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Gianni' s own logbook

4 gennaio 2007
Ecco l' eredità coi "fiocchi" lasciataci dal Patacca

                    


                           


  


                      


E MENTRE IL CAV. BUGIARDONI CONTINUAVA A SPROLOQUIARE DI RIGUADAGNATO PRESTIGIO DELL' ITALIA ALL' ESTERO, ECCO IN REALTA' COME CI VEDEVANO OLTRALPE





QUALCUNO OBBIETTERA': MA CI FU L' 11/9, LO TSUNAMI,
 LA GUERRA IN IRAK, TUTTA L' EUROPA ERA IN CRISI ! MICA VERO, GUARDATE QUA SOTTO





BELLA COME EREDITA', VERO?
E ORA ECCOVI IL QUADRO RIASSUNTIVO:





 Ecco qua sopra il conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche negli ultimi 9 anni. La fonte della tabellina è l' Istat.
Se osservate bene l' unica voce positiva del quinquennio berlusconiano è stata la riduzione della spesa per interessi passivi (gli interessi che lo Stato paga sull' enorme debito pubblico), passata dai quasi 79 miliardi di euro del 2001 (è la nona fila dall' alto) ai 64 e mezzo del 2005, 14 miliardi e rotti in meno.
Ma il merito non è di Berlusconi, bensi dell' euro di Prodi che, a differenza di quando avevamo la liretta, ha mantenuto bassa e stabile l' inflazione e quindi anche gli interessi passivi sul debito.

Le altre voci sono tutte negative. Il totale delle uscite correnti, ad esempio, ossia l' intera spesa pubblica, nei 4 anni interamente berlusconiani è passata dai 567 miliardi del 2002 ai 630 del 2005. Ben 63 miliardi di euro in più. Nei 4 anni interamente ulivisti invece (1997-2000) l' aumento fu di soli 27 miliardi, meno della metà.
Quindi quando oggi Tremonti dice che bisogna ridurre le spese anziché aumentare le tasse, sappiate che lui le spese rispetto all' Ulivo le aumentò più del doppio.

"Ma almeno Berlusconi le tasse le ha diminuite!" obbietterà il solito Pierino.
Macché.
Il totale delle entrate correnti, ossia la somma dei soldi che fluiscono nelle casse dell' erario grazie (o per colpa) all' intera pressione fiscale, è passato, sempre nei 4 anni berlusconiani, dai 571 miliardi di euro del 2002 ai 623 del 2005. Fanno 52 miliardi di tasse e imposte in più. Nei 4 anni ulivisti invece, malgrado l' eurotassa, l' aumento fu di 46 miliardi. Di poco, ma comunque inferiore..

"Attivate opere pubbliche per 93 mila miliardi di lire!" tutti ci ricordiamo il megamanifesto col faccione sorridente di Silvio. Fu affisso in occasione delle provinciali del 2003. Malgrado avessimo già da un paio d' anni l' euro, la cifra fu espressa in lire per colpire ancor più l' immaginazione degli italiani.
93 mila miliardi di lire fanno circa 48 miliardi di euro. Ma "attivati" non significa spesi. Se volete sapere quanti ne furono spesi veramente, basterà guardiate la voce "Investimenti fissi lordi": dai 22 miliardi e mezzo del 2002 è passata ai 33 e mezzo del 2005, solo 11 in più. Dei 48 "attivati" annunciati dai megamanifesti ne sono stati spesi in realtà solo 11.

Ma non è finita, perché il bello, anzi il brutto, viene ora. La penultima voce infatti, l' indebitamento netto, ossia la differenza tra le entrate e le uscite in un dato anno, è quella che rapportata al prodotto interno lordo determina il famoso deficit-pil. Qui possiamo verificare il debito totalizzato, ogni anno, dai governi precedenti. Eccetto il 97, nel periodo ulivista il deficit ebbe un andamento decrescente arrivando ai soli 10 miliardi scarsi del 2000. Ed infatti in quell' anno il rapporto deficit pil fu dell' 1,4%, ben al di sotto del parametro di Maastricht (3%). Nel periodo cidiellino invece, l' andamento fu sempre crescente arrivando a totalizzare quasi 58 miliardi nell' ultimo anno. Ed infatti il 2005 si chiuse col rapporto deficit-pil al 4,1%

Last but not least il saldo primario. E' quanto resta in cassa allo Stato, in cash, in un dato anno dopo aver pagato gli interessi sull' enorme debito pubblico. E' un indicatore di capitale importanza, perché mostra la capacità o meno di un Paese di risparmiare malgrado gli alti interessi sul debito. Prova inequivocabile che quel paese è sulla via del risanamento. Ebbene nel 2000 l' Ulivo si ritrovò ben 65 miliardi in cassa, segno di una gestione oculata dei soldi degli italiani. Nel 2005 la CDL solo 6 miliardi e rotti.

Queste cifre sono la prova del fallimento del Patacca di Arcore e del suo degno compare Tremonti.
La prova che mentre Mediaset grazie alla Gasparri macinava profitti (vedi QUI), i conti dello Stato, di tutti noi, andavano a picco.

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permalink | inviato da il 4/1/2007 alle 1:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (38) | Versione per la stampa

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