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19 ottobre 2006
L' armata Brancaleone al governo
Digiamocelo cari amici e compagni, il modo in cui il nostro governo sta partorendo la finanziaria non è un bel vedere. Il minimo che si possa dire è che hanno le idee molto confuse, da armata Brancaleone. Avevano iniziato a maggio stilando un dpef sui 35 miliardi basato sulla previsione di un deficit-pil al 4,1% fatta dagli esperti di Istat e Bankitalia. A luglio è arrivata la buona notizia dell' ottimo andamento dell' autotassazione e subito sono iniziati gli inviti, sopratutto da parte della sinistra della coalizione, a ritoccare al ribasso i 35 miliardi. Tps però ha tenuto duro e ha fatto bene, perché subito dopo da Brussel è arrivata la scoppola sull' iva per le auto aziendali. Ad agosto altra sopresa, il deficit tendenziale secondo l' Istat, lo stesso Istituto al quale appartengono gli esperti che solo tre mesi prima nella dual diligence avevano vaticinato un 4,1%, è per il 2006 del 2,9%. Altre bordate dell' opposizione e altri tentennamenti dell' esecutivo. Tps però ha tenuto duro un' altra volta, anche perché il rapporto deficit da correggere è sopratutto quello del 2007, non quello del 2006.

Ma percentuali a parte, ciò che lascia perplessi è il fatto di non esser riusciti a convincere alcuna delle parti sociali della bontà e dell' utilità delle misure contenute nella finanziaria. Cosi, a poco a poco, si stanno rimangiando quasi tutto, dal Tfr all' esenzione del bollo sulle auto nuove. Per non parlare delle aliquote Irpef (ma perché sono andati a toccarle, mi domando). Oggi poi è arrivata l' amara notizia che il cuneo ai lavoratori porterà ben pochi benefici, essendo gli stessi già inclusi nelle detrazioni e deduzioni Irpef. D' accordo, come dice Prodi l' importante è che non ci si discosti dai saldi finali e che la manovra sia equilibrata e non penalizzante per le fasce deboli.
E cosi alla fine certamente sarà, anche se dell' impianto originale della legge non rimarrà quasi nulla.

A destra però hanno ben pochi motivi per gioire di questa brutta performance offerta dal governo. Tutte le finanziarie approvate nella precedente legislatura erano totalmente difformi da com' erano approdate in Aula due tre mesi prima. Non solo, ma pur disponendo di maggioranze larghissime Berlusconi in 5 anni ricorse a ben otto voti di fiducia per far approvare le sue leggi di bilancio. Quindi vedano di abbassare la cresta.
Certo però che da dei professionisti della politica, come certamente sono quelli dell' Unione, questo brutto spettacolo non ce l' aspettavamo.

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permalink | inviato da il 19/10/2006 alle 14:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa

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