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Gianni' s own logbook

23 aprile 2014
Quando Grillo chiedeva di abolire il segreto di Stato sulle stragi...
Il segreto di Stato sui documenti relativi alla strage di piazza della Loggia va tolto, chi ha interesse a mantenerlo?

Parole di Grillo in un post dal titolo "La strage di piazza della Loggia e il segreto di Stato" pubblicato sul suo blog il 30 novembre 2010. Oggi invece deride Renzi perché si propone di fare proprio quanto da lui auspicato.
 
 LINK del post di Grillo




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21 aprile 2014
Renzie dimettiti, l' Economist ti ha bocciato
Poiché noi compagni leggiamo solo l' Unità e Repubblica, e sopratutto non parliamo l' inglese, ignoravamo che l' Economist avesse bocciato la politica di Renzie. Fortunatamente ci ha pensato Grillo con il post di Pasqua sul suo blog a rivelarcelo, citando un articolo del magazine pubblicato in data, leggete bene, PRIMO MARZO 2014.
Ed in effetti nel pezzo, pubblicato ripeto il PRIMO MARZO scorso, si fa notare che le molte promesse di Renzi manchino di dettagli su dove intenda trovare i soldi per realizzarle.
Perciò, poiché il PRIMO MARZO Renzi non aveva ancora detto dove avrebbe trovato le coperture di una misura che andrà in vigore il 27 MAGGIO, sarebbe opportuno si dimettesse consentendo cosi a Napolitano di mandare il Paese ad elezioni anticipate.
Grillo questo non l' ha detto ma lo ha lasciato intendere.

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Ecco il link all' articolo uscito il PRIMO MARZO sull' Economist



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18 aprile 2014
Renzie si è svelato per quello che è: il fantoccio della Troika, del Bilderberg e della massoneria internazionale
ORRORE !!11!!1

Ecco le misure vessatorie imposte dalla Troika, dal Bilderberg,
dalla massoneria internazionale e dall' ing. De Benedetti, al nostro
governo. Misure che il loro fantoccio Renzie si è affrettato ad
adottare.
Leggete e inorridite:
80 euro in più al mese per 10 mln. di italiani.
taglio di 400 mln. al bilancio della Difesa (di cui 150 dagli F35)
tetto di 240 mila euro (lordi) allo stipendio di manager di Stato,
magistrati e vertici delle FF.AA.
taglio del 10% all' Irap
contributo di 150 mln. imposto alla Rai
abolite le facilitazioni postali per la pubblicità elettorale.

RENZIE VERGOGNATI !!11!!1




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14 aprile 2014
Alla metà degli italiani il voto di preferenza non piace


Ecco una tabella che mostra il tasso di preferenze espresse in 12 regioni, alle regionali dal 1995 al 2010. Solo 12 perché in Sicilia e nelle altre mancanti si votò in date diverse. Sono altresi necessarie alcune avvertenze: per quanto concerne la Toscana, la legge regionale del 2004 rese obbligatorie le primarie, di conseguenza le preferenze nel 2005 e 2010 furono abolite. In Campania invece la legge del 2009 previde la possibilità di dare due preferenze, da qui l'alta percentuale di quelle espresse.

Fatte le necessarie premesse vediamo che la media alle ultime consultazioni è stata del 54%. Nel 2010 su 100 votanti solo 54 espressero la preferenza.
Se poi analizziamo i risultati nelle 3 grandi aree in cui possiamo suddividere il Paese, nord, centro e sud, vediamo come nel nord l' utilizzo della preferenza sia stato molto al di sotto della media nazionale, al centro grosso modo nella media mentre al sud molto al di sopra.

La stragrande maggioranza degli appassionati della preferenza, risiede dunque al sud. Come interpretare questo dato, come una particolare voglia degli elettori di quelle regioni di incidere sugli eletti esprimendo un forte voto di opinione, oppure come prova di rapporti clientelari e quindi di voto di scambio?
Lascio agli aficionados delle preferenze la non ardua risposta.

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fonte dei dati QUI



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12 aprile 2014
Ma cos' aspettano gli elettori 5 Stelle a "vaffare" Grillo?
Grillo prima attacca Napolitano reo di aver "violentato la Costituzione", subito dopo, fottendosene dell' art. 5 della Costituzione che dichiara l' Italia essere una e indivisibile, si schiera con gli indipendentisti veneti. Il tutto lo stesso giorno e nello stesso discorso. Ma cosa aspettano i suoi elettori a "vaffarlo"?

