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Gianni' s own logbook

30 ottobre 2006
Preti omertosi sulla pedofilia
Dopo quello sulla droga dei parlamentari, bloccato dal Garante sulla privacy, domani sera le Iene ci riprovano con un altro servizio-bomba. E speriamo che stavolta nessuno lo censuri.
Ecco di cosa si tratta, dal sito di Repubblica:

ROMA - Come si comportano i preti delle piccole parrocchie quando devono affrontare un caso di pedofilia che coinvolge un prelato? Il programma tv "Le Iene show" ha cercato di dare un risposta a questa domanda e, con uno stratagemma, ha scoperto tra sacerdoti un atteggiamento sostanzialmente omertoso. Con nessuno di loro che, dinanzi alla rivelalazione di una madre, le ha suggerito di rivolgersi alla polizia o alla magistatura. E' quanto si vede nella nuova inchiesta del programma di Italia 1, che andrà in onda domani sera alle 21.

Bloccate dal garante della privacy per il servizio sul test anti-droga alla Camera, le Iene creano un altro caso andando a verificare "la sensibilità sul tema della pedofilia" in alcune parrocchie lombarde. Un "blitz" che segue di poco le dure parole di Papa Benedetto XVI sul fenomeno, definito "crimine enorme".

Protagonista è la Iena Elena Di Cioccio, finta mamma mite e timorata di Dio, devota e un po' dimessa, con impermeabile e foulard. Incontra alcuni preti di parrocchie lombarde, non nel segreto del confessionale ma in un ufficio, in un corridoio o davanti all'ingresso della chiesa. La storia che racconta è sempre la stessa: ha una bambino piccolo, che va alle elementari e frequenta un parrocchia vicina ma le lo vorrebbe spostare e trasferire. E alla richiesta di spiegazioni da parte del parroco, la "mamma" dopo aver finto un po' di ritrosia, confessa: è stato vittima di attenzioni sessuali da parte di un prete di un comune vicino.

A questo punto, raccontano le Iene, iniziano i "consigli" dei preti. Tutti, invariabilmente, chiedono se anche il papà del bambino è a conoscenza dei fatti e, alla risposta negativa della "mamma", suggeriscono intanto di non farne parola col marito. Poi iniziano a spiegare, secondo il racconto delle Iene, che ci sono vari modi per affrontare la situazione ma, sottolineano i responsabili del programma, nessuno di loro suggerisce di rivolgersi a polizia e magistratura. Piuttosto, la "mamma farà meglio a parlarne ad un superiore del prete o al responsabile della diocesi". Alla domanda della donna su cosa accadrà a questo prete, la maggior parte dei sacerdoti risponde che, forse, potrebbe essere trasferito.
 
Il servizio, che andrà in onda domani, è rigorosamente "schermato": non si vedranno, cioè, le facce dei sacerdoti, né si potrà individuare la loro vera voce, che è stata debitamente distorta.

(30 ottobre 2006)


g



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28 ottobre 2006
Berlusconi spende...e noi paghiamo
Sentite questa:
il 27 aprile u.s., 17 giorni dopo la sconfitta elettorale, Berlusconi, allora ancora in carica, stabili che i capi del governo "cessati dalle funzioni", ossia lui stesso, avessero diritto a conservare la scorta su il tutto il territorio nazionale nel massimo dispiegamento.
Ciò significa che 31 uomini di scorta e 16 auto, quasi tutte di fabbricazione tedesca molte delle quali blindate, resteranno a disposizione di Berlusconi 24 ore su 24 365 giorni l' anno.
A quanto sopra vanno aggiunti gli uomini in servizio permanente nelle residenze del Cavaliere a Milano, Roma e Villa la Certosa. Il tutto a spese del contribuente, ça va sans dire
Una protezione superiore persino a quella che si concedeva Arafat.
Evidentemente il Nostro non sa rinunciare a quei privilegi, sempre a spese dei contribuenti of course, un vero signore, ai quali era abituato a palazzo Chigi e che già gli valsero un richiamo della Corte dei Conti per aver sforato il budget (vedere articolo qua sotto)
Però gli azzurri s' indignano per gli 800 mila euro che Prodi regalò, DI TASCA PROPRIA, ai figli per comprarsi la casa.
Grulli!
E a proposito di Prodi, ancora ricordo quando l' estate scorsa andò in vacanza guidando personalmente la Croma di famiglia. Altro che autisti e Bmw blindate.

