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Gianni' s own logbook

6 marzo 2015
De Luca' s version: la versione di De Luca, sindaco sceriffo
"Coordinatore dei lavori e non project manager, cosi avrei dovuto chiamare la persona da me scelta nell'ambito della realizzazione di un termovalorizzatore a Salerno."

In attesa delle motivazioni della sentenza, dobbiamo prendere per buone le parole di De Luca, fresco candidato alla presidenza della regione Campania. E cioè che la condanna nasce dal fatto che la figura del project manager esiste nelle aziende ma non nella P.A. Di conseguenza gli stipendi pagati a Di Loren
zo, cosi si chiama il project manager, furono secondo il tribunale uno sperpero di soldi pubblici. Da qui la condanna per abuso d' ufficio. Se gli stessi soldi invece il sindaco li avesse dati a un coordinatore, nessuno avrebbe obiettato nulla.




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4 marzo 2015
Crescita della Lega è colpa dell' ignavia di Berlusconi
Con il PDL ormai in via di smantellamento, è naturale che molti dei moderati, sopratutto quelli che lo sono solo di nome e non di fatto, si rivolgano alla Lega di Salvini. Ma la colpa è di Berlusconi, il quale non si decide a farsi da parte per lasciare il partito in mano a chi, sia esso Fitto od altri, potrebbe farlo tornare competitivo. Invece per colpa della testardaggine del vecchio leader, il PDL perde ogni giorno qualche pezzo, da ultimo Bondi (chi l' avrebbe mai detto!) e la Repetto.
E se la notizia è buona per il PD, poiché Salvini non ha alcuna chance di vincere contro Renzi, non lo è per il Paese che cosi si ritrova con due opposizioni, M5s e Lega, estremiste entrambe.




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2 marzo 2015
C' è Buonanno in tv preparate i sacchetti del vomito
Gianluca Buonanno è la quintessenza del leghista tipo: volgare, rozzo, triviale. Un pagliaccio fatto e finito. Nel suo primo giorno da parlamentare europeo entrò in Aula indossando un chador. Giorni fa, sempre al parlamento di Strasburgo, rivolgendosi alla Mogherini le ha detto di non contare un cazzo. Proprio cosi "lei non conta un cazzo".
Al parlamento italiano non passava giorno che non desse spettacolo, vuoi esibendo una spigola (vera) o sventolando un paio di manette.
Ebbene, questo buffone sarà ospite di Formigli stasera a Piazza Pulita e certo ne dirà o combinerà un' altra delle sue. Consiglio un parco desinare perché le probabilità di vomitare sono altissime.

P.S. Non gli zingari come ha sostenuto Buonanno in trasmissione, ma i leghisti come lui sono la feccia della società

   





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27 febbraio 2015
Saranno pure nominati, ma ciò non gli impedisce di cambiare casacca
155, tanti sono stati i parlamentari che hanno cambiato casacca in questi due anni di legislatura. Il record dei cambiamenti lo detiene la legislatura precedente, quella dei Razzi e Scilipoti, che ne totalizzò 160. Però in cinque anni. Da questi numeri se ne deduce che i leader dei partiti, ai quali toccò il compito di stilare le liste dei candidati, sbagliarono alla grande visto che molti di quelli da loro considerati fedelissimi si sono poi rivelati dei voltagabbana. Quindi scandalizzarsi perché anche nel prossimo parlamento vi saranno un 40-50% di nominati serve a poco, visto che niente e nessuno impedirà a chi vuole cambiare partito di farlo.



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25 febbraio 2015
Il premiato bufalificio 5 Stelle ne ha sfornata un' altra delle sue
La presunta penale di 100 euro per il cambio di operatore di telefonia, internet o tv introdotta dal governo.
Come stanno veramente le cose?
Quel che il governo ha inteso fare è regolare la selva delle promozioni che i vari operatori sfornano quasi mensilmente. Innanzitutto la norma fissa un tetto massimo di 24 mesi alla durata della promozione stessa, poi si obbligano gli operatori a fornire al cliente indicazioni chiare dell' esistenza e dell' entità della penale in caso di uscita anticipata dal contratto. Eh si, perché la penale c' è davvero, ma è quella prevista dalle aziende del settore (tutti i tipi di promozioni prevedono una penale per l' uscita anticipata). Non l' ha introdotta Renzi, c' è sempre stata.



