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Gianni' s own logbook

31 dicembre 2005
Buon 2006 a tutti!!!
Mancano poco più di 3 mesi all' Operazione Verità...





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30 dicembre 2005
Quale futuro per Forza Italia?

E' un peccato che l' imminenza della campagna elettorale abbia sopito del tutto il pur timido dibattito interno al Partito Azzurro, iniziato subito dopo la batosta alle regionali, su come debba essere il futuro del movimento: un partito come gli altri o una delle tante divisioni di Mediaset?

I favorevoli alla prima soluzione chiedono la base sia ascoltata e valorizzata maggiormente. Chiedono congressi veri e non più one man shows, dove non c' è nulla da discutere perché tanto decide tutto Berlusconi. Vogliono libertà di critica, con un dibattito interno sullo stato del partito nonché sulle scelte da fare e la linea da seguire in futuro. Un congresso che si concluda con la presentazione e la messa ai voti di due o più mozioni e l' obbligo, per gli estensori della soccombente e quindi minoritaria, di seguire le linee guida espresse dalla maggioranza. In altre parole, un po' quel che avviene in tutti i partiti democratici di dx di sx e di centro.
Questi sono gli eretici, in odore di comunismo: gli exdemocristiani ed exliberali. I famigerati politici professionisti, per intenderci.

I contrari a questa impostazione invece accusano i primi di essere poco meno che dei bestemmiatori. Pensare di poter criticare Silvio è da ingrati giacché è lui che ha creato dal nulla il partito ed è quello che paga sempre tutto, in primis le campagne elettorali. Giusto quindi che mantenga il controllo totale sul movimento e che tutte le decisioni le prenda lui visto che fa sempre la cosa giusta. Il solo pensare che all' interno di F.I. si costituiscano delle correnti è un abominio. Infine, last but not least, ricordano che se a Mediaset Silvio avesse dovuto organizzare un congresso prima di prendere una qualche decisione, l' azienda sarebbe andata a ramengo. Volete, voi bestemmiatori, che F.I. faccia questa fine?
Insomma, questi sono quelli del "maxime debetur Berlusconi reverentia". I loro alfieri sono Sandro Bondi e don Baget Bozzo.

E' chiaro chi vincerà.
Berlusconi è costituzionalmente incapace di tollerare critiche. Il suo progetto di guidare il Paese con metodi imprenditoriali, alla stregua di un' enorme Mediaset, non le prevede, non le ammette. Sono solo chiacchiere che gli fanno perdere tempo.
Da qui è nato il suo definirsi uomo del fare avverso ai parolai. I suoi attacchi ai politici di professione, parassiti inconcludenti buoni solo a chiacchierare. Da qui il suo lamentarsi di non avere il 51%, gli attacchi ai contrappesi istituzionali alla sua carica ecc. ecc.
Sfortunatamente Berlusconi è riuscito a "vendere" questo suo progetto, ossia la convinzione che si potesse guidare il paese come si guida un azienda, agli italiani. Idea ridicola, prima che oltraggiosa per ogni sincero democratico. E naturalmente ai primi prevedibili intoppi, ai primi scontri con la Consulta, la Magistratura, la libera stampa, i presidenti della Repubblica (Scalfaro in particolare), la grancassa mediatica berlusconiana si è ben guardata dal rimarcare che l' errore stesse nei metodi "imprenditoriali" e quindi necessariamente poco democratici insiti nel progetto del Premier, accusando invece tutti gli altri di comunismo o odio preconcetto nei confronti di Silvio.

Quindi cari eretici bestemmiatori, una F.I. diversa, con più democrazia interna, resterà per sempre nei vostri sogni. Non può esistere. Un Berlusconi "politico professionista" non può esistere, pena la fine della sua carriera politica.
 
g




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26 dicembre 2005
La palla al piede della CDL

