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Gianni' s own logbook

23 luglio 2014
Opposizioni tremate, l' ora della ghigliottina s' avvicina :)
Solo 3 votazioni in un giorno al Senato a causa dell' ostruzionismo delle opposizioni alle riforme del governo. Di questo passo, per smaltire gli oltre settemila emendamenti presentati, si finirà nel 2016.
Ove M5S, Lega, Sel e dissidenti dei vari partiti non la smettessero, il ricorso alla ghigliottina si renderà inevitabile.
Ancora capirei se le lungaggini degli interventi concernessero gli emendamenti, invece ieri la minoranza ha sprecato apposta due ore di tempo, per chiedere di accantonare la discussione sulle riforme e di parlare invece di made in Italy e della mozzarella di bufala.

Continuino pure con queste bischerate, ma non si lamentino poi se Grasso impedirà di discutere su un migliaio di emendamenti per passare al voto. Al Senato la ghigliottina è prevista dal regolamento.

Ecco qua sotto alcune delle richieste più strampalate dei grillini.



Ultim' ora: maggioranza impone contingentamento tempi. Entro l' otto agosto voto finale sulle riforme.



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22 luglio 2014
Ecco un altro che vuol far saltare lo Stato
Superato alla grande in fatto di fregnacce da grillini e forconi, per recuperare il terreno perduto Salvini ha pensato bene di spararle ancora più grosse. E se gli altri due si ripromettevano di far saltare il parlamento, lui mira più in alto parlando di far saltare lo Stato. Quando e come? Il 14 novembre con un bel sciopero fiscale. Quel giorno tutti coloro che si sentono strangolati dalle tasse, commercianti, tassisti, imprenditori, secondo l' invito del gauleiter leghista dovrebbero dire basta, da oggi non paghiamo più. Cosi lo Stato andrà in malora.
E se poi molti di loro anziché ottenere l' effetto sperato andranno incontro a multe salate, lui lo tiene in non cale. Da parlamentare le tasse le paga per intero quindi non corre il rischio di una visita fiscale.

L' articolo sulla proposta di Salvini QUI

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19 luglio 2014
Altra cantonata del Falso Quotidiano
Ero convinto che nessun giornale sarebbe mai riuscito  a strappare il titolo di campione delle bufale a Libero. Mi devo ricredere perché il Fatto ci sta riuscendo alla grande. Per questo sarebbe meglio chiamarlo il Falso Quotidiano.
Ecco il titolo del Falso di oggi:




Quindi se Berlusconi è stato assolto lo deve alla legge Severino. Se è vero come mai allora in primo grado venne condannato a 7 anni, visto che quella legge è del 2012 ed era quindi pienamente in vigore nel 2013 all' epoca del processo?
Anche stavolta i giornalisti del Falso l' hanno fatta fuori dal vaso.

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Dichiarazione dell' ex ministro Severino "Falso che Berlusconi sia stato assolto grazie alla mia legge. Nella sentenza non c' è scritto ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON COSTITUISCE PIU' REATO, nel qual caso la colpa sarebbe della mia legge, ma ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE"
Qualcuno lo dica a Travaglio.






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18 luglio 2014
Nessuna compassione per i 5 Stelle
I 5 Stelle hanno umiliato Bersani, dileggiato Letta, schernito Renzi fino al giorno delle elezioni e solo dopo quella batosta elettorale hanno chiesto al PD di avviare un dialogo, nonostante avessero giurato che mai lo avrebbero fatto.
Allora perché accontentarli, perché dare ascolto a gente che fino all' altro giorno insultava le parlamentari piddine, accusava il PD di essere un partito di ladri e piduisti e persino durante l' incontro di ieri insinuava (Toninelli) che a comandare in realtà fosse Berlusconi e non Renzi? I voti per far passare legge elettorale e riforma del senato ci sono anche senza i 5 Stelle, quindi perché fargli il favore di resuscitarli, di rimetterli in gioco visto che dopo la sconfitta del 25 maggio erano destinati a diventare un partitino del 5-10%?
Tanto più che non tutti loro approvano il dialogo con Renzi, iniziando da Grillo per finire con la Lombardi, la Taverna e Di Battista. Senza contare che sottoporrano ogni eventuale accordo all' approvazione degli iscritti. E se quelli lo bocceranno? Almeno avessero accolto l' invito di Giachetti che suggeriva loro di chiedere prima agli iscritti del blog se erano d' accordo o meno.