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22 febbraio 2015
Job's act e art. 18 unica via percorribile contro la disoccupazione
E' fuor di dubbio che il ridimensionamento dell' art. 18 e Job's act siano provvedimenti neoliberisti. E in quanto tali vanno a scapito dello stato sociale. Sono provvedimenti che un esecutivo di sinistra-sinistra non avrebbe mai preso, altre essendo le ricette di quel tipo di governi per combattere la disoccupazione. Principalmente maggiori investimenti pubblici. Quella è però una soluzione che purtroppo non possiamo permetterci, visto il precario stato dei nostri conti pubblici. Per aumentare i posti di lavoro è necessario quindi confidare sugli investimenti privati, sopratutto da parte di soggetti esteri. In un articolo su Repubblica di oggi si stima che il totale degli investimenti esteri nel mondo sia di 1800 mld. di dollari. Di questi l' Italia ne intercetta meno dell' 1%, il grosso finisce in Cina e India. Ecco quindi che senza arrivare agli estremi cinesi e indiani, un piccolo ridimensionamento dei diritti dei lavoratori, sopratutto quello di rendere meno difficoltosi i licenziamenti, può rendere più appetibile investire nel nostro Paese.
Vedremo tra un anno se le riforme hanno avuto i risultati sperati dal governo, fino a quel momento il giudizio sulla loro efficacia o meno è sospeso. Sta di fatto che quella è l' unica via percorribile e perciò obbligata.

g



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20 febbraio 2015
Grillo, uno che azzecca sempre le previsioni
Non capisco perché i greci continuino a farsi del male cercando accordi con la UE, quando gli basterebbe abbandonare l' euro e tornare alla dracma per avere benessere e felicità. Parola di Grillo, uno che azzecca sempre le previsioni.





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17 febbraio 2015
Quando il panzone genovese invitava Al Qaeda a bombardare il parlamento...
Ora in Libia c' è l' Isis, i fratelli di Al Qaeda. Le coordinate di Montecitorio potrebbe darle a loro, penso che per lui non faccia differenza. Ci mandi Di Battista in Libia a parlamentare con quei tagliagole, visto che il grillino romano ha mostrato comprensione per loro.

Grillo: ''Se al-Qaeda viene qui, gli diamo le coordinate per bombardare il Parlamento''

FONTE




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12 febbraio 2015
Oscena gazzarra contro la Boldrini dei servi di Grillo



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10 febbraio 2015
Basta con la balla dei tre governi (o dei tre premier) non eletti dai cittadini!
In Italia si eleggono i parlamenti, non i governi. Ed è poi compito dei parlamenti indicare al PdR il nome del candidato alla carica di pres. del Consiglio. Dopo la nomina presidenziale, questi a sua volta sottoporrà al PdR la lista dei ministri. Ed è facoltà del PdR chiedere di modificarla, se ritiene che alcuni nominativi non siano quelli giusti per il dicastero che andranno a ricoprire. Quindi finiamola con la fandonia di Monti, Letta e Renzi non eletti da nessuno.

Altra balla, questa propalata da Berlusconi, è che almeno nelle schede elettorali del porcellum c' era l' indicazione del nome del candidato premier. Ad esempio "Berlusconi presidente" sul simbolo del Pdl. E' falso, proprio perché da noi non c' è l' elezione diretta del capo del governo, quel nome non era quello del candidato alla carica bensi quello del leader della coalizione o del singolo partito. Sta scritto all' art. 2 comma 3 della famigerata legge Calderoli. Manco la loro porcata conoscono. Ecco il  LINK  per verificare.

g



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4 febbraio 2015
Ma è proprio vero che se è sotto il 3% del reddito l' evasione non sarà più punita?
Ovviamente no. Quel che si intende fare è di trasformarla da reato penale in illecito amministrativo. Vale a dire che se si evadono somme sotto il 3% del reddito imponibile, non si rischierà più di andare in galera ma si dovrà pagare una multa pari AL DOPPIO DELLA SOMMA EVASA.
Del resto, le persone in galera per aver evaso le tasse si contano sulle dita di una mano. E le somme recuperate dallo Stato sono insignificanti. In compenso le procure e i tribunali sono intasati da procedimenti contro gente che ha evaso piccole somme.
Con questa legge si allegerirà il lavoro dei tribunali e si permetterà allo Stato di incassare somme importanti.