"La sinistra è la palla al piede del Paese!” si lamenta il presidente del Consiglio. Rispettabile quanto volete, ma è un’ opinione di parte, interessata.
Che F.I. alle ultime elezioni amministrative abbia ampiamente dimostrato di essere la palla al piede della Cdl invece non è un opinione, ma un fatto.
Anche a Catania, dove il Cdx il mese scorso pur riusci a riconfermare l' uscente Scapagnini, F.I. ha subito un vero e proprio tracollo. Cosi come a Messina giorni fa.
Se poi guardassimo alle regionali dell' aprile scorso, la perdita di voti di F.I. risulterebbe ancora più evidente: mentre gli altri partiti della coalizione tutto sommato confermarono le percentuali ottenute alle europee del 2004 (anzi, l' Udc guadagnò qualcosina in più), F.I. scese dal 21 al 18,8%.
Dato che confrontato al trionfale 29% ottenuto alle politiche del 2001, rappresenta una vera Waterloo che dimostra appieno quanto gli italiani siano stufi di Berlusconi.
Quindi, è un fatto che ciò che impedisce alla Cdl di decollare è il partito del Premier. Anzi, la palla al piede è il Premier stesso.
Ma lui non se ne dà per inteso e continua come se niente fosse a paventare il pericolo comunista, esattamente come nel 1994.

Ciò dimostra quanto sia a corto di idee e proposte ed incapace a rinnovarsi. Buon per la sinistra.

 

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23 dicembre 2005
Ciampi ha firmato, il proporzionale è legge

Dunque la primavera prossima torneremo a votare con il vecchio sistema proporzionale. Quello che tanti danni causò all’ Italia impedendo per decenni il ricambio della classe politica. Non si potranno più dare preferenze, premiare il politico locale più vicino e più conosciuto ai cittadini. Prodi e Berlusconi non saranno candidati premier ma “leader della coalizione”. Quindi i loro nomi sulla scheda non potranno essere votati. Una croce sul simbolo del partito e via. Solo a risultato acquisito le segreterie della coalizione vincente sceglieranno il nome da proporre a Ciampi. E non è detto che sia proprio uno di quei due. Per quanto concerne la CDL Casini è stato molto chiaro al riguardo. Il nostro voto sarà perciò una delega in bianco che poi i partiti useranno, ad urne chiuse, come vorranno.
Insomma, una legge che definire vergognosa è farle un complimento. E tutto questo perché?
Al fine di limitare, circoscrivere, i danni di una sconfitta certa.
Inoltre con questa legge rischiamo l’ ingovernabilità proprio quando la nostra economia avrebbe bisogno di un governo stabile, qualunque governo, che affronti il risanamento dei conti. Con l’ astrusa clausola del premio di maggioranza calcolato su base regionale al Senato e nazionale alla Camera, infatti, le probabilità di avere maggioranze diverse nelle due Camere sono molto alte.
Un brutto giorno per la democrazia.

g




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20 dicembre 2005
Il contratto con i tahitiani
Era il Silvio delle grandi occasioni quello apparso ier sera nello studio di Vespa. Capelli nerissimi pittati di fresco, sorriso da sciupafemmine, eloquio scoppiettante.
Del resto la circostanza, la presentazione ufficiale con tanto di firma del "Contratto con i tahitiani", lo esigeva. Avendo oramai perduto ogni speranza di essere riconfermato dagli italiani, infatti, il Premier uscente ha pensato bene di sottoscrivere un contratto con gli abitanti del paese in cui ha scelto di autoesiliarsi dall' aprile prossimo: la Polinesia, precisamente l' isola di Tahiti.
E quindi dopo aver illustrato sulla lavagnetta il contratto fin nei minimi particolari, la costruzione di 12 linee di metropolitana a Papeete, una serie di ponti e tunnel sottomarini per collegare tutte le isole dell' arcipelago, un epocale taglio alle tasse e l' aumento delle minime ai raccoglitori di noci di cocco, Berlusconi si è accomodato alla scrivania e, mentre un Vespa adorante se lo mangiava con gli occhi, ha apposto la sua firma in calce al documento.
Quello è stato il momento più commovente della serata e Silvio non è riuscito a trattenere una lacrimuccia. Mentre i titoli di coda scorrevano sul video, qualcuno giura di averlo sentito mormorare "Ingrata patria non avrai le mie ossa".
E' vero, non meritiamo cotant' Uomo. Non siamo alla sua altezza, quindi è meglio se lo godano i tahitiani. Gente più comprensiva.

