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Gianni' s own logbook

30 dicembre 2005
Quale futuro per Forza Italia?

E' un peccato che l' imminenza della campagna elettorale abbia sopito del tutto il pur timido dibattito interno al Partito Azzurro, iniziato subito dopo la batosta alle regionali, su come debba essere il futuro del movimento: un partito come gli altri o una delle tante divisioni di Mediaset?

I favorevoli alla prima soluzione chiedono la base sia ascoltata e valorizzata maggiormente. Chiedono congressi veri e non più one man shows, dove non c' è nulla da discutere perché tanto decide tutto Berlusconi. Vogliono libertà di critica, con un dibattito interno sullo stato del partito nonché sulle scelte da fare e la linea da seguire in futuro. Un congresso che si concluda con la presentazione e la messa ai voti di due o più mozioni e l' obbligo, per gli estensori della soccombente e quindi minoritaria, di seguire le linee guida espresse dalla maggioranza. In altre parole, un po' quel che avviene in tutti i partiti democratici di dx di sx e di centro.
Questi sono gli eretici, in odore di comunismo: gli exdemocristiani ed exliberali. I famigerati politici professionisti, per intenderci.

I contrari a questa impostazione invece accusano i primi di essere poco meno che dei bestemmiatori. Pensare di poter criticare Silvio è da ingrati giacché è lui che ha creato dal nulla il partito ed è quello che paga sempre tutto, in primis le campagne elettorali. Giusto quindi che mantenga il controllo totale sul movimento e che tutte le decisioni le prenda lui visto che fa sempre la cosa giusta. Il solo pensare che all' interno di F.I. si costituiscano delle correnti è un abominio. Infine, last but not least, ricordano che se a Mediaset Silvio avesse dovuto organizzare un congresso prima di prendere una qualche decisione, l' azienda sarebbe andata a ramengo. Volete, voi bestemmiatori, che F.I. faccia questa fine?
Insomma, questi sono quelli del "maxime debetur Berlusconi reverentia". I loro alfieri sono Sandro Bondi e don Baget Bozzo.

E' chiaro chi vincerà.
Berlusconi è costituzionalmente incapace di tollerare critiche. Il suo progetto di guidare il Paese con metodi imprenditoriali, alla stregua di un' enorme Mediaset, non le prevede, non le ammette. Sono solo chiacchiere che gli fanno perdere tempo.
Da qui è nato il suo definirsi uomo del fare avverso ai parolai. I suoi attacchi ai politici di professione, parassiti inconcludenti buoni solo a chiacchierare. Da qui il suo lamentarsi di non avere il 51%, gli attacchi ai contrappesi istituzionali alla sua carica ecc. ecc.
Sfortunatamente Berlusconi è riuscito a "vendere" questo suo progetto, ossia la convinzione che si potesse guidare il paese come si guida un azienda, agli italiani. Idea ridicola, prima che oltraggiosa per ogni sincero democratico. E naturalmente ai primi prevedibili intoppi, ai primi scontri con la Consulta, la Magistratura, la libera stampa, i presidenti della Repubblica (Scalfaro in particolare), la grancassa mediatica berlusconiana si è ben guardata dal rimarcare che l' errore stesse nei metodi "imprenditoriali" e quindi necessariamente poco democratici insiti nel progetto del Premier, accusando invece tutti gli altri di comunismo o odio preconcetto nei confronti di Silvio.

Quindi cari eretici bestemmiatori, una F.I. diversa, con più democrazia interna, resterà per sempre nei vostri sogni. Non può esistere. Un Berlusconi "politico professionista" non può esistere, pena la fine della sua carriera politica.
 
g




permalink | inviato da il 30/12/2005 alle 13:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

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