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Gianni' s own logbook

21 settembre 2006
La fabbrica degli slogan
 

Eccettuate alcune lodevoli eccezioni, a destra, è risaputo, di politica ne masticano poca. Non la capiscono, tutte quelle chiacchiere gli fanno venire l' orticaria. Loro sono uomini del Fare. Da qui la necessità del Capo di inventare slogan brevi ed efficaci, adattabili a tutti gli usi e buoni per tutte le stagioni, onde aiutare i suoi elettori a capire quello che sta succedendo senza scervellarsi troppo. O magari perdendo tempo a leggere i giornali, ché tanto son tutti comunisti.

Il "teatrino della politica" è uno di questi. Coniato da Berlusconi per spiegare ai suoi la lentezza dell' azione del suo governo.
Eh si, perché gli ingenui elettori azzurri erano sinceramente convinti che eleggendo un imprenditore, questi avesse poi il potere di prendere decisioni a tambur battente, come faceva in azienda. Bypassando alleati, parlamento o Presidente della Repubblica.
A chetare la delusione arrivava subito la frasetta magica "E' il teatrino della politica" e gli elettori azzurri se ne andavano a letto imprecando contro i professionisti della politica ma soddisfatti della spiegazione.

Quando però anche gli azzurri iniziarono a dubitare che l' inefficienza dell' esecutivo fosse realmente dovuta alla lentezza delle procedure democratiche, Silvio lesto lesto sfornò un "Non mi lasciano lavorare" accoppiandolo a un "Se mi aveste dato il 51% dei voti..." a mo' di rimprovero ai suoi.
Insomma, se lui non produceva quanto promesso dal contratto con gli italiani, la colpa era di opposizione, alleati e financo dei suoi elettori perché non gli avevano dato il 51%. Mai sua.

Ma il vero slogan capolavoro fu senza dubbio "Sono comunisti". E' uno slogan passepartout dalle molte ramificazioni e implicazioni. Giacché se son comunisti saran certo statalisti (invece l' Ulivo privatizzò più di qualsiasi altro governo. Silvio in 5 anni non ha privatizzato manco uno spillo). Se son comunisti son sicuramente illiberali ("Se prendono il potere non lo lasceranno più per 50 anni!" Era la frase ricorrente. Invece nel 2001 le elezioni si tennero alla scadenza prevista e se c' è uno che ha cacciato i giornalisti sgraditi dalla tv è stato proprio Silvio) Se son comunisti sono fautori della spesa pubblica, non ci piove (invece nei 5 anni berlusconiani la spesa pubblica ha corso più che in quelli dell' Ulivo).

Tutti questi fatti incontrovertibili, però, non servono minimamente a scalfire nella mente dell' azzurro medio le certezze affastellatevi da anni di vuoti slogan berlusconiani.
Perché se cosi fosse sarebbero costretti a porsi delle domande, a spremere le meningi, ad informarsi No, no, molto meglio concludere che la colpa è dei comunisti i quali non lo lasciano lavorare, e dormire il sonno del giusto. Se non altro si risparmia tempo.

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permalink | inviato da il 21/9/2006 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

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