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16 luglio 2014
Travaglio piduista a sua insaputa?
In un lungo editoriale sul Falso Quotidiano di ieri, Marco Travaglio sostiene che il programma di riforme pensato da Renzi rispecchi alla virgola il piano per la rinascita democratica di Licio Gelli.
Per dimostrare la sua tesi, Travaglio cita ampi stralci dal "Piano di rinascita democratica" di Gelli.

"Nei confronti del mondo politico occorre usare gli strumenti finanziari per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno sulla sinistra… e l’altro sulla destra… fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un’azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche”

Destra e sinistra...rigore morale... politici ed esponenti della società civile onesti e capaci...Cose talmente ovvie che non varrebbe la pena discuterne. Ma siccome lo ha detto Gelli allora per Travaglio è un programma piduista.
E ancora dal programma di Gelli citato da Travaglio:

"Ripartizione di competenze fra le due Camere: rapporto fiduciario del Governo con la sola Camera e per il Senato di rappresentanza di 2° grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali”

In effetti è ciò che prevede la riforma di Renzi. Ma è ciò che succede in quasi tutti i sistemi parlamentari occidentali e da molto prima che lo scrivesse Gelli, quindi dov' è la novità?
Infine una domanda: poiché Travaglio si è detto più volte favorevole all' abolizione delle province al pari di Gelli, ciò fa di lui un piduista?


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8 luglio 2014
L' incredibile titolo del Falso Quotidiano


Capito bene? Non è Renzi ad aver invano cercato di convincere Grillo a trattare, ma il contrario. In tutti questi mesi noi abbiamo visto e capito male. Come siano andate in realtà le cose lo si desume da quel titolo: lo scorso gennaio fu Grillo a chiedere al neosegretario piddino di sedersi al tavolo per parlare di riforme, non il contrario come scrissero i pennivendoli di regime. Ed è solo perché un sondaggio tra gli iscritti lo obbligò a farlo, che Renzi si accinse all' incontro in streaming col leader dei 5 Stelle. Incontro che poi pensò bene di far fallire vantandosi di non essere democratico e impedendo a Grillo di parlare.
Si sappia però che questo dei 10 si è l' ultimo, generoso, tentativo fatto da Grillo per "stanare" Renzi. Se il Presidente del Consiglio continuerà a negarsi, a scappare,
vorrà dire che le riforme sarà costretto a farle senza il prezioso apporto dei 5 Stelle.

Il Fatto Quotidiano, le opinioni separate dai fatti

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8 luglio 2014
I servi mordono la mano di chi per anni li ha nutriti
All' interno del PD, ma prima ancora nei DS e nel PDS, i dissidenti, coloro i quali manifestano un aperto disaccordo con la linea del segretario, non sono una novità.
Lo sono invece in Forza Italia, dove nessuno ha mai osato criticare le scelte di Berlusconi. Anche perché è a lui che molti dei ribelli odierni, devono onori e carriera. Minzolini, tanto per non far nomi, starebbe ancora ad origliare nei gabinetti della Camera per carpire notizie e pettegolezzi dai deputati se Silvio non l' avesse voluto alla direzione del TG1.
E oggi questo ingrato, e con lui una ventina di altri, ardisce mordere la mano che l' ha nutrito. Ma ironia a parte, tutto sommato questa rivolta dei servi contro il padrone è una bella notizia.

Cosi come è una bella notizia i 10 si del M5S alle richieste del PD. Finalmente hanno deciso di provare ad essere protagonisti, convinti che un rifiuto li avrebbe emarginati per anni. Bisognerà vedere se non sia troppo tardi. Se questa andata a Canossa non giunge fuori tempo massimo. Perché è chiaro che per le riforme l' interlocutore principale di Renzi resta Berlusconi. Solo una ritirata all' ultimo minuto del leader di F.I. consentirebbe ai pentastellati di rientrare in gioco.