g

fonte della notizia http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/10_Ottobre/27/stella.shtml











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28 ottobre 2006
Dai, entra anche tu nel fantastico mondo degli azzurri!
Un mondo meraviglioso popolato di balle multicolori, grandi e piccole. Come quella che tagliare le tasse ai ceti abbienti sia il modo più sicuro per far ripartire l' economia.
Perché nessuno ci assicura che essi impiegheranno i soldi risparmiati in investimenti produttivi, come giura Tremonti. Come abbiam visto accadere, invece, è molto più probabile che se li vadano a spendere a Montecarlo o li reinvestano nella rendita, titoli di Stato italiani o stranieri.
Ma questa non è l' unica balla che popola il fantastico mondo degli azzurri.
Nella loro cervice ve n' è un' altra ancor più incrostata e dura a morire.

Ed è quella che per sconfiggere l' evasione basti abbassare drasticamente le aliquote. Nient' altro.
"La gente evade perché le tasse son troppo alte" affermano "se fossero più basse tutti pagherebbero spontaneamente il dovuto."
Come sapete questa balla ottenne l' avvallo ufficiale di Berlusconi, quando disse che oltre una certa aliquota l' evasione diventava comprensibile.
Conseguentemente ridusse le tasse, ma l' evasione continuò come e più di prima.
E sapete perché? Perché si accoppiò la riduzione a condoni e scudi fiscali.
Se non si fa anche una dura lotta all' evasione è inutile ridurre le aliquote, perché i cittadini continueranno ad evadere anche avendo una massima al 20 al posto dell' attuale 41%.
Invece il duo Berlusconi-Tremonti fece tutt' altro: abbassò le tasse, ma anziche fare al contempo una seria lotta all' evasione introdusse condoni e scudi fiscali. Un doppio regalo agli evasori, in pratica.

g



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27 ottobre 2006
Odo Gelli far festa
Marco Travaglio mi scuserà se gli rubo un titolo, ma mi sembra quanto mai appropriato alla stiuazione.
Ecco qual' è lo stato dell' arte:

2001, Dossier Telecom- Pirelli: Prodi e alcune persone a lui vicine vengono spiate, intercettate, pedinate. Dell' esistenza di questo dossier ne siamo venuti a conoscenza solo quest' anno, dalle pagine del Corriere. Due giorni dopo (non prima!) che Prodi si recasse in parlamento per rispondere sulle dimissioni di Tronchetti Provera.

2003, Caso Telekom Serbia: Prodi, Fassino, Dini e Micheli vengono accusati di aver intascato soldi nella compravendita di parte della società telefonica serba da parte di Stet. Il Giornale si butta sul caso dedicandogli ben 70 prime pagine in tre mesi (qui un' ampia scelta) ma alla fine saranno gli accusatori a finire sotto accusa.

2004, Spionaggio tributario, iniziato nel 2004 e proseguito fino a qualche mese fa. sempre ai danni di Prodi. Il 7 aprile di quest' anno, due giorni prima delle elezioni, il Giornale pubblica un articolo scandalistico sulle donazioni dei coniugi Prodi ai figli. Uno degli atti di donazione risale a due settimane prima, quindi non dovrebbe essere ancora di dominio pubblico posto che i notai hanno 30 giorni di tempo per la trascrizione. Però il Giornale ne è già a conoscenza. Non solo, il quotidiano pubblica anche l' entità del donativo, cosa che da una trascrizione normalmente non risulta. 

Se a ciò ci aggiungiamo:

A) il dossier ritrovato giorni fa nell' ufficio di Pompa sui nemici del governo Berlusconi (c' è anche scritto che andavano "disarticolati") risalente al 2001.

B) I falsi scoop su Prodi confezionati da Pompa e pubblicati da Farina su Libero dietro compenso di 5-7 mila euro al pezzo.

