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Gianni' s own logbook

27 settembre 2005
"La parola d' ordine è una sola, categorica ed impegnativa per tutti: vincere!"
E vinceremo, ha risposto la folla in delirio...
Con queste memorabili parole, che certo passeranno alla storia, Romano Prodi ha concluso ieri la campagna elettorale dell' Ulivo.
Stamane, poi, un funzionario del Botteghino m' ha chiamato di buon ora per impartirmi le ultime istruzioni sul come fare brogli. L' ho ascoltato sull' attenti, come faccio sempre quando mi chiama la direzione centrale del Partito, ma era una telefonata superflua. Questa sarà la trentesima elezione alla quale partecipo e sono ormai un esperto su come fare brogli senza essere visto.
Penso che mi recherò al seggio domani sera, dopo un parco desinare, quando gli scrutatori saranno affaticati da una giornata passata in piedi al chiuso e al caldo. Tanto per correr meno rischi di esser scoperto.

Indosserò la mise delle grandi occasioni: camicia rosso sgargiante, stivali "Lunga Marcia" e pantaloni alla cosacca. Che certo mi torneranno utili quando, durante i festeggiamenti per la vittoria, giù in sezione dovrò ballare il casaciòk con le compagne fino a notte fonda.
Insomma queste elezioni sono una pura formalità. Potete anche risparmiarvi la fatica di andare a votare, cari amici azzurri.
Si prevede un week end di sole, fatevi un bella gita di due giorni. Eppoi, dovesse perdere, Silvione vostro ha già detto che non si dimetterà. Ed ha anche detto che taglierà le tasse dal primo gennaio. Quindi perché perdere tempo per andare al seggio visto che tutto è già deciso?

g

Postato sul LS il 12/6/2004, alla vigilia delle europee stravinte dal Csx



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24 settembre 2005
Flashback sui disastri del creativo
Rinfreschiamo la memoria a quegli azzurri che hanno appreso con gioia il ritorno di Tremonti, salutando in lui il salvatore delle finanze pubbliche:

MESSAGGERO
del 1/6/2004 TREMONTI: CE LA FAREMO ANCHE QUEST’ANNO

AVVENIRE
del 2/6/2004 CONTI PUBBLICI, SALE IL FABBISOGNO. NON PER TREMONTI

STAMPA
del 6/6/2004 TREMONTI FRENA SULLA MANOVRA-BIS: CONTI A POSTO

GIORNALE
del 6/6/2004 TREMONTI: I CONTI NON SONO A RISCHIO

LIBERO
del 30/6/2004 ECONOMIA, ALTRO CHE TREMONTI LA RICETTA E’ SPERARE IN DIO

GIORNALE
del 3/7/2004 VINCE AN, TREMONTI COSTRETTO A DIMETTERSI

Uscito di scena Tremonti vien fuori la verità sul buco lasciato dal ministro:

MESSAGGERO
del 5/7/2004 L'UE: BERLUSCONI PRESENTI MISURE CREDIBILI

GIORNALE
del 5/7/2004 DEFINITI GLI INTERVENTI SALVADEFICIT CHE BERLUSCONI PRESENTA OGGI ALL' ECOFIN

CORRIERE DELLA SERA
del 8/7/2004 CONTI PUBBLICI, STANDARD & POOR’S DECLASSA L’ITALIA

STAMPA
del 9/7/2004 ANCHE FAZIO PREOCCUPATO PER I CONTI PUBBLICI

MESSAGGERO
del 14/7/2004 CONTI PUBBLICI, MALE I PRIMI TRE MESI 2004

CORRIERE DELLA SERA
del 14/7/2004 CONTI PUBBLICI IN AFFANNO

SOLE 24 ORE
del 30/7/2004 SI' ALLA MANOVRA BIS DA 5,6 MILIARDI

STAMPA
del 30/7/2004 MANOVRA - BIS DAL SENATO ARRIVA L'OK FINALE

Come si vede, ancora il 6 di giugno i conti per il creativo erano a posto. Solo 30 gg. dopo Berlusconi fu costretto a recarsi a Brussel, cappello in mano, a promettere una manovra bis onde evitare il richiamo ufficiale dell' Ecofin. Dei 5.6 miliardi preventivati, la manovrina fini per totalizzarne due in più.
Ma non è finita. Perché a quei 7 miliardi e rotti vanno aggiunti, sempre alla voce "aggiustamento conti", i 17 miliardi della finanziaria 2005 di Siniscalco.
In tutto dunque il buco lasciato da Tremonti fu di 24 miliardi di euro.
Più che un salvatore, un distruttore dei conti pubblici.