g



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16 dicembre 2005
Un sentito grazie a giudici e magistrati
"Eversori", "golpisti", "mentalmente disturbati", "antropologicamente estranei alla razza umana".
Questi sono solo alcuni degli epiteti affibiati da Berlusconi ai magistrati italiani negli ultimi 5 anni. E vi risparmio quelli espressi su giornali e tv dai suoi sottopanza e lacché a libro paga.
Una costante delegittimazione, una vera e propria intimidazione in pretto stile mafioso, con tanto di minacce d' istituire commissioni d' inchiesta sull' operato dei giudici di Tangentopoli.
Come possano giudici e magistrati dopo si vili attacchi continuare a lavorare serenamente senza rassegnare le dimissioni in massa, è per me un mistero.
Ma se fior di gaglioffi in doppiopetto, che per finanziare i loro giochi di potere sottraevano soldi dai conti correnti di un milione di clienti bancari, per lo più piccoli risparmiatori ancora in attesa che il governo vari una legge a loro tutela, sono stati smascherati lo dobbiamo a quei valenti servitori dello Stato che continuano a compiere il loro dovere a difesa dei cittadini.
A loro vada dunque il plauso e la riconoscenza degli italiani onesti.

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7 dicembre 2005
Pesante intromissione del Vaticano negli affari italiani
Ancora una volta l' Avvenire, organo ufficiale della Cei, e l' Osservatore Romano intervengono pesantemente in una questione interna allo Stato italiano, cosa che dovrebbero astenersi dal fare. Ossia il riconoscimento di pari diritti alle coppie di fatto, omosessuali o meno, promesso da Prodi dovesse l' Unione vincere le elezioni. "Cosi si lacera la famiglia!" mente sapendo di mentire l' Osservatore Romano. Perché i Pacs non interferiscono né con il matrimonio né con l' articolo 29 della Costituzione italiana. Nessuno vuole equiparare le coppie di fatto alla famiglia tradizionale, ma preciso dovere di un governo è quello di garantire parità di diritti a tutti i cittadini, non cattolici inclusi.
L' Italia è l' unico paese europeo, assieme alla Grecia, a non prevedere il riconoscimento delle coppie di fatto. Dalla Francia alla Germania alla Spagna tutti hanno una qualche forma di tutela. Nel paese iberico fu proprio il governo di Aznar a mettere in cantiere una legge sulle coppie di fatto. E persino nella cattolicissima Irlanda è in via di approvazione una legge in tal senso, promossa dal governo di  centrodestra (!)

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6 dicembre 2005
Un' estate indimenticabile
Sono certo che sarà con una punta di nostalgia che gli azzurri ricorderanno quella per loro esaltante estate del 2003, quando, il cuore in tumulto, correvano all' edicola per leggere le ultime notizie sulla Telekom Serbia sparate in prima pagina dal Giornale. Ben 70 in 3 mesi furono infatti le prime pagine che Belpietro dedicò alle rivelazioni di Marini. Ogni giorno sembrava essere quello buono, quello in cui la commissione presieduta da Trantino avrebbe chiesto la carcerazione di Prodi, Dini e Fassino.
Ed invece tutto fini in un nulla di fatto, le "rivelazioni" di Igor Marini erano una bufala e i titoloni del Giornale un cumulo di menzogne.
Si è poi scusato Belpietro d' aver calunniato per tre mesi di fila i vertici dell' Ulivo?
Figuriamoci.





























































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6 dicembre 2005
Dio, patria e famiglia
 
"Le cose vanno male perché non c' è più rispetto per valori quali Dio, Patria e Famiglia, questa è la verità."
 
Ogni tanto c' è qualcuno che salta su con questa frase ad effetto credendo d' aver dato la risposta definitiva, la ricetta per curare i mali delle società d' oggidi.
Ma è proprio cosi? Davvero le cose andavano meglio quando il rispetto per quella Triade era non solo consigliato ma addirittura obbligatorio?
Mica vero. Va detto che, come sempre, l' obbligo riguardava solo le classi umili e meno abbienti. Non certo quelle altolocate. Prendiamo la famiglia: i ricchi e potenti hanno sempre avuto le loro comode scappatoie quando le unioni non funzionavano più, e se il divorzio non era ancora legge si rivolgevano alla Sacra Rota. Lo stesso per l' aborto che era vietato solo per operaie e contadine mentre le figlie dei ricchi e potenti volavano a Londra o Amsterdam.
 
