo di pregiato Beluga malossol. Badate bene: non il vile Oscètre che, mi dicono, viene servito alle cene elettorali di Forza Italia. Ma il nobile Beluga poco salato. Questo significa infatti la parola "malossol" stampigliata sulle scatole. Grazie alla simpatia e alla considerazione che alcuni compagni di Stalingrado (lo so lo so che oggi non si chiama più cosi, ma io non riesco a chiamarla con il suo nuovo nome di Volgograd) nutrono per me, ne ho sempre una buona scorta in frigorifero.

L' ho degustato cosi, nature, a cucchiaiate. Non avevo voglia di cucinarmi dei blinis, le tradizionali crespelle entro le quali i russi amano avvolgere le loro preziose uova di storione. E dopo ogni cucchiaiata un sorso del Crystal Brut di quello sporco capitalista nonché oppressore della classe operaia di Louis Roederer. L' enoteca sotto casa mia lo vende a 110 euro la bottiglia, prezzo da vero amatore. Poscia, dopo aver più volte inneggiato all' unità dei lavoratori di tutto il mondo, sono andato a nanna felice come una pasqua.
 
g




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18 novembre 2006
Un gioiello del know how comunista
Come tutti i sabati anche stamane mi son recato al lavoro. E' un lavoretto che non m' impegna troppo, solo il sabato e la domenica mattina. Lo faccio per arrotondare la mia magra pensione. Vendo l' Unità all' incrocio più trafficato della mia città, quello formato da corso Togliatti e viale Carlo Marx.

Giunto sul posto alle prime luci dell' alba, ho comodamente parcheggiato la mia ammiraglia, una Trabant del 1967. Un gioiello di ingegneria e tecnica comunista, made nella Repubblica Democratica Tedesca. Una macchina che in discesa fila come un treno. Entro le 8 avevo già venduto un centinaio di copie. Poi, dopo un' oretta di stanca, verso le 10 il traffico ha ripreso lena tanto che nelle strade adiacenti a quell' ora non c' era più un parcheggio libero. Ad un tratto, dall' altra parte della strada, vedo un tizio che si sporge da un mastodontico fuoristrada e mi fa cenno d' avvicinarmi.
M' appropinquo e finalmente al volante di un nuovo fiammante Hummer H2, 315 CV, 6000 di cilindrata, 8 cilindri a V, 100 mila euro di listino, riconosco il segretario della mia sezione. Da bravo soldatino militarizzato (ha proprio ragione Silvio, noi comunisti di base siam tutti cosi) subito m' irrigidisco nel saluto a pugno chiuso mentre il cuore mi batte a mille.
Che sia giunto il momento da me tanto atteso?

Invece "Riposo Guelfi, riposo" mi fa con intonazione annoiata nella voce "ancora non è giunta l' ora di fare la Rivoluzione. Quando verrà tu sarai il primo ad esserne informato".
Eh si perché dovete sapere che vivo solo per quello. Ogni notte mi corico, dopo aver ben oliato e lucidato la mia falce ed il mio martello, sperando che l' indomani sia il giorno buono. Il giorno in cui noi soldatini sarem chiamati dal Partito a prendere tutto il potere.
Nell' attesa che ciò si avveri, sono andato a comprare un chilo di filetto di Chianina per il compagno segretario, visto che lui non riusciva a trovare un parcheggio libero per il suo Hummer H2.

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Qua sotto potete ammirare la foto di una Trabant uguale alla mia.