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1 luglio 2014
Grazie al cielo ora le sue str..Buonanno le farà a Strasburgo. Anzi, ha già iniziato
Voltando le spalle all' Inno della UE, gli inglesi dell' Ukip al parlamento di Strasburgo pensavano di essere stati tanto fichi, tanto cool come dicono loro.
Eccoli in basso nella foto qua sotto




Ma non avevano fatto i conti col nostro mitico Buonanno. Le cui "gesta" sono a buon diritto entrate nella leggenda. Come quando sventolò una spigola dai banchi della Camera.
Insomma uno che in fatto di stronzate, pardon figate, non teme rivali. Men che meno i razzisti inglesi. E le lo ha subito dimostrato entrando al parlamento di Straburgo con indosso un burqa
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26 giugno 2014
Meglio farle prima o dopo il voto le alleanze?
Il PD dice che è meglio farle prima del voto affinché gli elettori conoscano la composizione delle coalizioni che si candidano a governare il Paese. Naturalmente la legge elettorale dovrà essere un maggioritario. I 5 Stelle sono contrari perché, affermano, è un sistema che favorisce le ammucchiate tra partiti anche molto diversi tra loro, col rischio che una volta al governo inizino a litigare. All' uopo citano l' esempio del 2008, quando Mastella fece cadere Prodi nella cui coalizione pur era stato eletto. Ecco perché è meglio un sistema proporzionale in cui ogni partito si presenta da solo. Quello di maggioranza relativa sceglierà poi tra i partiti a lui più affini, quelli da imbarcare al governo.

L' esempio di Mastella è calzante, ma è proprio per evitare che partitini del 1-2% com' era il suo risultino eletti, combinando poi dei danni, che l' Italicum prevede soglie di accesso molto alte.
Col maggioritario la sera stessa delle elezioni sapremo chi ci governerà, col proporzionale rischieremmo di dover attendere settimane prima che il partito di maggioranza relativa riesca a comporre un' alleanza. I governi della Prima repubblica insegnano. Non solo, ma col proporzionale il rischio di partiti che dopo essersi combattuti in campagna elettorale siano poi costretti ad allearsi   in un governo di larghe intese destinato a durare poco, molto meno delle "ammucchiate" alla Mastella, è alto.

A mio parere l' unica cosa buona della proposta 5 Stelle sono le preferenze. Se avessero accettato subito l' offerta di discutere di legge elettorale fatta da Renzi, oggi sarebbero acquisite. Ma adesso è troppo tardi.

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24 giugno 2014
Ma come mai adesso i 5 Stelle non chiedono più le elezioni anticipate?
22/8/2013 Grillo all'attacco del governo: «Elezioni subito, cambieremo noi la legge elettorale»
28/9/2013 Grillo: "Ora al voto per vincere".
31/10/2013 Luigi Di Maio al TG2 "Elezioni subito"
14/2/ 2014 M5S: Serve nuovo presidente della Repubblica e di andare a elezioni subito
20/5/2014 Grillo: «Assedio al Colle e voto subito»

SECONDO ME ANZICHE' CHIEDERGLI DI TRATTARE DOVREBBERO INSISTERE, MAGARI E' LA VOLTA BUONA CHE RENZI GLIELE CONCEDE






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19 giugno 2014
Razzisti, fascisti e amici dei mafiosi, ecco gli alleati dei 5 Stelle alla UE
Non c' è solo il partito omofobo e razzista di Farage (persino la Le Pen ha rifiutato di allearsi con lui) tra gli alleati del M5S al parlamento europeo.
C' è di peggio. Il partito dei cosiddetti Democratici svedesi ad esempio, democratici solo di nome:

"I Democratici di Svezia sono stati fondati il 6 febbraio 1988 come successore del Partito di Svezia, che a sua volta era stata fondata nel 1986 dalla fusione dell'organizzazione razzista Bevara Sverige Svenskt (BSS: Mantieni la Svezia svedese) e una fazione del xenofoba e populista Partito del progresso. Le radici del partito può essere trovato nel fascismo svedese. Uno dei primi presidenti del partito, Anders Klarström, era già attivo nel rikspartiet Nordiska nazista (Nordic Reich Party). Il primo sindaco del partito Gustaf Ekström era un veterano Waffen-SS ed era stato un membro del partito nazional socialista Svensk Socialistisk Samling nel 1940."



Gli Sverige democrats hanno un debole per le camicie brune...



E che dire del partito lituano dal nome che è tutto un programma, Ordine e giustizia, il cui leader è accusato di fare affari con la mafia russa?



Insomma proprio una bella e scelta compagnia quella a cui Grillo ha fatto approdare i 5 Stelle. Senza chiedere il parere non solo degli iscritti, ma nemmeno quello dei suoi parlamentari.