g

La fonte dei titoli dei giornali è l' archivio della rassegna stampa della Camera dei deputati



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20 settembre 2005
Oggi, XX settembre, festa nazionale
Oggi è l' anniversario di Porta Pia, vera festa nazionale. Oggi, con grande scorno di leghisti e cattolici integralisti, festeggiamo il giorno in cui, dopo aver ridotto le forze oscure della reazione entro l' angusto spazio delle Mura leonine, Roma divenne capitale e la Patria una.

g



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19 settembre 2005
Vogliamo Lucia Massarotto senatrice a vita!
Per chi non lo sapesse, Lucia Massarotto è quell' intrepida signora veneziana che non manca mai di appendere il Tricolore alle finestre ogni volta che la teppaglia in camicia verde si raduna davanti casa sua in riva degli Schiavoni, a Venezia. La cosa manda in bestia i caporioni leghisti, che più volte l' hanno minacciata invitandola altresi a buttare la bandiera nel cesso.
Ma la Massarotto non si fa certo intimidire e in questi giorni di deliri leghisti sotto la sua finestra, il Drappo è riapparso. Questa è una vera italiana. Lei merita di rappresentarci, non quella vecchia isterica della Fallaci buona sola a predicare odio.
Tre urrà per Lucia Massarotto!

g



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19 settembre 2005
"Care compagne e compagni..."
Cosi, dal palco della festa dell' Unità a Milano, ha iniziato il suo discorso Romano Prodi scatenando l' entusiasmo dei presenti. Una selva di pugni chiusi si è tosto levata a salutarlo, e mentre un soave zefiro serotino faceva dolcemente garrire le rosse bandiere falcemartellute, tutti hanno iniziato a cantare l' Internazionale con la mano sul cuore.
Quello è stato il momento più commovente di tutta la serata.
Scusate, ho un groppo alla gola, chiudo qui il post perché sono sopraffatto anch' io dalla commozione.
Scusate ancora.

g



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18 settembre 2005
S. Gennaro alle sorgenti del Po
Vedere Bossi mostrare alle camice verdi l' ampolla con l' acqua del Po con la stessa ridicola espressione e simulata ieraticità di gesti con le quali i cardinali partenopei mostrano l' avvenuta liquefazione del sangue di S. Gennaro ai fedeli, m' ha fatto riflettere su quanta gente credulona e superstiziosa ci sia ancora in giro per l' Italia.
Credulità e superstizione sfruttate a piene mani da politici ed ecclesiastici senza scrupoli per imbastirci le loro carriere e tenere legati a sé i fedeli, siano essi del dio Po o di S. Gennaro.
Quando politica e religione di casa nostra  riusciranno a fare a meno di ampolle sacre e madonnine piangenti, quel giorno avremo fatto un passo decisivo verso la modernità.

g



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17 settembre 2005
Statisti e furbetti del quartierino
Sonoramente sconfitto alle ultime tornate amministrative, in drammatico calo in tutti i sondaggi, Gerhard Schroeder non ci ha pensato due volte a sciogliere anticipatamente il parlamento e a convocare nuove elezioni.
La lealtà del cancelliere uscente, questa condotta da vero grande statista, è stata molto apprezzata dagli elettori tedeschi ed ora il leader della SPD, che solo due mesi fa tutti davano per spacciato, ha ottime possibilità di spuntarla domani contro la sua rivale Merkel.
Ma Schroeder non è certo l' unico politico tedesco ad aver mostrato di che pasta è fatto. Ancora ci ricordiamo le volontarie dimissioni di Willy Brandt e di Helmut Kohl, il primo perché un suo collaboratore era una spia al soldo della DDR, il secondo perché accusato di corruzione.

