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Gianni' s own logbook

16 gennaio 2006
Diversi, non superiori

Barbapapà-Scalfari ha provato a spiegarlo a Ballarò. Ma un po' perché lo interrompevano continuamente, molto perché è sempre stato più bravo a scrivere che a parlare, non è riuscito a veicolare il concetto.
Ed allora, modestamente, ci proverò io.
Noi elettori di sx non ci sentiamo affatto superiori ai nostri connazionali di dx. Perché dovremmo, con quali presupposti. E superiori in cosa, poi. Nel tasso di cultura del quale disporremmo? Se qualcuno di sx lo sostiene è un' idiota. La cultura di cui ognuno dispone, tanta o poca che sia, dipende dall' ambiente, dal clima nel quale è cresciuto, dagli esempi e dall' educazione ricevuti. Non dalla fede politica.
Ed allora come lo spieghi, Guelfi, che la maggior parte degli scrittori, poeti ed artisti in genere sono di sx, o cmq progressisti, e non solo in Italia?
Col fatto che i governi progressiti di tutto il mondo hanno sempre favorito l' espandersi della cultura vedendo in essa un mezzo di educazione, di elevazione delle folle. L' intento di fidelizzarle politicamente era ed è assolutamente secondario. Mentre invece i governi di dx o comunque conservatori ritengono la cultura un fatto strettamente privato, preferendo delegare al singolo l' incombenza di coltivarla o meno. Stante ciò, era inevitabile che la stragrande maggioranza degli operatori culturali finisse per parteggiare per la sx.

No, non siamo né ci sentiamo superiori.
Semplicemente, siamo diversi. Sopratutto, anzi esclusivamente, in una cosa: nel rapporto col denaro.
Barbapapà tentava di spiegarlo, l' altra sera. Ma ha perso il filo. Storicamente il bacino elettorale della sx italiana è sempre stato composto (oggi non più, non esclusivamente) da lavoratori dipendenti, braccianti, piccoli commercianti, ancor più piccoli artigiani. Gente che non ha mai navigato nell' oro, molti di loro a reddito fisso, abituata a contare i centesimi. Gente che ben difficilmente si è mai potuta permettere il lusso di intascare una tangente, di fare un falso in bilancio, di evadere il fisco. Anche se a volte avrebbe tanto voluto (eh si, perché gli stinchi di santo non esistono).
E quindi assolutamente non disposta a perdonare simili comportamenti nei suoi leader. Da qui lo stupore, e le proteste di molti diessini per le parole, purtuttavia assolutamente innocenti, rivolte da Fassino a Consorte nell' ormai famosa telefonata.
Essendo il bacino elettorale della dx, invece, composto da persone mediamente più abbienti non sempre e non tutte esenti da qualche "peccatuccio" di natura finanziaria, ecco che il falso in bilancio di Mediaset, l' evasione fiscale di Previti, la tangente intascata da qualcun altro, non sollevano poi tanta indignazione, non danno luogo a troppe proteste contro i rei. Vengono giudicate assai benignamente e presto dimenticate. Ecco ciò in cui siamo diversi, non superiori.

Concluderò con un celebre motto di Mao dse Dong, direttamente tratto dal suo Libretto Rosso:
"Larga è la foglia stretta la via, voi dite la vostra ch' io ho detto la mia".

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permalink | inviato da il 16/1/2006 alle 12:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (45) | Versione per la stampa

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