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10 aprile 2014
Squadristi a 5 Stelle all' opera in parlamento
Cori da stadio, urla belluine per coprire gli interventi di chi non la pensa come loro, accuse di connivenza con la mafia ai colleghi degli altri gruppi, insulti ed ingiurie a chi ha l' ardire di dire cose diverse da quelle che loro ritengono verità assoluta, rifiuto di accettare il principio democratico della maggioranza dei voti. Questi sono i grillini all' opera al Senato.
Spettacolo che hanno inscenato ieri in occasione della votazione sulla Tav e ripetuto oggi durante la discussione sul voto di scambio.






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8 aprile 2014
Povero Brunetta, costantemente sconfessato dal suo capo
Lui fa di tutto per captarne gli umori e i desideri, al fine di sorprenderlo piacevolmente preannunciandone le scelte prima ancora che quello apra bocca. E spesso ci azzecca. Solo che il capo alla fine lo sputtana cambiando idea all' ultimo momento.
Successe l' ottobre scorso, quando, intervistato prima di entrare in Aula, Brunetta disse che Forza Italia avrebbe votato all' unanimità no alla fiducia al governo Letta.
Un' ora dopo al senato il suo capo lo smenti facendo esattamente il contrario.

L' altro ieri l' ultimo infortunio. Sicuro di aver colto nei gesti e nella mimica facciale del capo una certa qual delusione per la lentezza delle riforme, Brunetta detta un ultimatum a Renzi: "Italicum entro Pasqua oppure salterà l' intesa con F.I. sulle riforme".
Manco a dirlo, poche ore dopo è arrivata la smentita del capo in persona "Non ci rimangiamo la parola, avanti fino in fondo con le riforme".


A questo punto è meglio che prima di parlare, Brunetta sottoponga il testo scritto della sua dichiarazione a Berlusconi per l' approvazione. Mancando quella, taccia.



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4 aprile 2014
I 5 Stelle non perdono il vizio di raccontare frottole
"La riforma è una burla, le province non sono state affatto abolite" urlano i grillini. E' vero, ma poiché la Costituzione le prevede per abolirle veramente serve una legge costituzionale. Che sarà fatta con la riforma del titolo V.
Quella varata ieri invece è una legge ordinaria che ha un duplice intento: risparmiare i circa 300 mln. che sarebbero costate le elezioni di maggio e permettere di riformare già quest' anno il titolo V. In caso contrario, avremmo dovuto aspettare altri 5 anni, alla scadenza del mandato delle nuove amministrazioni nel 2019, per poter procedere.
"Si sono create 30 mila poltrone in più" strillano i grilli. Falso, in realtà ne sono state abolite un migliaio, quelle di presidenti e assessori provinciali. Ma poiché gli uni e gli altri, con l' aggiunta dei consiglieri, non potevano certo essere ammazzati, li si è spostati ad altri incarichi nei comuni. Ex presidenti ed assessori non saranno remunerati (risparmio 110 mln.) I circa 20 mila consiglieri invece continueranno a percipire gli stessi compensi di prima. Quindi nemmeno una poltrona in più e un risparmio totale di circa 400 mln.

Con la scusa che si cancellava il reato di "disponibilità" di un politico ad aiutare i mafiosi e si riducevano le pene, ieri il M5S è stato l' unico partito a non approvare il ddl che ridisegna il reato di voto di scambio politico mafioso. Ebbene, poiché è stato introdotto, accanto a quello di denaro, il concetto di "altra utilità" nello scambio tra il politico e il mafioso (prima invece si era puniti solo se avveniva passaggio di denaro e/o voti), la "disponibilità" è stata ritenuta superflua. Non solo, ma l' introduzione dell' "altra utilità" ha cosi esteso il ventaglio delle pene, che la riduzione delle stesse (da 7 a 4 la minima, da 12 a 10 la massima) è stata fatta su richiesta dell' ANM. Leggere QUA al capoverso 4/1.
Infine, se ve ne fosse stato ancora bisogno, è stato lo stesso procuratore nazionale antimafia Franco Roberti a dire che "la norma ora è perfetta" QUI