C) Le trascrizioni di telefonate tra Fassino e Consorte pubblicate dal Giornale (sempre loro!) nella vicenda Unipol ("nulla di penalmente rilevante" ammise Berlusconi dopo esser andato in procura a denunciarle)


Ebbene dopo tutte queste cose non udite anche voi, cari lettori del blog, Gelli far festa?

g



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26 ottobre 2006
Silvio, il benefattore delle PMI
Tutti ricordiamo l' incontro organizzato da Confidustria a Vicenza alla vigilia delle elezioni. Quando Berlusconi ottenne ovazioni da stadio dalle seconde file, dai piccoli e medi industriali seduti alle spalle di Montezemolo.
E' arcinoto a tutti, infatti, che i piccoli e piccolissimi imprenditori stravedono per Silvio.
Ancora la settimana scorsa, sempre a Vicenza, il 50% di coloro che era alla manifestazione della CDL erano artigiani e piccoli industriali del nordest.
E allora andiamo a vedere dai titoli dei giornali come se la passarono le piccole e medie imprese nella scorsa legislatura. Quando Silvio, il loro eroe e benefattore, regnava.


ITALIA OGGI
del 14/6/2002
PMI EDILI, GOVERNO DISTRATTO

ITALIA OGGI
del 4/7/2002
SANGALLI (CNA), PMI DIMENTICATE

ITALIA OGGI
del 18/10/2002
FINANZIARIA SCONTENTA LE PMI

ITALIA OGGI
del 15/11/2002
ALLE PMI LE SOLITE BRICIOLE

ITALIA OGGI SETTE
del 20/10/2003 MANOVRA BOCCIATA DALLE PMI

GAZZETTINO
del 3/12/2003
FINANZIARIA, BRICIOLE PER LE PMI

SOLE 24 ORE
del 3/1/2004
VENTURI: "GOVERNO LATITANTE, SUBITO UN PIANO PER LE PMI."

SOLE 24 ORE
del 7/2/2004
CONFINDUSTRIA: ESAURITI I FONDI PER LE PMI

ITALIA OGGI
del 3/7/2004
MALAVASI (CNA): PMI DANNEGGIATE

ITALIA OGGI
del 28/10/2004
MALAVASI: PIU' TASSE E NESSUN AIUTO PER LE PMI

SOLE 24 ORE
del 3/2/2005
SEGNALE SCORAGGIANTE PER LE PMI

GAZZETTINO
del 3/2/2005
COME SALVARE LE PMI

ITALIA OGGI
del 16/2/2005
PMI A RISCHIO SE IL GOVERNO NON SI MUOVE

SOLE 24 ORE
del 31/3/2005
PIOL ELSERINO: "PMI LASCIATE SOLE A INNOVARE"

ITALIA OGGI
del 3/8/2005
PMI, LA RIPRESA RESTA ANCORA LONTANA

SOLE 24 ORE
del 10/8/2005
LE PMI SCHIACCIATE DAL FISCO

CAMPANILE
del 19/10/2005
VENTURI "MANOVRA INADEGUATA E INSUFFICIENTE PER LE PMI"

SOLE 24 ORE
del 10/10/2005
PMI, CARO - BOLLETTE FINO AL 15%

ITALIA OGGI
del 16/2/2006
Intervista a MALAVASI: "MA ALLE PMI VANNO LE BRICIOLE"

Come vedete le PMI presero nient' altro che legnate. Eppure artigiani e piccoli imprenditori son tutti li in piazza a gridare viva Silvio. Cos' è, vuoto di memoria?

g

fonte dei titoli: archivio stampa Camera dei deputati



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26 ottobre 2006
Spiati Prodi e la moglie
MILANO - Il presidente del Consiglio Romano Prodi e sua moglie, Flavia Franzoni sono stati oggetto di accessi abusivi per controllare la loro posizione tributaria 128 volte.
Della vicenda si sta occupando la Procura di Milano, che ha ricevuto una denuncia del ministero dell'Economia.
Sono quindi scattate 128 perquisizioni nei confronti di altrettanti presunti autori degli accessi abusivi.
Fra questi i dipendenti delle Agenzie delle Entrate, dell'ufficio dogane e del Demanio e militari della Guardia di Finanza. L
e operazioni sono eseguite dallo Scico della Guardia di Finanza di Roma.

fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/main/visualizza_fdg.html_2020651640.html


Oh, poi ci sarebbe la storia della listarella dei "nemici" del governo Berlusconi (quello del 2001) trovata nello studio di Pio Pompa, il galantuomo, si fa per dire, che pagava Farina per pubblicare canagliate su Libero.
In essa sono contenuti nomi di politici di sinistra e di molti magistrati considerati pericolosi per quel governo. Accanto a ogni nome una sorta di programma operativo per contrastarne le attività.

