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Gianni' s own logbook

27 ottobre 2005
Niente comunione ai divorziati risposati
A meno che non dimostrino di aver convissuto come fratello e sorella con il/la nuovo/a partner.
Cosi ha deciso il Sinodo dei vescovi.

Dunque, vediamo: ciò esclude dalla comunione alcuni pezzi grossi della CDL. Berlusconi, Bossi e Casini ad esempio.
Son certo a costoro la proibizione non peserà più di tanto, specialmente a Silvio.
Perché prima di assumere l' ostia bisogna confessarsi. E lui ha orrore delle confessioni.
Sa bene che nessuno, giudice o parroco, lo assolverebbe.

Prodi e Fassino invece potranno tranquillamente continuare a comunicarsi, previa confessione. Una pura formalità per loro, dal momento che peccati sulla coscienza non ne hanno.

g



permalink | inviato da il 27/10/2005 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

27 ottobre 2005
Ma è proprio vero che l' 80% della stampa è in mano alla sx?
Silvio giura di si.
Vediamo.
Ecco alcune cifre dal sito della Fieg, federazione italiana editori giornali.
Sono dati che si riferiscono al 2001, non ne esistono di più recenti. Almeno io non ne ho trovati.
Le testate sono suddivise in nazionali, pluriregionali, regionali, politiche e in filogovernative, antigovernative, terziste. Ossia equidistanti tra i due schieramenti. Accanto ad ogni testata vi è la media giornaliera delle copie vendute in quell' anno. Non ho incluso i quotidiani a diffusione solo provinciale (l' Arena di Verona, il Giornale di Brescia, la Gazzetta di Mantova) perché mi è stato impossibile scoprire per quale schieramento tifino e anche perché sono di limitata e circoscritta influenza.
Sono in tutto 30 testate, le maggiori e più diffuse nel Paese. 11 sono antigovernative (o di sinistra che dir si voglia), 10 filogovernative e 9 neutrali, o "terziste".
Nell' anno in questione le prime, calcolate assieme, vendettero 1.180.000 copie in media al giorno.
Le seconde 693.000 e le ultime 2.194.000 copie.
Il numero delle testate dx-sx è pressoché uguale, solo che le seconde vendettero quasi il doppio (e sicuramente continuano a farlo anche oggi). Ciò non significa che c' è un egemonia sulla carta stampata. Ma che a sx si legge di più, o, semplicemente, che i quotidiani di sinistra sono fatti meglio.
Quindi qualcuno dica a Silvio di smetterla di contar balle.

NAZIONALI

Avvenire (T) 90.000
Riformista (S) 10.000
Corsera (T) 700.000
Foglio (D) 22.000
Giornale (D) 218.000
Sole24Ore (T) 358.000
Giorno (D) 79.000
Repubblica(S) 645.000
Stampa (T) 406.000
Libero (D) 50.000

PLURIREGIONALI

Gazzetta del Sud (S) 58.000
Gazzettino (T) 132.000
Messaggero (T) 284.000
Resto Carlino (D) 180.000
Il Tempo (D) 50.000
Nazione (D) 146.000
Padania (D) 30.000

REGIONALI

Mattino (T) 105.000
Secolo XIX (T) 119.000
Il Tirrreno (S) 89.000
Unione Sarda (T) 67.000
Nuova Sardegna (S) 62.000
MessaggeroVeneto(S) 53.000
Il Piccolo (S) 48.000

POLITICI (DI PARTITO)

Manifesto (S) 36.000
Unità (S) 71.000
Liberazione (S) 14.000
Popolo (S) 2.700
Secolo d' Italia (D) 8.000
Indipendente (D) 10.000

Note: T= terzisti, S= sinistra, D= destra

Link per consultare le tabelle:
www.fieg.it/download/ss3_tavole.pdf

Grato di eventuali commenti, correzioni e aggiunte.

g



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19 ottobre 2005
Il santo protettore dei guitti
Un tizio il quale, oltre a una miriade di aziende grandi e piccole, possiede 3 reti televisive (e ne controlla indirettamente altre due), la più grande casa editrice italiana, il più diffuso magazine di politica, controlla una società di assicurazioni che, grazie ad un accordo esclusivo con le Poste, è capillarmente distribuita, diversamente dalla concorrenza, su tutto il territorio nazionale, i cui parenti prossimi son proprietari di due quotidiani a diffusione nazionale, e che nel tempo libero fa anche il presidente del Consiglio con 100 seggi di maggioranza, la metà occupati da suoi avvocati difensori, si lamenta di avere i poteri forti contro.
Ma chi dispone di un potere più forte del suo oggi in Italia?
Distanzia alla grande tutti i suoi competitori nella classifica del potere. Son cosi lontani dietro di lui da non vederli nemmeno.
Eppure sta riuscendo a convincere i suoi elettori, i quali già hanno incolpato i supposti poteri forti dei pessimi risultati del suo governo, che se perderà le elezioni la colpa sarà di tutti quei banchieri e petrolieri visti in coda alle primarie. Montezemolo no, non più. Dopo che ha giudicato positivamente la finanziaria, quello che fino a ieri era spregiativamente chiamato Monteprezzemolo non rientra più tra i poteri forti, tra i cattivi.
E nessuno a cui venga in mente che se qualche banchiere voterà Prodi, la colpa potrebbe anche essere della nullità mostrata da questo governo
 