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1 aprile 2014
Ma non avevano promesso di aprire il parlamento come una scatola di tonno?
Avevano promesso che avrebbero aperto il parlamento come una scatola di tonno. Avevano promesso di mandare tutti a casa. Avevano denunciato le "spese folli" del senato. Oggi invece i grillini sono contrari a mandare a casa 300 e passa senatori, cosa che ci farebbe risparmaire parecchi milioni, e si oppongono alla riforma di Renzi. Come spiegare queste giravolte se non con la voglia di fare i bastian contrari sempre e comunque?
E sempre in tema 5 Stelle, che fine ha fatto la proposta di legge elettorale in discussione sul blog del guru? Doveva esser pronta prima dell' arrivo in parlamento di quella della maggioranza, ma non se ne hanno più notizie.

Intanto registro con soddisfazione i numerosi no all' appello dei costituzionalisti, da ultimo quello di Roberto Saviano.



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31 marzo 2014
Ma dove la vedono i costituzionalisti la "svolta autoritaria" nelle riforme di Renzi?
Alcuni costituzionalisti hanno lanciato un appello contro le riforme di Renzi, sostenendo siano una fotocopia di quelle fatte da Berlusconi nel 2005. In proposito si cita il monocameralismo e la trasformazione del senato, che darebbero al Pres. del Consiglio poteri "padronali" sull' esecutivo.

E allora andiamo a vedere cosa prevedesse la riforma della seconda parte della Costituzione fatta dall' allora CDL, in particolare riguardo al senato, per scoprire se avesse qualcosa in comune con quella di Renzi. I senatori, eletti contestualmente ai consigli regionali, passavano da 315 a 252. Non avrebbero più votato la fiducia al governo, occupandosi di leggi a esclusiva competenza regionale o concorrente con lo Stato. Anche il senato di Renzi non darà la fiducia al governo, ma non sarà elettivo e sopratutto i senatori non otterranno alcun compenso. Mentre nella riforma Berlusconi avrebbero continuato a percepire l' indennità da parlamentari.

Ma la vera svolta autoritaria stava nell ' aumento dei poteri del Premier: potere di revoca dei ministri, potere di scioglimento della camera e nuove elezioni senza passare per il PdR, potere di determinare (e non più coordinare) l' attività dei ministri. Inoltre sfiduciarlo sarebbe stato praticamente impossibile, posto che la prevista sfiducia costruttiva avrebbe dovuto essere votata solo dai deputati della maggioranza, senza l' apporto dell' opposizione.

Cos' ha in comune questa orribile legge giustamente bocciata dagli italiani nell' estate del 2006, con la riforma di Renzi? Nulla, niente di niente. E allora a che pro questi allarmismi?
Vallo a sapé.

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25 marzo 2014
I veneti, prima votano la peggior classe politica poi vogliono l' indipendenza
Per 50 anni filati sono rimasti zitti e buoni giacché mamma DC per assicurarsi il loro voto, chiudeva un occhio, e sovente entrambi, sulle loro dichiarazioni dei redditi. Ed essi, riconoscenti, mandavano a Roma fior di democristianoni: i Bisaglia, i Rumor, i Gui.

Scomparsa la DC si riversarono in massa su Forza Italia e la Lega di Bossi, la quale prometteva di staccarsi dai ladroni di Roma, ossia dagli stessi uomini che loro avevano eletto al parlamento, con la scusa che erano celti dediti al culto del dio Po e non italiani. In realtà, al fine di tenere tutti i soldi delle tasse in padagna. Ed in effetti buona parte dei soldi restò in padagna, ma per finire nelle tasche dei famigli di Bossi.

Non sapendo più a che santo votarsi per tenersi gli sghèi, l' altro giorno han pensato bene di organizzare un referendum online per chiedere l' indipendenza dall' Italia. I favorevoli sono stati la stragrande maggioranza.
Cosi, dopo aver per 60 anni votato la peggior classe politica italiana, prima i democristi poi i Berlusconi, i Brunetta, i Bossi, i Galan adesso si lamentano della troppa pressione fiscale e vogliono staccarsi dall' Italia
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Vadano pure, ma non prima di essersi accollati una bella fetta dei 2000 miliardi di debito che i loro ladroni ci hanno procurato.