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3 febbraio 2015
Vedere B. al Quirinale m' ha dato il voltastomaco
Vederlo circondato da capannelli di persone sorridenti (probabilmente gli stava raccontando una delle sue solite barzellette sporche), m' ha fatto venire i brividi. E se penso che è il nostro alleato, di noi piddini, per fare le riforme costituzionali, mi viene il voltastomaco. Ma ci pensate? Un signore condannato per aver corrotto un giudice per assicurarsi la Mondadori, uno che ha frodato il fisco per centinaia di milioni ed è tutt' ora sotto accusa per aver comprato dei parlamentari per far cadere il governo Prodi, riforma la costituzione!
Però è stato l' unico a proporsi e alternative non ve n' erano. Le riforme o si fanno con lui o niente. Per questo ce l' ho tanto coi 5 Stelle, perché per un mero calcolo di bottega, fallito tra l' altro, ci hanno costretto ad imbarcare Berlusconi. E poi, ci piaccia o meno, questo losco figuro è tutt' ora votato da milioni di italiani. Ma se penso che fu solo per 100 mila voti di differenza che nel 2013 perse le elezioni, il voltastomaco si fa inarrestabile.

g



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30 gennaio 2015
Il ducetto barbuto obbliga il M5S a rimaner fuori da tutti i giochi
E quindi il panzone genovese, coi suoi insulti a Renzi durante la notte dell' onestà (buffoncello, affanculo) e il rifiuto di incontrarlo al Nazareno per discutere del PdR, è riuscito ancora una volta a tener fuori il M5S da tutti i giochi. A renderlo ininfluente, irrilevante. Cento e passa parlamentari che per l' ottusità del ducetto barbuto, in quasi due anni sono riusciti a portare a casa solo l' elezione di un loro candidato al Csm. Chissà come saranno contenti gli 8 milioni circa di italiani i quali li avevano votati affinché aprissero il parlamento come "una scatoletta di tonno."



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29 gennaio 2015
Chi sarebbe presidente se M5S o PDL avessero vinto le elezioni?
Supponendo che al governo ci fossero i 5 Stelle o Berlusconi, ecco quali sarebbero i rispettivi candidati al Colle.

Per quanto concerne i primi, dubito che tra i nomi delle loro "quirinarie" vi sarebbero Prodi e Bersani, messi li oggi solo per tentare di fare lo sgambetto a Renzi. Perciò tra i restanti papabili, a mio giudizio l' unico valido perché profondo conoscitore della Costituzione (è presidente emerito della Consulta) è Zagrebelski. Nessuno degli altri offre garanzie su questo punto. Zagrebelski ha però un handicap: è privo di qualsiasi esperienza politica. Ed eccetto Einaudi e De Nicola, i primi due presidenti, tutti gli altri avevano una solida esperienza politica. Incluso Ciampi.

Se invece a palazzo Chigi ci fosse un pidiellino, magari proprio Berlusconi, la scelta sarebbe caduta su Gianni Letta. Vecchio pallino del sire di Arcore. Persona degnissima ma anche lui senza alcuna esperienza politica diretta e poca affidabilità quanto a conoscenza della Costituzione.

Rallegriamoci dunque che al governo ci sia il PD, perché Mattarella (il cui fratello Piersanti fu ucciso dalla mafia)  oltre ad essere giudice costituzionale, ha anche una pregressa esperienza politica (ministro della Difesa, fu lui ad abolire la leva obbligatoria). E' inoltre il padre della migliore legge elettorale mai avuta da questo paese, il mattarellum che da lui prende il nome.





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27 gennaio 2015
Basta coi presidenti comunisti!
E quindi per l' on. Renato Brunetta, autore della supplica, Cossiga Scalfaro e Ciampi, tanto per ricordare gli immediati predecessori di Napolitano, erano comunisti...
Nonostante le sue bizzarre opinioni, non vedo perché non accontentare il capogruppo dei deputati di F.I.
Tanto più che un candidato di peso il Pd lo ha.
E' l' ex sindaco di Roma Walter Veltroni, per sua ammissione mai stato comunista. Un politico che piace tanto anche al sottoscritto. Eccolo nella foto qua sotto
, di qualche anno fa.





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