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5 dicembre 2006
L' arte del chiagni e fotti
 Non so se l' avete notato anche voi, cari amici, ma nei giorni immediatamente prima, durante e dopo la manifestazione romana, uno spauracchio è tornato a far capolino nei discorsi dei destri: boicottaggio.
Ma non crediate sia una novità. Da anni, si può dire da quando Berlusconi è apparso sulla scena politica, riaffiora qua e là in qualche lettera ai giornali della destra, o su qualche messaggio internettiano: 
"Sugli aerei Alitalia non si trova mai il Giornale. Secondo me ci boicottano"
"Stamane alle 8 il mio edicolante sosteneva di aver già terminato Libero. Credo invece lo nascondesse a bella posta, per boicottarci."
"I giornalisti hanno fatto sciopero apposta per non dover parlare della visita di Berlusconi a Bush" (o, a piacere, della convention di F.I., del vertice della CDL, di una importante vittoria del Milan...)

Già un mese prima della manifestazione, allorché i ferrovieri annunciarono uno sciopero con inizio il 2 dicembre sera alle 23, quindi con tempo sufficiente a prendere il treno del rientro, la spauracchio aveva iniziato a circolare su blog e forum della destra. La circostanza che il 90% dei partecipanti sarebbe giunto in pullman all' uopo riservati, non aveva impedito a quello che era un ingiustificato sospetto di divenire agli occhi di molti destri certezza.
Ma l' acme del boicottaggio ad opera delle forze del male comuniste, secondo i racconti di molti partecipanti, è avvenuto a fine manifestazione. I tassisti rossi avevano lasciato l' auto in garage per puro odio contro Berlusconi, cosi loro han dovuto farsela a piedi fino al pullman (che la difficoltà di trovare un tassi fosse dovuta agli ingorghi e alle molte richieste che una simile megamanifestazione comporta, è un' idea che non li ha manco sfiorati). La metro andava a rilento non perché i vagoni e le banchine fossero strapieni di gente, ma perché i guidatori, rossi, avevano deciso il boicottaggio. Fino al messaggio non so se più puerile o ridicolo, scritto da una persona che peraltro stimo molto, il quale insinuava che la chiusura di un tratto autostradale sulla via del rientro nei pressi di Bologna fosse dovuta non a lavori di manutenzione, come avevo suggerito io e come in effetti era il caso, ma a....indovinate un po'?
Bravi, avete indovinato: al boicottaggio di Autostrade spa!

C' entra qualcosa Berlusconi in tutto questo?
Lui c' entra sempre, nel bene ma sopratutto nel male. Come non pensare, infatti, che questa paranoia del boicottaggio non sia dovuta ai 12 anni e più di vittimismo berlusconiano, di un signore che pur disponendo di un potere privato e pubblico mai visto prima in questo Paese, ha continuato a dichiararsi vittima via via dei poteri forti, dell' egemonia della sinistra sulla stampa, dei sindacati e persino dei suoi alleati di governo?
Non c' è da stupirsi se poi questo suo continuo denunciare l' esistenza di una metà dell' Italia che odia, questo suo continuo fingersi accerchiato, cosa che tra l' altro gli è tornata utile per giustificare i suoi insuccessi di governo, sia sceso giù per li rami fino ai suoi simpatizzanti, i quali a quanto pare l' hanno preso sul serio.
Tranquillizzatevi, amici azzurri, nessuno vi vuole male, nessuno vi boicotta o trama nell' ombra contro di voi.
E' la solita invenzione berlusconiana. Di colui che ha portato l' antica arte italica del chiagni e fotti, a vette eccelse mai raggiunte prima.

g



permalink | inviato da il 5/12/2006 alle 0:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa

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