E non fu forse la retorica fascista sull' amor di patria quella che alla fine portò l' Italia alla rovina? E a chi toccò riscattare l' onore della patria che partiti ed istituzioni delle classi alte, fascismo e monarchia, avevano trascinato nel fango se non ai figli delle classi povere arruolatisi tra i partigiani?
E i ricchi e potenti di oggi e di ieri, i Previti, i Tanzi, i Felice Riva e le altre centinaia di anonimi delle classi alte, non derubano forse la patria portando i loro soldi all' estero lasciando alle classi meno abbienti l' obbligo di rimpinguarne le casse pagando le tasse fino all' ultimo centesimo?
 
Da quanto sopra si evince che il rispetto per Dio, Patria e Famiglia, come lo intendono e lo praticano Lorsignori, ha portato rovine ed ingiustizie al nostro paese. Si evince che quando Lorsignori si riempono la bocca di parole quali "Dio, Patria e Famiglia" hanno una sola cosa in mente: addomesticare e rendere malleabili le masse manipolandone le menti. E ciò al fine di conservare il potere politico, religioso, economico.

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4 dicembre 2005
E' in arrivo la ripresa!



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4 dicembre 2005
I comunisti? Sanno solo aumentare le tasse



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3 dicembre 2005
Aumentato il prestigio dell' Italia nel mondo!






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3 dicembre 2005
Tabella 1

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Qui si possono confrontare i "disastri" dell' Ulivo con le magnifiche realizzazioni del Grande Imprenditore. Come dice la tabella i dati sono aggiornati al settembre 2004. Quindi le cifre delle ultime due colonne erano previsioni. Infatti il pil 2004 chiuse a 1,1% mentre a novembre di quest' anno eravamo allo 0,2%. Ben lontani dallo 2,1% di crescita stimato dal governo per il 2005.
Lo stesso dicasi per il debito pubblico in rapporto al Pil (ultima voce della tabella).Per quest' anno il governo aveva previsto una decrescita, invece secondo fonti Bankitalia (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200511articoli/283girata.asp) siamo risaliti al 108%.

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3 dicembre 2005
Terrorismo e stato di diritto
La liberazione di Mohammed Daki al tribunale di Milano ha destato grande scandalo negli ammiratori nostrani della dottrina Bush, quella che ha portato al Patriot act, al carcere di Guantanamo, ai processi extragiudiziali, ai sequestri di persona in territorio europeo.
Avrebbero tanto voluto, i filo bushiani di casa nostra, massime il ministro Castelli, che si arrivasse comunque ad una condanna, anche se ciò avrebbe significato abolire lo stato di diritto. Facendo cosi indirettamente un grande favore ai predicatori della jiahd, della guerra santa.

Anche negli anni di piombo c' era chi chiedeva l' emanazione di leggi speciali sempre più dure e restrittive per combattere le BR, invocando addirittura l' introduzione della pena di morte.
Non rendendosi conto che ciò avrebbe significato fare un grande favore ai terroristi, che si auguravano proprio quello. Giacché ciò avrebbe consentito loro di rivolgersi alla popolazione dicendo "Vedete?  Credevate di vivere in una democrazia ed invece siamo in un regime, una dittatura. Quindi facciamo bene a voler abbattere questo stato”.
Ed i brigatisti dell' ultima ora, quelli arrestati due anni fa, in mancanza di leggi restrittive della libertà dei cittadini, nei loro comunicati parlavano comunque di istituzioni repressive, di regime, di dittatura strisciante che teneva gli italiani sotto una cappa di piombo. Insomma s’ inventavano le cose, s’ inventavano un Italia che non c’ era pur di giustificare la loro lotta.
Invece il terrorismo rosso e nero di allora e di oggi fu sconfitto senza leggi speciali, senza abolire lo stato di diritto.
Qualcuno lo ricordi al ministro Castelli.

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