 



permalink | inviato da il 18/11/2006 alle 22:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

18 novembre 2006
Un cocktail micidiale
Cosi Prodi ha definito il lascito dei 5 anni berlusconiani, vera e propria tassa di successione che questo governo è chiamato a pagare. Ma il Patacca nega, dice che sono falsità perché lui i conti li ha lasciati in ordine.
Ed allora andiamo a controllare nel Dpef 2006-2009, varato nel luglio 2005 dall' allora ministro Tremonti, lo stato dei conti pubblici e le previsioni per gli anni a venire. Questo è il link per chi volesse controllare
http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Analisi-Pr/Documenti-/Documento-/2005/DPEF-2006-2009.pdf

Leggiamo quanto scrisse Tremonti al Capitolo IV comma1,                                                  

Nel primo trimestre del 2005 il PIL ha registrato una flessione congiunturale dello 0,5 per cento, che segue quella del quarto trimestre del 2004 (-0,4 per cento). Esistono segnali di ripresa a partire dal secondo trimestre.(La ripresa non si concretizzò e l' anno si chiuse con un pil allo 0,0%-NDR)
(...)
La crescita dei consumi delle famiglie è stimata pari allo 0,8 per cento nell'anno. Complessivamente, le spese per investimenti dovrebbero registrare una diminuzione dell'1,5 per cento. Dopo anni di robusta crescita, il settore delle costruzioni mostra segnali di assestamento.
(...)                                                                                                                                  
La perdita di competitività dei prodotti nazionali e l'andamento sfavorevole dei nostri principali mercati di sbocco continueranno a frenare le esportazioni. Pertanto, il contributo netto del settore estero alla crescita del PIL è atteso negativo (-0,3 per cento) e il deficit di conto corrente della bilancia dei pagamenti dovrebbe peggiorare, passando dallo 0,7 per cento del PIL nel 2004 all' 1,4 nel 2005.
(...)
Rispetto agli obiettivi indicati nel DPEF 2005-2008, la stima della crescita del prodotto interno lordo per il 2005 è stata rivista al ribasso dal 2,1 per cento- a suo tempo stimato anche dalla Commissione Europea- allo zero per cento. Dall'analisi dei contributi alla crescita emerge il netto ridimensionamento di tutte le componenti della domanda interna, a fronte di un contributo del settore estero che si conferma negativo.

E al comma 2

Sulla base di questi andamenti l'indebitamento netto, valutato con il massimo di realismo, viene a collocarsi al 4,3 per cento del PIL. L'avanzo primario è previsto ridursi allo 0,6 per cento del PIL.
(...)
Il rapporto debito/PIL per il 2005 è stimato collocarsi al 108,2% (in aumento per la prima volta dopo 19 anni-NDR) per effetto del maggior fabbisogno finanziario, delle riclassificazioni statistiche, della minore crescita del PIL nominale e di un minor volume di privatizzazioni.

Chiarissimo, nevvero? In altre parole si trattò dell' ammissione di una disfatta.
E se non bastasse qui ci sono le tabelline a confermarlo.
Ma il Patacca giura che Prodi dice falsità.























 




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14 novembre 2006
L' incrociatore Aurora
 

C' è stata festa grande giù alla sezione del Pci-Pds-Ds della mia città, lo scorso 7 novembre.
Quello è il giorno in cui noi bolscevichi celebriamo l' anniversario della Rivoluzione d' Ottobre. La quale, come tutti sanno, ebbe inizio da un colpo a salve dall' incrociatore Aurora.
E perché festeggiate l' inizio della Rivoluzione d’ ottobre il 7 novembre? chiederete voi. Ma perché in quei giorni, in Russia, vigeva ancora l’ antico calendario ortodosso sfalsato di due settimane rispetto all’ attuale. Quindi quel 24 ottobre corrisponde al nostro 7 novembre..
 Se qualche compagno l' anno prossimo vuol venirci a trovare sarà il benvenuto. E’ facile trovarci, basta seguire corso Matteotti per tutta la sua lunghezza, svoltare per via Togliatti e parcheggiare in piazza della Resistenza proprio sotto al monumento ai Partigiani.
Li di fronte, una accanto all’ altra, ci sono le sezioni del Psi, di Rc, dei Comunisti italiani e, appunto, la nostra.