fonte http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/10_Ottobre/26/bianconi.shtml

I due episodi confermano che alcune, troppe frange di questa destra sono pericolose per la democrazia.

g



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26 ottobre 2006
Il risanamento, è questa la missione compagni
Leggo sui giornali, sopratutto di sinistra, che il calo della popolarità del governo derivi dal non aver saputo spiegare agli italiani la ragione, lo scopo di una finanziaria tanto pesante. Dal non aver saputo indicare al Paese un traguardo condiviso, una missione in cui tutti potessero riconoscersi. Come fu fatto nel 1996 quando si trattò di entrare in Europa.
Eppure Prodi e altri del governo l' hanno detto più volte: la missione è il risanamento delle finanze del Paese.
Dice, ma Berlusconi afferma di aver lasciato i conti in ordine, quindi cosa c' è ancora da risanare? A parte che è falso che i conti lasciati da Berlusconi siano in ordine, ma fintantoché un paese avrà un debito al 106% del pil, e in risalita, accoppiato a un avanzo primario pari a zero e un' evasione stimata in 100 miliardi di euro all' anno (3 volte questa finanziaria), i conti non saranno mai in ordine.
Che a destra facciano finta di non capirlo per chiamarsi fuori e non contribuire al risanamento, passi. Sappiamo che a loro interessa solo la salute del proprio portafoglio, vada pure in malora l' Italia. Ma che non lo capisca l' elettorato di sinistra è incomprensibile.

g



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25 ottobre 2006
La destra gioisce per l' affossamento di un D.L. mirato alle fasce deboli della popolazione
Oggi al Senato il governo è stato battuto su un decreto legge che mirava ad aiutare le fasce più deboli della popolazione, quello sugli sfratti.
Il provvedimento, varato dal governo il 22 settembre, stabiliva il blocco degli sfratti per tre mesi per le famiglie con reddito inferiore ai 27mila euro e con figli a carico o persone con seri handicap o al cui interno vivano malati terminali o ultrasettantenni.
Quest' opposizione indecente invece l' ha affossato. Non solo, l' esito della votazione è stato accolto con strepiti di gioia e gran battimani dalla destra.
E questa è l' ennesima dimostrazione su chi stia veramente dalla parte dei deboli e degli indigenti.





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24 ottobre 2006
Leggiamo l' accordo sul Tfr in dettaglio
Innanzitutto chiediamoci: cosa comporta veramente quest' anticipo di un anno della riforma Maroni, solo il trasferimento dei flussi futuri inoptati del Tfr all' Inps? E' solo per questo che la riforma è stata anticipata?
Naturalmente no.
Prima intenzione del governo era quella di far finalmente decollare la famosa previdenza integrativa, della quale si parla da anni. Tutti ne riconoscono la necessità e l' urgenza, posto che senza di essa chi oggi entra nel mondo del lavoro avrà pensioni da fame.
Averla anticipata di un anno è cosa ottima. Prima si parte e meglio è, insomma.

Ovviamente toccherà al singolo lavoratore decidere come impiegare il suo Tfr. Avrà 8 mesi di tempo per farlo (i 2 che mancano alla fine dell' anno più i primi sei del prossimo) tempo più che sufficiente a prendere una decisione oculata.
Avrà due opzioni: prelevarlo tutto destinandolo a uno dei tanti fondi pensione sul mercato. Ve ne sono di vari tipi, non solo quelli integrativi (promossi cioè congiuntamente da sindacato e azienda), ma anche di collettivi aperti, promossi da banche o altri soggetti finanziari. Volendo potrà anche investirlo in un piano pensionistico individuale proposto dalle assicurazioni (Mediolanum e Silvio ringraziano).
I fondi pensione esistenti hanno negli ultimi anni garantito rivalutazioni del 7/8%. (fonte Covip, comitato vigilanza fondi pensione)

L' altra opzione sarà quella di lasciarlo in azienda, sapendo che, indipendentemente dal numero degli addetti e quindi indipendentemente dal fatto se finirà all' Inps o meno, il suo Tfr mediamente si rivaluterà di circa il 2-3% annuo netto. E' facile prevedere che i soggetti più portati al rischio investiranno l' intera somma in qualche fondo pensionistico o assicurazione esterna, altri invece non faranno alcuna scelta per garantirsi quel 2-3% annuo. Pochi ma sicuri.