Nel frattempo il tizio in questione continua a commettere una nefandezza dietro l' altra, senza che alcun potere forte, anche volendo, riesca ad impedirglielo.
Denuncia gli sprechi rossi ma rifiuta di accorpare politiche e comunali, come suggeriva Prodi, cosa che avrebbe fatto risparmiare all' erario la bellezza di 150 milioni (equivalente grossomodo al taglio operato ai beni culturali dalla finanziaria).
Blocca la riforma del Tfr, e nessun potere forte che riesca ad impedirglielo, dicendo di non voler più fare favori ai sindacati. Quando tutti han capito benissimo, meno quei sempliciotti dei suoi sostenitori, che quanto gli preme è dirottare parte di quei fondi verso la sua compagnia di assicurazione.
Indisturbato dai poteri forti si appresta ad abolire la par condicio, accusandola di essere una legge liberticida, ad personam, fatta apposta per lui dalla sx.
Dimenticando che se non avesse tutte le proprietà di cui sopra, non ci sarebbe stato alcun bisogno di una legge riequilibratrice. Perché questo è lo scopo della par condicio: riequilibrare lo strapotere dell' impero massmediatico goduto da uno, e uno solo, dei candidati alla presidenza del Consiglio. Legge sacrosanta, giacché questo è un paese democratico che ama vedere i concorrenti a palazzo Chigi partire su di un piano di assoluta parità.
 
E mentre fotte indisturbato dai poteri forti, il guitto continua a piangere contro l' opposizione ieri di Confindustria oggi delle banche.
Forse sarà vero che Mastella è un attore di teatro, come sostiene Prodi. Ma certo questo è il campione, ma che dico: il santo protettore, dei guitti d' avanspettacolo.
 
g



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17 ottobre 2005
4.311.149
Tanti sono i voti a spoglio, finalmente (siamo pur sempre italiani anche noi rossi), ultimato.
Ciò significa che il 25%, uno su quattro, di quanti votarono Ulivo nel 2001, 16 milioni e rotti, hanno ribadito la loro fedeltà al CSX. Tantissimi se pensiamo che era la prima volta e che alle primarie americane di repubblicani e democratici partecipano, mediamente, il 20-22% di quelli che votarono alle elezioni di mid term precedenti.
Ossia il 10-11% per ciascun partito.
Non son riuscito a trovare la percentuale dei repubblicani che partecipò alle primarie del 2000, quelle che portarono alla prima vittoria di Bush. Ma non credo superasse il 10% di quelli che votarono repubblicano alle mid term di due anni prima.

Quindi un' affluenza altissima. Tanto più gradita perché inattesa. Dobbiamo dire grazie a Silvio, forse senza il proporzionale non ci sarebbe stata una tale folla. Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Alcuni esponenti dello schieramento avverso, sempre pronti a dare il peggio di sé, Castelli e la Bertolini tanto per non far nomi, non son riusciti a trattenere commenti che vanno dal greve al maleducato e che qualificano solo loro due.
Altri invece, Fini, Maroni e Bondi, se non altro hanno invitato a mostrare rispetto per questa manifestazione di popolo.

g



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17 ottobre 2005
Berlusconi ha ragione!
Come dargli torto quando afferma che con il proporzionale le primarie non servono più?
A sx si sono tenute ugualmente, perché oramai la macchina organizzativa era partita, ma in futuro se questa legge verrà confermata non vi sarà più bisogno di primarie.
Il proprozionale infatti non prevede un candidato leader ma solo un generico "capo della coalizione". E non è manco certo che sarà consentito apporne il nome sulla scheda elettorale. Niente nomi e quindi nemmeno megamanifesti col faccione di Silvio e la scritta vota Berlusconi.