C' eravamo proprio tutti, dai cossuttiani ai rifondaroli, dai socialisti di Boselli ai cattocomunisti, più qualche toga rossa.
Abbiam fatto una gran baldoria, cantando l' intero repertorio di canzoni rivoluzionarie, dalla Carmagnola dei giacobini francesi alla Varshavianka inno delle Brigate Internazionali alla guerra di Spagna, dall’ Internazionale a Bandiera Rossa. Finendo poi con Souliko, che di rivoluzionario ha ben poco essendo una romantica canzone d’ amore russa. Ma è molto cara al nostro cuore perché era la preferita da Josip Vissarionovic, nostro grande batiuska. Quello è stato il momento più commovente di tutta la festa e molti non son riusciti a trattenere lacrime di commozione.
Le compagne, come sempre accade ad ogni ricorrenza del Partito, eran tutte smaniose di “dare ciò che natura dié perché si desse” come canta il Poeta. Ma io non ho ceduto di un millimetro. Ho dato prova di essere inespugnabile, al pari di Leningrado assediata dai nazisti. Se disperdiamo energie dandoci alla lussuria, alla débauche, quando mai avremo le forze per far sorgere il Sol dell' Avvenire?

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11 novembre 2006
Ha da passà 'a nuttata
Ma quanti giorni mancano da qui al 31 dicembre, data limite entro la quale la finanziaria dev' essere approvata?
Non molti in verità, ma per me saranno un eternità, un vero calvario.

Ogni giorno che il Padreterno manda in terra, assistiamo a un nuovo assalto alla diligenza: prima de Gregorio, poi Pallaro, quindi la Montalcini. Tutti a batter cassa. Eppoi mica ci vanno giù teneri. No, no, pretendono, minacciano, ricattano. Come se non bastasse, ci si mette pure il ministro Ferrero a votar contro l' anticipazione del Tfr. E il mio povero governucolo costretto a correre di qua e di là a turar falle con le dita. Speriamo gli rimangano dita a sufficienza per tappare i buchi che si apriranno da qui al 31 dicembre.

Una barchetta in gran tempesta, questo è il mio povero governucolo. Una barchetta costretta a navigare a vista in una notte buia buia.
Ma ha da passà 'a nuttata. E se riusciranno a giunger sani e salvi in porto, in premio avranno il dissolvimento della CDL.
Eh si, cari amici. Perché non solo l' Udc, la quale ha già un piede fuori comunque, ma anche la Lega abbandonerà la "Casa" se il governo riuscirà a far passare la finanziaria.
Maroni l' ha detto più volte.
E a quel punto bye bye Silvio.

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10 novembre 2006
Ma è proprio vero che cane non mangia cane?
 Ma vi ricordate quando la CDL voleva mettere sotto controllo dell' esecutivo giudici e magistrati con la scusa che erano una casta autoreferenziale e al di sopra della legge?
Si disse che l' art. 107 della Costituzione, quello che delega al CSM il compito di dispensare o sospendere dal servizio i magistrati sospettati di aver commesso illeciti, era insufficiente a garantire che anche i giudici fossero in qualche modo giudicati. E per meglio colpire l' immaginazione dell' opinione pubblica facendole digerire il progetto, si rispolverò il vecchio detto del "cane non mangia cane".
Sappiamo che l' intenzione primaria di Berlusconi e dei suoi accoliti non era certo quella di scovare qualche giudice corrotto o poco ligio al dovere, ma di intimidire l' Ordine mettendo sotto schiaffo i magistrati che si occupavano di inchieste politiche
Per fortuna quel proposito non andò in porto.

Oggi da Vibo Valentia ci arriva la notizia che una presidente di sezione presso quel tribunale, è stata arrestata su ordinanza del Gip di Salerno per sospette collusioni con la malavita locale. Questa è la dimostrazione che, all' occorrenza, cane sicuramente mangia cane e che la magistratura è in larghissima parte sana e dotata degli anticorpi necessari ad individuare le mele marce. Senza bisogno di controlli politici da parte dell' esecutivo.
E poi non è certo la prima volta che un giudice fa arrestare un collega. E' successo più volte in passato. I casi più famosi furono quelli di Curtò (la moglie nascondeva i soldi delle tangenti nei divani di casa), Carnevale e Squillante.

g



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