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14 maggio 2004
Il pericolo pubblico numero uno

E mentre la macelleria irachena sta diventando sempre più sanguinolenta e feroce da entrambe le parti, colui che ormai viene considerato da mezzo mondo il pericolo pubblico numero uno, l' ostacolo numero uno alla pace, George Bush, ha pensato bene di imporre sanzioni alla Siria accusata, udite udite, di detenere armi proibite e proteggere terroristi.
Menzogne già viste e sentite, robaccia di seconda mano, verrebbe da dire.
Ma per il fondamentalista cristiano, per colui che si è autoinvestito della missione d' estirpare il Male, per uno che sostiene d' aver Dio dalla sua parte, ogni menzogna è lecita pur di aggredire stati pacifici e sovrani
Salta agli occhi che non vede l' ora di mettere le mani anche sulla Siria, di aprire un altro macello, di far scorrere altro sangue. Del resto quei bravi ragazzi del Pentagono avranno sicuramente pronto, da tempo, il piano d' invasione della Siria. Un altro dei loro famosi "superb jobs". Non li può deludere, far attendere a lungo, il presidente.
Cosi, mentre l' Irak va alla deriva, mentre gli invasori si dimostrano incapaci di riportare la pace in un paese che essi stessi hanno semidistrutto, mentre sempre più iracheni si ribellano alla presenza di forze straniere, l' integralista della Casa Bianca medita di compiere altri misfatti. Tanto, dovesse andargli male, dovesse fallire la rielezione, toccherà alla sinistra raccogliere i cocci mentre lui si ritirerà in esilio dorato nel suo ranch texano, conscio di aver ampiamente compiuto la sua vera missione: ripagare con lauti interessi gli amici che finanziarono la sua campagna elettorale.

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