I nostri furbetti del quartierino invece, se accusati di corruzione, lungi dal dimettersi accusano i giudici di golpismo rosso, e se trombati alle amministrative si preoccupano di truccare le carte pur di restare in sella.
Fregandosene degli elettori che nel 1993, con un referendum, scelsero il maggioritario, fregandosene della decenza e fregandosene dei veri interessi del paese che di ben altre leggi avrebbe bisogno in questo momento di crisi, che non una riforma della legge elettorale.

g



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11 settembre 2005
Berlusconi: "Sondaggi falsi, vinceremo noi"
Qui l' unico falso e bugiardo in circolazione è lui.
Infatti i sondaggi che danno il Csx avanti di 9 punti sono veri, verissimi. E lo dimostra il fatto che Pinocchio si sia detto disposto a confrontarsi con Prodi in tv. Fosse in vantaggio avrebbe rifiutato, come fece con Rutelli nel 2001.
Fesso Prodi ad aver accettato. Quando l' avversario è in ginocchio non gli si dà una mano a rialzarsi, ma gli si rifila una pedata per stenderlo definitivamente. La politica non è roba da educande.
Siamo troppo buoni noi di sinistra, è questo che ci frega.

g



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10 settembre 2005
Leghisti, feccia d' Italia
"Errore enorme, ci vuole la legge del taglione"
Cosi Calderoli a proposito della consulta islamica voluta da Pisanu
Mai un ministro della repubblica aveva pronunciato tali oscene parole. Nemmeno durante l' asprissima contesa DC-PCI degli anni 50, un uomo politico si era spinto ad invocare l' occhio per occhio, ad aizzare i propri seguaci a farsi giustizia da sé.
Dovevamo attendere l' andata al governo della feccia leghista, gli alleati più fedeli di Berlusconi, come ama sottolineare Bossi, per ascoltare un simile obbrobrio.
Qualcuno dirà che Calderoli va capito, perché parlava ai suoi elettori. Spiegazione utilizzata più volte da Berlusconi per scagionare le sparate leghiste, lasciando intendere che in privato il linguaggio dei Bossi e dei Calderoli è ben diverso. Se fosse vero sarebbe comunque un' aggravante, non una scusante. Perché nessuna ricerca del consenso, nessuna voglia di popolarità giustifica in un politico simili espressioni. Ma purtroppo non corrisponde al vero, i caporioni leghisti sono razzisti fino al midollo, beceri e volgari al pari dei loro supporters.
L' unica consolazione è che ormai sono agli sgoccioli, questi sono i loro ultimi colpi di coda.
Ci penseranno gli italiani a  rimandarli nelle cloache dalle quali sono scappati.
 
g 



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4 settembre 2005
Prosegue imperterrito l' attacco alle tradizioni italiane
Amici, vorrei segnalarvi altri casi di attacco alle tradizioni e agli usi e costumi di noi italiani ultimamente sferrati non da musulmani, ma da dei cristiani e in quanto tali insospettabili.
Sembra proprio che la richiesta di togliere dalle pareti il Crocifisso, che è vero che nessuno di noi degnava di uno sguardo o di un cenno di rispetto ma se non altro serviva a mantenere monda dalla polvere la porzioncina di parete sottostante, abbia dato la stura ai divieti più bizzari e disparati i quali rischiano seriamente di minare quelle tradizioni, quella italian way of life grazie alla quale eravamo riveriti in tutto il mondo come uno dei popoli più civilizzati.
Penso al divieto che molte amministrazioni, di sinistra, è bene sottolinearlo, hanno imposto questa estate alla simpatica usanza di giocare a racchettoni e a pallone tra sdraio ed ombrelloni.
Oppure alla proibizione, con tanto di multe per i trasgressori, della sana abitudine tutta nostrana di fumare in locali pubblici.
E che dire di quegli amministratori che pretenderebbero ci dotassimo di guanti e paletta per rimuovere la cacchetta dei nostri barboncini, grazie alla quale camminare sui marciapiedi d' Italia era diventato uno degli sport estremi più emozionanti?
Ultimamente, poi, il relativista Veltroni ha fatto affiggere una serie di assurdi divieti all' ingresso della pineta vicino casa mia: vietato accendere fuochi, vietato gettare cartacce, vietato strappare fiori. Tutti usi e costumi molto amati dalle famigliole di escursionisti domenicali. Ma si può campare cosi?
Ha ragione il presidente Pera, di questo passo i relativisti rossi ci faranno perdere la nostra identità nazionale, le nostre tradizioni, le nostre più care abitudini.
Come potremo poi dimostrare ai popoli che intendono colonizzarci, quale il musulmano, che la nostra civiltà è infinitamente superiore alla loro?

g



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