Oltre a far decollare la previdenza integrativa a tutto beneficio dei lavoratori, quali vantaggi si ripromette il governo?
Essendo il flusso annuale totale del Trf mediamente di circa 14 miliardi (fonte Covip), se anche solo la metà dei dipendenti deciderà di prelevarlo tutto per investirlo fuori dall' azienda, il sistema finanziario italiano si gioverà di nuove cosipicue risorse.
Degli altri 7 miliardi (l' inoptato) si calcola che circa il 40%, (proveniente dalle aziende con più di 50 dipendenti) finirà al fondo per le infrastrutture presso l' Inps.
Soldi che, come dice la parola, serviranno per ferrovie, strade, passanti e quant' altro.
Un accordo esemplare insomma che recherà solo benefici, al lavoratore in primis, ma anche a banche, assicurazioni, la Borsa, le infrastrutture.
Ma non alle grandi imprese! obbietterà il solito Pierino. Nient' affatto, perché le imprese godranno degli sgravi e delle compensazioni già previste dalla riforma Maroni. Senza contare che si rifaranno alla grande col taglio del cuneo fiscale.

g




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23 ottobre 2006
E' una finanziaria classista!
Lo afferma Montezemolo e lo sostiene Casini, lo dice Cicchitto e lo giura Schifani. Tutta la destra si lamenta in coro: "Questa è una finanziaria classista!"
Embè, forse la legislatura che ci ha preceduto è stata equa, meno classista?
Misure quali l' abolizione della tassa di successione per i superricchi, lo scudo fiscale per i capitali esportati illegalmente, il condono agli evasori, il 70% del taglio Irpef destinato ai benestanti, eran misure che interessavano tutti i cittadini, ceto medio-basso incluso, o eran piuttosto riservate a una ben determinata classe?
Ah già, conosco la teoria neoliberista "Dobbiamo tagliare le tasse ai ricchi, perché spenderanno tutti quei soldi in più che si ritrovano in tasca facendo cosi ripartire l' economia"
E li hanno poi investiti in modo produttivo, quei soldi in più, i beneficiati dal liberista de noantri Tremonti Giulio, o li han destinati alla rendita?
E' forse ripartita l' economia nel quinquennio berlusconiano?
Macché.

Eppure in un momento di lucidità il prof. Brunetta, economista di F.I., non certo un comunista, in un' intervista del 2005 aveva ben spiegato qual' era la situazione italiana: "
Negli ultimi dieci anni c'è stata una grande redistribuzione a favore dei profitti e non dei salari. Questo è un fenomeno che ogni tanto avviene e che è anche funzionale quando si devono accumulare capitali per una fase di rilancio o di innovazione profonda. In quel caso i profitti vanno in nuovi investimenti in ricerca, in capitale fisico e in capitale umano. Ebbene, da noi dove sono andati? Non risultano che siano finiti nelle cose che ho elencato, sono finiti nella finanza pura e nelle rendite, e questo è negativo perchè quando la redistribuzione della ricchezza va a creare nuova ricchezza c'è sviluppo, quando finisce nella rendita l'economia soffre. Mi creda, è questa la vera malattia dell'economia italiana, non le delocalizzazioni."

E se sapevano come stavano le cose perché i liberisti de noantri hanno insistito nel fare 5 finanziarie classiste su 5?
Vediamo chi mi sa dare una risposta.

g



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22 ottobre 2006
La tassa di successione? Fu abolita dall' Ulivo.
La legge n.342 del 21 novembre del 2000 varata dall' allora governo Amato conteneva, all' art.69, una nuova normativa in materia d' imposte sulle successioni e donazioni.
La normativa precedente, emanata nel 1990 (dlgs 346/1990), era strutturata in modo da operare:

 
A) un primo prelievo sul valore globale netto dell’asse ereditario o sulla donazione. Tale prelievo era dovuto soltanto al di sopra della soglia di franchigia (10 milioni di lire) mentre, al di sotto, l’imposta non doveva essere applicata;                                                                        

