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Gianni' s own logbook

28 maggio 2006
Os descobridores
 Il museo di arte antica di Lisbona conserva alcuni pregiati pannelli in seta di manifattura giapponese risalenti agli inizi del 17° secolo.
Descrivono l' arrivo delle prime navi portoghesi nei porti del Sol Levante, il favoloso Cipango del quale aveva parlato Marco Polo
La vivezza dei colori, le figure delineate con accuratezza e precisione da miniaturista, ne fanno dei veri e propri capolavori.

Si vedono marinai intenti a scaricare la mercanzia che avevano recato seco dalle loro basi di Malacca, Goa, Macao, per scambiarla con la seta e la porcellana giapponese molto apprezzate in Europa. Gli uni trascinano pesanti sacchi di spezie allora pregiate, altri hanno scimmiette e pappagalli sulle spalle, altri ancora fanno rotolare grosse botti di ottimo Madera.
Tutti i personaggi rappresentati hanno una caratteristica fisica in comune: un grosso naso. Una vera e propria proboscide.
Che avessero il naso molto più grande del loro fu la prima cosa che i giapponesi notarono nei nuovi arrivati.

Vi sono poi alcune figure addobbate di lunghi sai senza nulla in mano se non un piccolo libriccino.
Sono religiosi: preti, frati, monaci. Molti erano gesuiti. Non mancavano mai sulle navi dei "descubridores" lusitani, il loro compito non era quello di commerciare ma di evangelizzare, di convertire alla fede cattolica gli abitanti delle nuove terre che i valenti marinai portoghesi andavano via via scoprendo.

Ebbero un certo successo nella loro missione in terra giapponese. Tanto che le autorità, stufe di vedersi sobillare la popolazione, decisero di vietare l' attracco non solo alle navi portoghesi, ma anche a quelle di altri paesi europei. A meno che...a meno che ufficiali e marinai dei bastimenti in arrivo non calpestassero un crocefisso dando cosi prova di non essere cattolici e quindi di volersi limitare a commerciare senza convertire chicchessia.
Naturalmente i portoghesi si rifiutarono di gettare a terra e calpestare l' immagine del Salvatore rinunciando cosi per decenni a una ricca fonte di guadagno.
Invece gli olandesi, appena convertitisi al protestantesimo, fecero quanto richiesto senza batter ciglio. E fu cosi che per circa un secolo gli olandesi sostituirono i portoghesi nel lucroso commercio della seta e della porcellana giapponese.

Mi son ricordato di questa storiella (vera) leggendo qua e là dei molti che si dicono favorevoli all' arrivo degli immigrati purché non islamici.
E come si fa a riconoscerli? Non tutti gli abitanti di paesi musulmani professano quella fede. Ci sono i copti, i maroniti, i caldei che sono cristiani.
E i neri che arrivano dal centroafrica non sono tutti musulmani, ma tra di loro vi sono anche degli animisti e dei cattolici.

Per risolvere la questione propongo allora che i favorevoli all' immigrazione purché non islamica, si rechino sulla spiaggia chiedendo ai nuovi arrivati non già di calpestare una mezzaluna, ché sarebbe fare uno sbrego al bon ton, ma di voler gradire una fetta di salame ed un grappino. Chi rifiuta è certamente musulmano e quindi verrà rispedito, immantinente, a casa.

Uno dei pannelli



Un dettaglio




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link del museo http://www.mnarteantiga-ipmuseus.pt/
 





permalink | inviato da il 28/5/2006 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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