Ma se le primarie spariranno mi dite col proporzionale a cosa servirà un leader carismatico, un unto del signore nonché grande imprenditore invidiatoci da tutto il mondo?
Un decisionista cosi, un tale uomo del fare sarebbe solo d' intralcio ora che, grazie al bel regalo fattoci da Berlusconi, deputati e senatori non dovranno più render conto agli elettori ma al segretario del partito che li ha messi in lista, ora che tutte le decisioni le prenderanno le segreterie dei partiti.
No, no, all' uopo meglio un grigio funzionario di stato tutto cervello e niente lustrini. Un bel democristianone di lungo corso, abituato a muoversi tra le varie correnti della coalizione come jadis tra dorotei e morotei. Io un nome ce l' avrei: Romano Prodi.

g



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16 ottobre 2005
A cosa servono veramente queste primarie
Non a scegliere il candidato, visto che già se ne conosce nome e cognome, ma a misurare l' affluenza. A verificare, cioè, se questo modo per noi inusuale, e non solo per noi ma per l' Europa intera, di scegliere il candidato sia gradito agli elettori o meno.
Trattandosi di una prima assoluta, disfunzioni e ritardi erano inevitabili. Ma se i cittadini affluiranno numerosi, ci sarà anche una prossima volta e in quella andrà senz' altro meglio anche sul piano organizzativo.
Sono certo che i sinceri democratici dell' altro schieramento augurino ogni successo a queste primarie. Perché se ciò avverrà esse avranno un effetto contagioso, serviranno da esempio, di modo che ben difficilmente la CDL potrà esimersi dall' organizzarle per il 2011. Sbaglia quindi chi minimizza, o peggio deride, questa consultazione. E' invece un momento democratico importante. Ogni consultazione di popolo è democrazia allo stato puro. E dell' allargamento della democrazia tutti dovremmo rallegrarci perché tutti ne traiamo beneficio. Anche chi non partecipa.

g



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13 ottobre 2005
Il facitore di brogli programma un altro atto illiberale
L' abolizione della par condicio.
Quella legge sacrosanta grazie alla quale tutti i partiti, grandi e piccoli, ricchi e poveri, concorrevano su di un piano di assoluta parità alle elezioni.
Com' è giusto che sia, come lealtà e democrazia esigono.
Invece lo svergognato l' abolirà.
Forte dei miliardi che le leggi Tremonti e Gasparri hanno fatto incassare alle sue aziende, progetta una campagna elettorale faraonica e che la concorrenza s' attachi.
Ma oltre il danno la beffa sarà che quasi tutti i miliardi spesi dal candidato Berlusconi per farsi propaganda sui media di famiglia, andranno ad ingrossar le tasche dell' imprenditore Berlusconi.

Del resto è cosi, in questo modo fraudolento e gaglioffo che si è conquistato l' immeritata nomea di grande imprenditore. Non alzandosi alle 5, non lavorando 16 ore al giorno, non dopo epiche lotte con una concorrenza agguerrita come narrano agiografi compiacenti, ma con leggi di comodo varate apposta per lui da amici potenti.
Ed ora che è diventato un politico potente lui stesso, prosegue imperterrito a farsi leggi che gli permettano di battere la concorrenza senza realmente misurarsi con essa.
Vergogna, vergogna, vergogna!

g



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13 ottobre 2005
Il broglio del secolo
Lo spudorato che in passato accusò falsamente, e più volte, la sinistra di fare brogli ed essere ancora illiberale, ha appena compiuto un atto eminentemente illiberale che a ragione può esser definito il broglio del secolo: ha approvato una legge proporzionale contro la volontà di metà del parlamento ( e quindi contro la metà del paese) e contro la maggioranza degli italiani che in un referendum si erano espressi per il maggioritario.
Se non quella di infami calcoli di bottega partitica volti a limitare i danni di una probabile sconfitta, non vi era alcuna necessità, alcuna emergenza nel paese che consigliasse di cambiare la legge elettorale.
Tanto è vero che la proposta ha colto di sorpresa gli stessi elettori cidiellini, molti dei quali hanno espresso il loro disappunto sul forum di F.I. per questo ritorno al passato.
Dopo essersi spacciato per il grande imprenditore che avrebbe rimesso in sesto l' economia, l' outsider che avrebbe spazzato via il teatrino della politica e l' invadenza delle segreterie dei partiti, Berlusconi ha completamente fallito su entrambi i fronti: l' economia è allo stremo e la partitocrazia trarrà nuova linfa grazie al proporzionale.