B) un secondo prelievo, che si aggiungeva al primo, nei confronti dei beneficiari e in funzione della quota a ciascuno di essi spettante; era comunque prevista un’esenzione del tributo per le quote di valore non superiore a 10 milioni di lire e un’esenzione per le quote di valore non superiore a 100 milioni di lire, nel caso i cui i beneficiari fossero fratelli, sorelle o affini in linea retta del dante causa.                                                                


C) per cifre superiori ai 100 milioni fino ai 250 l' aliquota per gli eredi in linea diretta era del 3% (5% per gli altri parenti fino al IV grado)
Seguivano poi altri scaglioni con aliquote sempre più progressive, fino a un massimo del 25% (sempre per gli eredi diretti) per cifre pari o superiori a 3 miliardi di lire.

Se poi nella successione venivano trasferiti beni immobili (case, terreni, aziende) lo Stato esigeva dagli eredi un ulteriore 3% in imposte catastali e ipotecarie.
Sarà chiaro a tutti che con una franchigia ridicola di 10 milioni di lire e imposte anche sulla prima casa o sull' impresa, le tasse di successione colpivano praticamente chiunque beneficiasse di lasciti o donazioni.

Con quella legge del novembre 2000 invece, il governo Amato esentò totalmente dall' imposta la prima casa e l' azienda ricevute in eredità, elevando poi la franchigia a 350 milioni di lire per ogni erede in linea diretta, 500 in caso di portatori di handicap.
Tali esenzioni e franchigie erano sufficienti ad esentare il 90% delle famiglie italiane da qualsiasi pagamento d' imposta in caso di eredità.

Come sappiamo solo un anno dopo Berlusconi cancellò completamente le imposte di successione, beneficiando cosi anche i miliardari come lui. In quel modo l' Italia divenne l' unica democrazia occidentale a non prevedere manco un cent d' imposta per i lasciti multimiliardari.

g

fonti www.geonetwork.it/normativa/Documento346.pdf
       www.segnalibrosrl.it/news/allegati_esercitazioni/53/21_successioni.doc




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21 ottobre 2006
Solo 4 gatti ad ascoltare l' ex leader della CDL a Vicenza
Narrano le cronache che in occasione della manifestazione della Cdl a Vicenza, vi fosse più gente sul palco che in piazza.
Ma la stampa, si sa, è egemonizzata dai comunisti. Quindi non darei molto credito alla notizia.
Quel che è certo, invece, perché si è udito chiaramente durante il Tg di Fede e quello di Italia Uno, è che i 4 o 5 gatti hanno più volte fischiato l' Inno di Mameli e che Bossi dal palco ha inneggiato a un Veneto libero, senza che Fini, la Mussolini o Berlusconi si sentissero in dovere di protestare o smentirlo.
L' ex leader della CDL, poi, ha pensato bene di dispensare agli astanti la solita brodaglia riciclata, quella che gli ha fatto perdere tutte le elezioni dal 2001 in qua: i brogli, i comunisti che hanno occupato tutti i posti di potere, i poteri forti che gli han remato contro. Per finire con l' unica cosa che interessava veramente i convenuti, ossia la solita promessa del taglio alle tasse quando tornerà al governo.
Ignora, il tapino, che Fini e Casini hanno altri progetti, nei quali lui non rientra.
Insomma il solito triste spettacolo offerto da una destra italiana sempre più demagogica, becera e stracciona.

g



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20 ottobre 2006
Ed è anche un grandissimo bugiardo...
Berlusconi: "Il mio governo ha tenuto i conti in ordine per cinque anni e per cinque anni non ha avuto alcuna bocciatura dalle agenzie di rating internazionali".



credits to http://brunik.altervista.org

g



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20 ottobre 2006
Berlusconi: "Il ricorso al voto di fiducia non appartiene ai sistemi di una vera democrazia..."
Il Giornale, 15-11-2001, "Sanità, il governo pone la fiducia"

La Stampa, 17-4-2002   "Governo pone la fiducia sullo scudo fiscale"

La Stampa 14-5-2003  "Governo pone la fiducia sulla delega ambientale"

La Repubblica 21-5-2003  "Latte, governo pone la fiducia"

Corriere della sera 28-6-2003  "Piano per l' energia, governo pone la fiducia"

La Stampa  17-12-2003  "Governo incassa terza fiducia sulla finanziaria"

Il Giornale 18-2-2004  "Decreto salva-tv, governo incassa la fiducia"