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18 giugno 2014
L' incontro coi 5 Stelle una inutile perdita di tempo
Le rispettive proposte di legge elettorale sono talmente diverse e distanti, che mi domando a cosa servirà incontrare i 5 Stelle, se non a dar loro la possibilità di accusare il PD di essere poco collaborativo. Facendo naturalmente finta di dimenticarsi che Renzi i numeri per fare una nuova legge elettorale li ha già, quindi e' chiaro che la legge su cui si dovrà discutere e/o trattare è l' Italicum, non quella grillina. Cosi, un minuto dopo che l' incontro si chiuderà con un nulla di fatto, sui loro blog e forum scriveranno che il fallimento è la prova di esser stati nel giusto a rifiutare sempre ogni trattativa.

Pensare che il 9 gennaio scorso, quand' era ancora il segretario piddino, Renzi presentò tre diversi modelli di legge elettorale, chiedendo alle opposizioni di sceglierne uno. L' unico che accettò di discutere fu Berlusconi, per bocca di Casaleggio i 5 Stelle respinsero l' offerta. Salvo poi accusare Renzi di fare accordi col pregiudicato...

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12 giugno 2014
Sostituzione di Chiti e Mineo giusta e inevitabile
I senatori piddini Chiti e Mineo hanno più volte avuto l' occasione, nel partito, in tv, sui giornali, di esporre i motivi della loro contrarietà alla riforma dal senato presentata dalla maggioranza del PD. Nessuno glielo ha impedito.
Ma stare in un partito significa anche dover accettare la posizione assunta dalla maggioranza dopo discussione e votazione. Altrimenti non è più democrazia ma anarchia.
La sostituzione di Chiti e Mineo è stata quindi non solo inevitabile, perchè col loro voto contrario avrebbero affossato la riforma del senato sul nascere, ma anche giusta.


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11 giugno 2014
Consulta cancella uno dei più ripugnanti provvedimenti del governo Berlusconi
Tra tutti i vergognosi provvedimenti del periodo berlusconiano, il divieto di fecondazione eterologa testé abolito dalla Consulta, era il più vile e ripugnante. Perché non solo negava alle coppie infertili il diritto di avere figli, ma generava discriminazioni in base alla capacità economica, in quanto le coppie benestanti potevano affrontare le alte spese di un viaggio all' estero al fine di aggirare il divieto.

Dopo aver sancito l' incostituzionalità del porcellum, i supremi giudici hanno cosi abolito un' altra delle schifezze berlusconiane. Tocca ora al governo sanarne una terza, reintroducendo velocemente il reato di falso in bilancio
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9 giugno 2014
Il M5S vince solo con l' aiuto di altri partiti
A Livorno si è ripetuto quanto già accaduto a Parma due anni fa. Al ballottaggio il candidato grillino, arrivato secondo al primo turno col 19% ( corrispondente a16200 voti) ha superato di slancio lo sfidante del PD che al primo turno col 35% (29400 voti) lo aveva quasi doppiato.
Appurato che il 53% col quale il neosindaco è stato eletto corrisponde a 35900 voti, mentre il 47% dello sfidante a 31700 voti, se ne deduce che lo sconfitto ha sostanzialmente tenuto gli elettori che lo avevano premiato al primo turno, mentre il secondo li ha più che raddoppiati.

Significa forse che nel giro di due settimane i pentastellati livornesi sono aumentati di 15 mila unità?
Macché, la consistenza numerica dei grillini labronici è quella registrata al primo turno. I 15 mila voti in più sono venuti da altri partiti, la Lega, l' UDC e la sinistra radicale, i quali avevano dato indicazione ai propri elettori di votare 5 Stelle al ballottaggio. Proprio come avvenne a Parma, quando pur di non far vincere un odiato "comunista", in grande vantaggio al primo turno, gli elettori berlusconiani votarono in massa Pizzarotti.
Quindi i pentastellati livornesi si diano una calmata, perché il vero rapporto di forze è quello fatto segnare al primo turno: in città gli elettori piddini sono il doppio di loro.

Che conclusioni si possono trarre dal risultato di Livorno?
La prima è che il M5S rifiuta ogni alleanza ma laddove vince lo fa solo grazie all' apporto di elettori di altri partiti.
La seconda è che se perfino la sinistra radicale al ballottaggio ha appoggiato il candidato di Grillo, vuol dire che negli ultimi 5 anni il  PD ha governato proprio male. Quindi un po' di anni all' opposizione non potranno fare che bene.




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