Legge quant' altre mai astrusa, prevede soglie di sbarramento diverse per Camera e Senato più il recupero del miglior piazzato tra i perdenti, quasi fosse un mondiale di calcio. Con il premio di maggioranza assegnato in modi differenti per Camera e Senato, con il rischio di avere maggioranze diverse che porteranno all' ingovernabilità e all' ingestibilità del sistema. Con liste di candidati bloccate dalle segreterie dei partiti, cosi gli elettori non potranno esprimere alcuna preferenza, non potranno dare alcuna indicazione se non quella per il leader della coalizione. Di modo che il prossimo non sarà un parlamento di eletti ma di nominati.
Se qualche italiano nutriva ancora dei dubbi sull' identità di chi ordisce brogli e compie atti illiberali oggi non li ha più: costui è Silvio Berlusconi.

g



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11 ottobre 2005
Maggioranza col vento in poppa!
Oggi ho seguito per un po' i lavori parlamentari in diretta su Radio radicale. In discussione alla Camera c' era la riforma della legge elettorale. Tutto procedeva senza intoppi e con la massima celerità. Il tempo degli interventi era contingentato, non più di un minuto ciascuno, di modo che le votazioni si susseguivano una dietro l' altra, a tambur battente. La maggioranza votava compatta, pochissimi i franchi tiratori, tanto che a fine giornata Berlusconi era, giustamente dal suo punto di vista, raggiante.

Per l' elettore medio della CDL dev' essere semplicemente umiliante vedere come i partiti della maggioranza ritrovino compattezza e unità d' intenti ogni qual volta c' è da approvare leggi salva Tizio e salva Caio, o, come in questo caso, leggi proporzionali volte a limitare i danni di una sconfitta ormai certa, mentre se in discussione ci sono leggi a favore della collettività tergiversano, litigano, non decidono, rimandano.

Il fatto è che, oramai l' ha capito anche il famoso elettore medio di cdx, questo governo è andato al potere per farsi gli affaracci suoi e non quelli del paese. Gli affari del capo e delle sue aziende in primis, eppoi a seguire quelli di tutti gli altri.

"Con il maggioritario otterremmo si e no 18 parlamentari, col proporzionale possiamo arrivare a 30" ammette Follini rivolto ai giornalisti.
Questa e non altra, non il bene del paese, è la ragione per la quale si apprestano a varare l' ennesima porcheria.
Ricordatevelo quando entrerete in cabina.

g



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7 ottobre 2005
Marcellino pane e vino
Ci siamo ragazzi. Sebbene manchino ancora 6 mesi abbondanti alla data delle elezioni, Rete Quattro è già in campagna elettorale.
No, non mi riferisco a Fede. Lui in campagna elettorale c' è sempre, come il suo datore di lavoro. Ma alla programmazione dei film.
Quest' anno c' è una grande novità, accanto ai soliti Peppone e Don Camillo, programmati per mostrare quant' erano fessi i comunisti, che pur essendo in molti si facevano sempre gabbare da un povero prete, il canale Mediaset inaugura il filone teo. Solo teo, senza con.
Di che si tratta?

Siccome esentare gli istituti religiosi dal pagamento dell' ici non sembrava misura sufficiente ad assicurarsi i voti di suore, preti e beghine, si manda in onda una serie di film a tema religioso.
Ecco quindi, solo negli ultimi giorni, accanto a "Don Camillo monsignore ma non troppo" e "Il compagno don Camillo" spuntare "Il re dei re" "S. Francesco d' Assisi" e "Nostra signora di Fatima". E, meno S. Francesco, tutti in prima serata.

Manca solo Marcellino pane e vino, ma arriverà anche quello.
Oh se arriverà.

g



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2 ottobre 2005
Un governo di mezze calzette
Nella finanziaria del 2005 furono 24 i miliardi di euro che questo governo di mezze calzette spremette al paese per correggere lo sforamento del deficit.
In quella presentata da Tremonti in questi giorni, 11 miliardi, su un totale di 20, serviranno allo stesso scopo.
E per il 2007 è già programmata un' altra spremitura, che altri dovranno portare a termine, di 14 miliardi.
In totale fanno 49 miliardi di euro, 92 mila miliardi delle vecchie lire, sottratti al paese in soli 3 anni da questo governo d' incapaci che non riescono a mantenere sotto controllo il deficit o a far ripartire l' economia.
 
E a chi la faranno pagare, su chi scaricheranno i loro errori?
Ma sugli enti locali, naturalmente. Nella stragrande maggioranza amministrati dalla sinistra. La finanziaria prevede infatti un taglio di ben il 6, 7% nei trasferimenti.
Cosi province e comuni, ai quali già verrà a mancare l' Ici condonata agli istituti religiosi, saran costretti a tagliare servizi e ad aumentare tasse e imposte.
Qusto è il modo gaglioffesco col quale colui che ci era stato presentato come un Grande Imprenditore spera di farla franca, continuando a vantarsi di non aver messo le mani in tasca ai cittadini.
Ma gli italiani stan già preparando lo stivalone col quale lo cacceranno a pedate nel sedere.
 
g



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