Corriere della sera 23-3-2004  "Legge Gasparri, governo pone la fiducia"

Sole 24 Ore 21-4-2004  "Scip 2, il governo mette la fiducia"

Italia Oggi  27-5-2004   "Il DDL energia incassa la fiducia"

Sole 24 Ore  6-7-2004 "DDL Marzano ultimo appello a colpi di fiducia"

Sole 24 Ore  28-7-2004  "Pensioni, riforma avanti con la fiducia"

Il Giornale 1-11-2004  "Taglio delle tasse, governo pone la fiducia"

Il Giornale 5-5-2005  "Senato, si alla fiducia sul decreto competitività"

Corriere della sera 19-7-2005  "Il governo mette la fiducia sul decreto Castelli"

Corriere della sera  30-9-2005  "Università, si alla fiducia Unione lascia l' aula"

Il Messaggero 8-11-2005  "Manovra, doppia fiducia e si anticipato"

Il Giornale  15-11-2005  "DDL risparmio, si profila voto di fiducia"

Avvenire 23-12-2005  "Tre fiducie in un solo giorno, governo batte record legislatura"

Il Giornale  16-12-2005  "La camera vota la fiducia a una finanziaria di rigore"

Sole 24 Ore 4-2-2006  "Ultime tre leggi a colpi di fiducia"

Malgrado godesse di un' amplissima maggioranza di seggi, in 5 anni il governo Berlusconi pose la fiducia ben 47 volte.

g




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19 ottobre 2006
L' armata Brancaleone al governo
Digiamocelo cari amici e compagni, il modo in cui il nostro governo sta partorendo la finanziaria non è un bel vedere. Il minimo che si possa dire è che hanno le idee molto confuse, da armata Brancaleone. Avevano iniziato a maggio stilando un dpef sui 35 miliardi basato sulla previsione di un deficit-pil al 4,1% fatta dagli esperti di Istat e Bankitalia. A luglio è arrivata la buona notizia dell' ottimo andamento dell' autotassazione e subito sono iniziati gli inviti, sopratutto da parte della sinistra della coalizione, a ritoccare al ribasso i 35 miliardi. Tps però ha tenuto duro e ha fatto bene, perché subito dopo da Brussel è arrivata la scoppola sull' iva per le auto aziendali. Ad agosto altra sopresa, il deficit tendenziale secondo l' Istat, lo stesso Istituto al quale appartengono gli esperti che solo tre mesi prima nella dual diligence avevano vaticinato un 4,1%, è per il 2006 del 2,9%. Altre bordate dell' opposizione e altri tentennamenti dell' esecutivo. Tps però ha tenuto duro un' altra volta, anche perché il rapporto deficit da correggere è sopratutto quello del 2007, non quello del 2006.

Ma percentuali a parte, ciò che lascia perplessi è il fatto di non esser riusciti a convincere alcuna delle parti sociali della bontà e dell' utilità delle misure contenute nella finanziaria. Cosi, a poco a poco, si stanno rimangiando quasi tutto, dal Tfr all' esenzione del bollo sulle auto nuove. Per non parlare delle aliquote Irpef (ma perché sono andati a toccarle, mi domando). Oggi poi è arrivata l' amara notizia che il cuneo ai lavoratori porterà ben pochi benefici, essendo gli stessi già inclusi nelle detrazioni e deduzioni Irpef. D' accordo, come dice Prodi l' importante è che non ci si discosti dai saldi finali e che la manovra sia equilibrata e non penalizzante per le fasce deboli.
E cosi alla fine certamente sarà, anche se dell' impianto originale della legge non rimarrà quasi nulla.

A destra però hanno ben pochi motivi per gioire di questa brutta performance offerta dal governo. Tutte le finanziarie approvate nella precedente legislatura erano totalmente difformi da com' erano approdate in Aula due tre mesi prima. Non solo, ma pur disponendo di maggioranze larghissime Berlusconi in 5 anni ricorse a ben otto voti di fiducia per far approvare le sue leggi di bilancio. Quindi vedano di abbassare la cresta.
Certo però che da dei professionisti della politica, come certamente sono quelli dell' Unione, questo brutto spettacolo non ce l' aspettavamo.

g



permalink | inviato da il 19/10/2006 alle 14:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa

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