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21 marzo 2014
Vorranno i 5 Stelle combinare qualcosa di utile a Strasburgo?
Insomma dall' intervista di Grillo a Mentana abbiamo capito che rifiutando al solito ogni alleanza, ai 5 Stelle eletti a Strasburgo non resterà altro che fare caciara, ma risultati zero. Niente, nichts, nada de nada. Come al parlamento italiano. Uno potrebbe anche fregarsene dicendo che dopo tutto sono affari loro, facciano come credono. Tuttavia poiché saranno pagati con SOLDI NOSTRI, abbiamo tutto il diritto di pretendere da loro l' ottenimento di qualcosa di utile e concreto. Mostreranno cosi di aver ben speso i SOLDI DEL POPOLO. In caso contrario al ritorno li accoglieremo a pomodori e uova marce.

Altra cosa che abbiam capito è che Grillo oramai è alla disperazione per via dei sondaggi che danno i 5 Stelle in costante calo. Quindi s' inventa complotti contro Bersani e irride più volte Renzi. Stai sereno Beppone, ancora pochi mesi e poi il tuo astro politico tramonterà definitivamente e tu potrai finalmente tornare a fare i tuoi spettacoli in giro per il Paese.

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21 marzo 2014
Game over per davvero per B., ma con 20 anni di ritardo
Già nel 1994 avrebbe dovuto essere arrestato per le tangenti alla G.d.F.        A salvarlo fu uno dei ragionieri-capo della Fininvest, Salvatore Sciascia, il quale asseri che ad ordinargli il pagamento delle tangenti (4 da 100 mln.) fu Paolo e non Silvio Berlusconi, che invece era all' oscuro di tutto.
Paolo e Salvatore usano i soldi di Silvio per fargli un favore, e poi manco glielo dicono!
Alla fine Paolo e Silvio furono assolti per prescrizione e insufficienza di prove e l' unico condannato fu Salvatore. Ma Silvio anziché cacciarlo per avergli fatto rischiare la galera, lo fece eleggere al parlamento.

Con Silvio fuori dai giochi, F.I. è alla disperata ricerca di un altro Berlusconi da candidare. Visto mai che mancando il nome del padrone del partito-azienda sull' etichetta, i clienti-consumatori si rivolgano ad un altro prodotto. Da qui il pressing sulla progenie di S.B.
Secondo la Carfagna non vi sarebbe nulla di scandaloso se uno dei figli si candidasse, dato che è stato fatto anche in America con Bush figlio. Però l' on. dimentica che George jr. prima di arrivare alla sfida con Al Gore per la presidenza, dovette vincere le primarie all' interno del suo partito. La qual cosa sarà risparmiata a berluschini: dovesse uno di loro candidarsi, diverrà automaticamente leader di F.I. senza primarie di sorta.
C' è una bella differenza con Bush jr.




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18 marzo 2014
Ma la Mussolini non voleva castrare i pedofili?
Alessandra Mussolini, anno 2008
"La terapia farmacologica per i pedofili, meglio conosciuta come castrazione chimica, è un cavallo di battaglia del mio partito, Alternativa sociale. Una proposta in tal senso fu per la prima volta da me presentata la scorsa legislatura."

Bene, ora che il pedofilo lo ha in casa perché non inizia a castrare lui?




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17 marzo 2014
Terra di santi, navigatori, poeti...e pagliacci
Pensandoci bene è una gran fortuna che il nostro Paese abbia dato i natali anche a una lunga sequela di pagliacci. Li avesse dati solo a dei santi, navigatori e poeti, oggi cammineremmo tutti sospesi a mezz' aria. Invece abbiamo i piedi ben piantati a terra, e di questo dobbiamo ringraziare gli ultimi due della serie di quella categoria benemerita: Berlusconi e Grillo.
Pagliaccio il primo perché progetta di candidarsi alle europee malgrado la legge Severino vieti ai condannati in via definitiva di candidarsi a qualsiasi tipo di elezioni.
 Il secondo perché in caso di vittoria del suo movimento alle europee, ha detto che pretenderà da Napolitano lo scioglimento delle camere ed elezioni anticipate.



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